di Ezio Micillo
C’è un’idea di comicità che va oltre la semplice esibizione e che, soprattutto, non si accontenta di strappare qualche risata. È quella che prende forma al Fabric Club di Portici, dove ieri sera è stato presentato ai giornalisti un progetto interessante, destinato a dare voce e spazio a una nuova generazione di comici debuttanti.
A guidare questa esperienza è Ciro Giustiniani, direttore artistico del laboratorio, che ha scelto di mettersi al servizio di un percorso nel quale il talento deve incontrare il lavoro, la ricerca e, soprattutto, la capacità di comunicare con il pubblico.
Giustiniani, del resto, conosce bene il mestiere. La sua è una comicità che si nutre di tempi, osservazione, caratterizzazione e capacità di arrivare direttamente alla platea. Sa quando una battuta deve esplodere, quando lasciare spazio a una pausa e come trasformare situazioni quotidiane in occasioni di divertimento. Una qualità che non si improvvisa e che rappresenta un riferimento importante per chi si avvicina per la prima volta al palcoscenico.
Ed è proprio da qui che parte il messaggio più significativo della serata, ”un comico deve far ridere il pubblico, non diventare lui stesso motivo di risate per la propria incapacità di farlo”, così nel suo intervento di presentazione. Una distinzione apparentemente semplice, ma fondamentale. Perché la comicità è un mestiere, richiede preparazione, sensibilità, ritmo e quella particolare intelligenza che permette di trovare la battuta capace di conquistare chi ascolta.



Il laboratorio nasce con una forte ambizione: cercare il nuovo che avanza, individuare personalità interessanti, affinare le capacità dei debuttanti e soprattutto lavorare sulla costruzione di una comicità efficace. Al bando i social, al bando l’intelligenza artificiale, la vera comicità la senti, la percepisci salendo su un palco e raccontare qualcosa che si ritiene divertente. Bisogna trovare quella battuta potente, quella intuizione capace di sorprendere, far sorridere e, quando arriva il momento giusto, provocare una risata spontanea e liberatoria.
Il sorriso, in fondo, è il risultato di un lavoro che il pubblico spesso non vede, ma che dietro le quinte richiede impegno e tanta voglia di mettersi in gioco.
Un ruolo importante in questa iniziativa lo svolge anche il Fabric Club. Il patron del locale, Ciro Sforza, ha dimostrato disponibilità e sensibilità verso il progetto, scegliendo di sostenerlo concretamente e mettendo a disposizione lo spazio per gli appuntamenti settimanali dei comici del laboratorio. Un’opportunità preziosa, perché consente ai giovani artisti di confrontarsi con un pubblico vero, misurare le proprie capacità e crescere attraverso l’esperienza diretta.
E per i clienti del Fabric, naturalmente, significa poter vivere le proprie serate con un ingrediente in più, godersi lo spettacolo, l’ironia, il buonumore ed assaggiando anche qualche prelibatezza con un gustoso drink. Un incontro tra intrattenimento e formazione artistica che può trasformarsi in un appuntamento fisso e riconoscibile.
A presentare l’evento è stata Francesca Scognamiglio, giornalista de Il Mattino, attraverso il proprio ufficio stampa. Una conduzione brillante, professionale e disinvolta, che ha accompagnato con bravura i diversi momenti della serata, contribuendo a dare il giusto ritmo alla presentazione.



Quello che si è visto al Fabric Club non vuole essere soltanto un altro spazio dedicato alla comicità, ma il tentativo di costruire un piccolo vivaio di talenti, nel quale chi debutta possa trovare una guida, un palcoscenico e la possibilità di farsi apprezzare.
Perché il pubblico non cerca necessariamente il comico famoso o il personaggio televisivo. Cerca qualcuno che sappia sorprenderlo, alleggerire una giornata, regalargli una risata sincera.
E se il laboratorio riuscirà a mantenere questa promessa, il Fabric Club potrebbe diventare un punto di riferimento per una comicità nuova, capace di rinnovarsi senza perdere di vista la sua missione più antica e più bella: far ridere la gente.
Non di chi sta sul palco, ma insieme a chi sta sul palco.

© Ezio Micillo giornalista e fotoreporter
