Il Cilento che si racconta: viaggio tra borghi, mare, arte e memoria
Dal recupero di Borgo Riccio a Story Riders e al Torchiara Story Festival, alla
Processione a Mare di Agropoli. Un viaggio tra luoghi, persone e tradizioni
attraverso la formula dei piccoli gruppi di Cilento History Tour un itinerario fuori
dagli schemi alla scoperta dell’identità cilentana
C’è un modo diverso di viaggiare nel Cilento: non mettere in fila monumenti e
località, ma seguire le storie che li tengono insieme. È da questa intuizione che
prende forma un percorso capace di unire realtà apparentemente lontane: il recupero
di Borgo Riccio, le esperienze di Story Riders, il Torchiara Story Festival, i PACC –
Percorsi d’Arte Contemporanea in Cilento, le dimore storiche, le tradizioni religiose e
marinare, fino alla gastronomia e alla Dieta Mediterranea.
Un mosaico nel quale ogni tessera racconta una parte dell’identità cilentana.
Angela Riccio ha presentato a Roma questa originale intuizione dedicata alla
valorizzazione del territorio e alla costruzione di una narrazione capace di tenere
insieme patrimonio, cultura e turismo esperienziale. Tra le storie inserite in questo
racconto c’è anche la Processione a Mare della Madonna di Costantinopoli di
Agropoli, una tradizione nella quale il legame tra comunità, fede e mare diventa
patrimonio da conoscere. ≪Un’idea che nasce dal recupero di Borgo Riccio,
una dimora storica di grande interesse, passando per Story Riders e
Torchiara Story Festival, fino ai Percorsi d’Arte Contemporanea in Cilento.
Tre progetti nati con l’obiettivo di raccontare un territorio straordinario nella
sua autenticità, attraverso un turismo lento, colto, autentico, fatto di emozioni
vere, incontri e luoghi capaci di lasciare un ricordo indelebile≫, ha precisato
Angela Riccio.
Borgo Riccio, quando recuperare significa restituire una storia
Il recupero di un borgo non coincide necessariamente con il recupero delle sue pietre.
Un luogo torna davvero a vivere quando ritrova una funzione, quando le sue memorie
vengono raccontate e quando chi arriva può percepirne l’identità. Borgo Riccio
rappresenta una delle esperienze attraverso cui questa idea prende forma: il borgo
come spazio di memoria, ma anche come possibile punto di partenza per un turismo
capace di cercare ciò che normalmente rimane fuori dagli itinerari più conosciuti.
È un cambio di prospettiva: il patrimonio non viene considerato soltanto come
qualcosa da conservare, ma come una risorsa da mettere in relazione con le persone,
le comunità e il territorio.
Story Riders e Torchiara: le storie diventano destinazione
Se il borgo conserva la memoria, sono le storie a renderla contemporanea. Da qui il
ruolo di Story Riders e del Torchiara Story Festival, esperienze nelle quali il racconto
diventa parte integrante della scoperta del territorio. Raccontare un luogo significa
infatti raccontare anche chi lo ha abitato, chi continua a viverlo e le vicende che ne
hanno determinato l’identità. Il Cilento può essere letto attraverso l’archeologia, ma
anche attraverso le voci degli abitanti; attraverso i monumenti, ma anche attraverso le
tradizioni; attraverso i paesaggi, ma soprattutto attraverso le storie che quei paesaggi
custodiscono. È questa dimensione narrativa a rendere il viaggio meno prevedibile.
Agropoli, la processione che attraversa il mare
Ad Agropoli, la Processione a Mare della Madonna di Costantinopoli offre un
esempio particolarmente forte di patrimonio immateriale. La statua che attraversa il
mare non è soltanto il centro di una celebrazione religiosa. La processione racconta il
rapporto storico e simbolico tra la comunità e il mare, elemento che ha segnato per
secoli la vita economica, sociale e culturale della città. Inserire una tradizione come
questa in un percorso di conoscenza significa ampliare il concetto stesso di
patrimonio. Non esistono soltanto siti archeologici da visitare o palazzi da
fotografare. Esistono rituali, gesti, feste e consuetudini che costituiscono una parte
altrettanto importante dell’identità di un territorio. Ed è proprio questa dimensione
che l’intuizione di Angela Riccio porta al centro dell’attenzione: costruire una
narrazione nella quale il patrimonio materiale e quello immateriale possano dialogare.
≪Il primo pacchetto turistico – dichiara la Riccio – permette agli ospiti di vivere da
protagonisti questa straordinaria tradizione, partecipando in barca alla processione
della statua della Madonna, accompagnata dagli spettacolari fuochi d’artificio che
illuminano il mare e le spiagge della baia di Agropoli in uno scenario di rara
bellezza≫.
Torre Volpe, una porta sulla storia delle dimore cilentane
Il viaggio prosegue nell’entroterra, a Prignano Cilento, con la visita a Torre Volpe,
risalente al XII secolo, inserita nel circuito dell’Associazione Dimore Storiche
Italiane. Le dimore storiche permettono di entrare in una dimensione diversa del
patrimonio: quella delle architetture legate alle famiglie, alla vita quotidiana, ai
rapporti economici e sociali che hanno contribuito a costruire la storia dei territori. In
Cilento, questi luoghi costituiscono una rete preziosa, capace di affiancare ai grandi
attrattori una geografia più discreta e meno conosciuta. Torre Volpe diventa così una
tappa che invita a rallentare e a osservare il territorio da un’altra prospettiva: quella
delle architetture e delle storie custodite dalle dimore.
Marina di Camerota e la Lamparata: il mare che si racconta a tavola
Dal patrimonio architettonico a quello marinaro. A Marina di Camerota, la
Lamparata porta dentro il viaggio la memoria della pesca e il rapporto ancestrale tra
le comunità costiere e il mare. La luce delle lampare, il mare notturno e la
convivialità diventano elementi di un’esperienza nella quale cultura e gastronomia si
incontrano, con la cena sulla spiaggia del Pozzallo a base di pesce appena pescato. È
un esempio di come il turismo esperienziale possa partire da una tradizione locale e
trasformarla in un’occasione di conoscenza. Non soltanto assistere a un evento,
dunque, ma comprendere ciò che quell’evento racconta.
Piccoli gruppi, itinerari costruiti su misura
È in questo scenario che si inserisce la formula proposta da Cilento History Tour:
piccoli gruppi e itinerari costruiti su misura. Una modalità che permette di mettere in
relazione esperienze differenti, seguendo gli interessi dei viaggiatori. L’itinerario può
partire dai Parchi Archeologici di Paestum e Velia, attraversare la storia della Certosa
di San Lorenzo di Padula, entrare nelle più prestigiose Dimore Storiche del Cilento,
proseguire attraverso borghi, paesaggi e tradizioni e arrivare fino alla
contemporaneità dei percorsi d’arte. La particolarità non è soltanto nella quantità dei
luoghi visitati, ma nella possibilità di collegarli attraverso un filo narrativo. Il Cilento
non viene quindi proposto come un catalogo di attrazioni, ma come un territorio da
interpretare.
Paestum, Velia e Padula: la grande storia
I siti UNESCO rappresentano una delle fondamenta di questa narrazione. I Parchi
Archeologici di Paestum e Velia, dove nacque la Scuola Eleatica, una delle correnti
filosofiche più importanti del mondo antico, fondata da Parmenide, raccontano la
stratificazione millenaria di un territorio attraversato da popoli, culture e commerci.
La Certosa di San Lorenzo di Padula aggiunge un altro capitolo, quello della grande
architettura monastica e della storia religiosa e culturale dell’Italia meridionale.
Sono luoghi che appartengono alla dimensione del patrimonio universale, ma che
possono essere letti anche attraverso la storia locale. Il valore dell’itinerario sta allora
nel collegamento: archeologia, architettura, paesaggio e comunità diventano parti di
una stessa storia.
L’arte contemporanea cambia lo sguardo sul Cilento
Se i siti archeologici raccontano il passato, i PACC – Percorsi d’Arte Contemporanea
in Cilento, sviluppati in collaborazione con la Regione Campania, introducono il
presente. Le opere d’arte contemporanea disseminate negli antichi borghi entreranno
a far parte degli itinerari come momenti di sosta e riflessione, l’arte contemporanea
può infatti diventare uno strumento per reinterpretare un paesaggio, un borgo o uno
spazio pubblico. È una scelta significativa perché contribuisce a superare l’idea di un
Cilento esclusivamente legato alla memoria. Un territorio vivo deve poter raccontare
ciò che è stato, ma anche interrogarsi su ciò che sta diventando. I PACC si collocano
proprio in questo spazio: quello in cui l’arte dialoga con i luoghi e suggerisce nuovi
modi di guardarli.
La Dieta Mediterranea, il sapore come memoria
Nel Cilento l’enogastronomia è molto più di un elemento dell’offerta turistica. È un
linguaggio. La Dieta Mediterranea è nata proprio in questa terra, racconta una cultura
fondata sulla convivialità, sul rapporto con la terra e con il mare, sulla stagionalità e
sulla trasmissione delle conoscenze. I famosi vini DOP e IGP del territorio, come
Aglianico e Fiano del Cilento, l’extravergine di oliva DOP Cilento, poi ortaggi,
legumi, cereali, pesce, prodotti locali e ricette della tradizione diventano così parte di
un patrimonio che non si osserva soltanto: si assaggia. La tavola è dove tutti i
percorsi finiscono per incontrarsi. Essa diventa uno dei luoghi nei quali il visitatore
può entrare realmente in relazione con la cultura locale.
Un’unica storia fatta di tante storie
Borgo Riccio, Story Riders, Torchiara, Agropoli, Torre Volpe, Marina di Camerota,
Paestum, Velia, Padula, i PACC e la Dieta Mediterranea potrebbero apparire, a prima
vista, come esperienze separate. In realtà raccontano la stessa cosa: la ricchezza di un
territorio non è contenuta in un unico monumento, ma nella relazione tra luoghi,
persone, memoria e paesaggio. Per il Sindaco di Agropoli, Roberto Mutalipassi
≪La nascita di Cilento History Tour: rappresenta per tutto il territorio cilentano una
importante novità. Tantissimi turisti sono pronti a scoprire il fascino delle nostre
antiche tradizioni poiché il Cilento, dalla costa all’entroterra, custodisce un
patrimonio straordinario fatto di mare, paesaggi, storia, cultura ed eccellenze eno-
gastronomiche. Sono certo che questo nuovo progetto contribuirà a far conoscere
ancora di più, e come merita, il nostro territorio≫. La vera sfida è riuscire a
trasformare questa ricchezza in un racconto riconoscibile senza impoverirla. È qui
che il modello dei piccoli gruppi e degli itinerari personalizzati può trovare la sua
ragion d’essere: permettere al viaggiatore di uscire dalla logica della semplice visita e
di entrare in quella dell’incontro. Il Cilento, allora, non è soltanto un luogo da vedere
è un luogo da ascoltare, da attraversare lentamente, da conoscere attraverso le sue
pietre e le sue storie, attraverso il mare e le dimore storiche, tramite l’arte
contemporanea e la memoria dei borghi, fino ad una tavola dove la Dieta
Mediterranea diventa l’ultimo, e forse più immediato, capitolo di un racconto che
continua. Perché il viaggio più interessante, in fondo, non è quello che consente di
dire «sono stato in Cilento». È quello che, tornando a casa, permette di dire: «ho
conosciuto una storia».
Harry di Prisco








