Dissonanzen – Le vie della musica alla Reggia di Portici
il concerto Grass’n Wood tra elettronica, jazz e folk

sabato 7 novembre, ore 20:30

Sabato 7 novembre, alle ore 20:30, alla Reggia di Portici, si tiene un nuovo
appuntamento per Le vie della Musica, il progetto promosso da Dissonanzen in
collaborazione con MUSA – Musei delle Scienze Agrarie di Portici e con il
Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che
porta negli ambienti storici della Reggia un percorso musicale all’insegna della
ricerca, dell’improvvisazione e della contaminazione tra linguaggi.
Sabato 7 novembre, alle ore 20:30, la Sala Cinese ospita il concerto Grass’n Wood,
il duo formato dal trombettista e flicornista Ciro Riccardi e dall’arpista Gianluca
Rovinello. Grass’n Wood è un progetto nato a Napoli nel 2020. Un organico inusuale

  • arpa e tromba – con l’utilizzo di processori di effetti analogici e altri strumenti
    elettronici. Gianluca Rovinello, arpista eclettico e originale, con trascorsi nella
    canzone d’autore, nella musica folk e nel jazz. Ciro Riccardi, trombettista e
    compositore, attivo in numerose formazioni tra jazz, musica improvvisata e canzone
    d’autore con il progetto Cerone. Il disco omonimo per Da Vinci Publishing

documenta questo lavoro di ricerca compositiva e di sperimentazione che il duo porta
avanti negli anni.
Il programma musicale, composto da dodici brani, non propone un’antologia della
musica napoletana, ma un’ipotesi di lavoro per sviscerarne la natura e risalirne la
forma.
Il principio che regge il duo è di sottrazione. Ogni composizione, che appartenga alla
grande tradizione colta o popolare – dalla villanella Sto core mio di Orlando di Lasso,
maestro franco-fiammingo che nel Cinquecento elegge il volgare napoletano a lingua
poetica, a Na sera ‘e maggio di Giuseppe Cioffi, a Celeste e Comm’ ‘a fronna di
Raffaele Viviani – viene spogliata del suo abito armonico e ricondotta alla sola linea
melodica nella sua nudità.
È su quella nudità che interviene il secondo gesto. Attraverso l’uso esteso di delay e
altri processori, la melodia è restituita in una forma dilatata, sospesa, psichedelica.
Non un effetto aggiunto, ma la sua condizione stessa di ascolto: semplice e alterata al
tempo stesso, arcaica e attuale.
In questa prospettiva si collocano le composizioni originali del duo e la
rielaborazione di Wein a Ramallah, melodia tradizionale palestinese, trattata come
improvvisazione strutturata.

biglietto unico € 10
info e prenotazioni info@dissonanzen.it – 3202166484
www.dissonanzen.it – fb e ig @ensembledissonanzen

FSA

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