Un ricordo ed alcune riflessioni sul Congresso Nazionale di Primavera della SICUT – Società Italiana di Chirurgia d’Urgenza e del Trauma
di Biagio Ancarola ed Antonio Martino
Il presente articolo, scritto a quattro mani, ha l’obiettivo di lasciare alcuni ricordi e spunti di riflessione a valle del congresso della SICUT che si è tenuto prima dell’estate nell’incantevole Reggia Borbonica del Belvedere di San Leucio e presso Palazzo Paternò a Caserta, dal 14 al 15 maggio 2026.

L’articolo ha altresì lo scopo di fornire prospettive di impegno in continuità nel tempo in vista del prossimo 128° Congresso Internazionale della SIC – Società Italiana di Chirurgia, nell’ambito del quale si terrà la sessione speciale e l’Assemblea della SICUT, che si svolgerà a Roma, presso l’Ergife Palace Hotel, dall’11 al 14 ottobre 2026.Tema del Congresso SIC sarà “La Chirurgia tra Storia e Futuro: Passione, Empatia, Competenza e Intelligenza Artificiale”.
Il Congresso Nazionale SICUT di Primavera, con Presidente Onorario il Professor Antonio Martino e Presidente Mauro Andreano, quest’anno è stato intitolato “Quando l’Urgenza Decide: Governare il Tempo, Scegliere il Trattamento”.
Il Congresso di Primavera si è articolato in 11 sessioni specialistiche, 2 workshop, 4 sessioni tecnico scientifiche ed assemblea dei soci.
Le sessioni specialistiche hanno riguardato alcune tra le più cocenti ed attuali problematiche dell’urgenza traumatica e non traumatica:
– “Il Chirurgo d’Urgenza alla Ricerca di un’Identità”
– “Le Urgenze Coliche Neoplastiche”
– “Il Trauma Epatico Maggiore e la Gestione Multidisciplinare”
– “La Colecistite Acuta sempre più Tempo Dipendente?”
– “L’Addome Aperto: Chiariamo i Punti Oscuri”
– “Diverticolite Acuta”
– “Traumi Complessi del Bacino”
– “Le Urgenze Chirurgiche Post-Chirurgia Bariatrica: Nuova Frontiera”
– “Le Perforazioni Iatrogene Post-Endoscopia
– “Chirurgia di Parete in Urgenza”
– “Casi Clinici Complessi”
Le sessioni tecnico scientifiche hanno riguardato:
– “La Gestione delle Ferite Complesse”
– “Organizzazione Sanitaria del Corpo Militare nei Teatri di Crisi”
– “La Gestione delle Enterostomie”
– “Infezioni Correlate all’Assistenza”
Il Consiglio Direttivo della SICUT ha pertanto scelto bene i temi davvero intriganti da portare avanti all’attenzione dei convenuti.

Il Congresso si è aperto con la cerimonia inaugurale che ha visto la presenza di autorità civili e militari ed è stata presieduta dal Presidente in carica Prof. Andrea Mingoli, dai Presidenti Onorari Prof. Davide D’Amico e Prof. Antonio Martino. I lavori scientifici sono stati aperti dal Presidente del Congresso Mauro Andreano.

Dopo i saluti istituzionali dei Presidenti della SICUT, Ezia Cioffi – Direttrice della Reggia di San Leucio ospitante l’evento – ha tenuto una Lectio Magistralis riguardante la storia del Belvedere e dell’antica fabbrica di sete Borbonica.
Il Congresso ha visto la partecipazione attiva di moltissimi giovani e di una faculty di rilievo e di tanti uditori interessati alle tematiche.

Al fine di poter fornire un arricchimento al lettore – sia di estrazione medica specialistica che di cultura generale – si offrono alcune considerazioni e riflessioni che ci sembra di poter ricavare dall’evento, sia di carattere generale che di carattere più strettamente specifico.
La chirurgia d’urgenza e del trauma necessita di modelli organizzativi sempre più efficienti per rispondere alle richieste, sempre più pressanti del cittadino utente. Pertanto necessita di una radicata cultura specifica, capace di coniugare il bisogno di chi accede al pronto soccorso e la necessità da parte delle Aziende Ospedaliere di razionalizzare le risorse.
Ma è soprattutto l’emergenza traumatica che deve impegnare principalmente le istituzioni. Oggi l’evoluzione culturale e scientifica, unitamente allo sviluppo bio-tecnologico ed informatico, ha modificato il ruolo e le competenze del chirurgo. La frammentazione culturale e tecnologica ha consentito lo sviluppo di branche specialistiche ed ultra-specialistiche e ridisegnato pertanto i confini della chirurgia generale.
Per la lunga esperienza la chirurgia d’urgenza continua ad avere un ruolo centrale.
Così come il chirurgo d’urgenza che è caratterizzato da un lato dalla sua impronta generalistica, dall’altro come team leader del trauma sempre nell’approccio multidisciplinare.
Pertanto la chirurgia d’urgenza, come specialità, deve rimanere ancora unitaria, per pratica e per dottrina, perché considera globalmente interessato all’evento acuto l’intero organismo, sia per ragioni psicologiche, che biologiche, che fisiopatologiche.
Si possono delineare diversi ruoli del chirurgo d’urgenza oggi, in rapporto a modelli organizzativi diversi, per la presenza delle diverse specialità che debbono risolvere le urgenze. Ma è soprattutto la chirurgia del trauma, con l’istituzione dell’unità operativa Trauma Center e di servizi dedicati nella Rete Regionale Trauma, così come nelle altre patologie delle reti tempo dipendenti – chirurgia ortopedica, cardiaca, stroke unit, etc. – che necessitano di specifica strutturazione.
Proprio per contenere la mortalità che è – concettualmente almeno evitabile nel trauma – e per ridurre le mutilazioni invalidanti ed i costi. L’evento trauma, come ben noto, può colpire inaspettatamente chiunque ed in qualunque momento e luogo: incidenti stradali, domestici, infortuni sul lavoro, incidenti sportivi e del tempo libero. Si aggiungono poi gli omicidi, le lesioni volontarie ad altri, i suicidi, l’autolesionismo ed infine tutte le guerre sparse nel mondo.
Quindi il trauma costituisce un momento assistenziale nel quale la necessità di collaborazione multidisciplinare si configura al massimo livello, per la complessità e polivalenza degli interventi richiesti e per il regime di urgenza, sempre al fine della riduzione delle morti evitabili, delle disabilità permanenti e degli alti costi così come si evince dalla accorata denuncia espressa nell’ultimo lavoro del Prof. Stefano Miniello, Past-President della SICUT, “I Costi del Trauma in Italia – dalla Mattanza all’Eldorado: un’Alchimia Possibile. I Cittadini Devono Sapere..”
Ma ci sia consentita una riflessione conclusiva un pò così, estrosa, speculativa e divagativa, sulla parola tempo. Ci piace rimarcarla fortemente anche per sostenere il titolo del congresso sapientemente delineato dal Presidente Mauro Andreano.
Il “Tempo-Kronos” è la parola chiave, il filo conduttore, l’energia vitale di questo evento.
Il tempo che cos’è?
È la successione di eventi come: breve, lungo, indefinito, prossimo, recente, vicino, lontano, antico, remoto, precedente, anteriore, venturo, al di là da venire, nostro, attuale, presente.
Il tempo dell’orologio, il tempo musicale. L’esercizio ginnastico a due tempi: temporaneo, provvisorio, passeggero, temporeggiato, contemporaneo o di un atto che avviene nello stesso tempo?
Il tempo passa, scorre, trascorre lento o scorre veloce. Fugge, volge, avanza, incalza, stringe, matura; talvolta è sciupato, sprecato, ingannato, ammazzato, mal impiegato o rubato.
Altre volte il tempo, invece, è guadagnato, risparmiato, dedicato a vantaggiose attività.
E quali attività migliori ne beneficiano del tempo se non nella chirurgia d’urgenza?
È storia recente che per vincere il tempo si può anche commettere purtroppo un errore fatale:
il trapianto del fegato del povero bambino. Si riduce il tempo nella tracheotomia resuscitativa, nella toracotomia d’emergenza resuscitativa. Si allunga il tempo nelle procedure di Damage Control Surgery e di addome aperto, con chirurgia a più tempi, a tappe.
Provocatoriamente, in sintesi, essendo questa una chirurgia tempo-dipendente, potremmo parlare non più di chirurgia d’urgenza e di emergenza ma di chirurgia tempestiva.
























