di Ezio Micillo
Ieri sera la prima dello spettacolo ”I promessi suoceri”, scritto e interpretato da Paolo Caiazzo, una commedia, in scena al teatro Cilea dal 5 al 8 marzo, che prende spunto dal titolo manzoniano per raccontare, con ritmo brillante e sapore partenopeo, un momento delicato e universale: quello in cui un padre scopre di stare per diventare suocero.
La vicenda ruota attorno ad Antonio, uomo rimasto in bilico tra sogni artistici mai realizzati e una vita quotidiana fatta di piccoli rimpianti. L’annuncio della figlia Lucia, pronta a sposare il suo Renzo, diventa la scintilla che mette in moto una serie di situazioni comiche e imprevedibili. Il classico incontro tra le due famiglie, momento che dovrebbe sancire l’inizio di un’unione, si trasforma presto in un campo minato dove emergono differenze sociali, sospetti e verità poco confessabili.


La forza dello spettacolo sta soprattutto nel suo tono. Caiazzo costruisce una comicità popolare ma mai banale, fatta di dialoghi serrati, caratteri ben riconoscibili e un gusto per il paradosso che richiama la tradizione della commedia napoletana. Il meccanismo è quello classico degli equivoci: ogni tentativo di chiarimento genera un nuovo malinteso, e la situazione si complica progressivamente fino a sfiorare l’assurdo.
Il protagonista è un personaggio che suscita simpatia proprio nelle sue contraddizioni. Antonio è ironico, testardo, nostalgico, è un padre che teme di essere messo da parte e che prova a difendere un ruolo che sente vacillare. Attorno a lui si muove una galleria di figure caricaturali ma credibili, ognuna con la propria maschera e i propri segreti.
Dal punto di vista teatrale, lo spettacolo funziona perché alterna momenti di comicità esplosiva a pause più riflessive, in cui emerge il tema di fondo: il peso delle aspettative familiari e la difficoltà di lasciar andare i figli.

Il testo gioca con i riferimenti culturali e con la tradizione letteraria italiana, ma senza diventare didascalico, i rimandi restano sullo sfondo e servono soprattutto come pretesto per costruire gag e situazioni.
Due ore di risate ad un ritmo sostenuto, come sa fare Caiazzo, dove il pubblico viene coinvolto con facilità, grazie a battute immediate e a una struttura narrativa piena di svolte. I colpi di scena finali, pur rientrando nella logica della commedia, riescono a sorprendere e a chiudere la storia con un sorriso agrodolce.
La prima serata, andata in sold out, testimonia l’apprezzamento di Caiazzo nel mondo della comicità e nell’uso dell’ironia. ”I promessi suoceri” è, in definitiva, una commedia leggera ma intelligente, che sfrutta una situazione familiare universale per parlare di orgoglio, differenze sociali e seconde possibilità. Caiazzo dimostra di conoscere bene i tempi della risata e costruisce uno spettacolo capace di divertire senza rinunciare a una sottile vena malinconica.

© Ezio Micillo giornalista e fotoreporter
