DIREZIONE MARITTIMA DELLA CAMPANIA
CAPITANERIA DI PORTO – GUARDIA COSTIERA

NAPOLI

Piazzale Molo Carlo Pisacane, 1 – 80133 – Napoli
PEC: dm.napoli@pec.mit.gov.it – PEI: cpnapoli@mit.gov.it

Tel: 081 – 2445111
COMUNICATO STAMPA

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Area Marina Protetta “Parco Sommerso di Gaiola”: Contrasto alla pesca illegale, la
Guardia Costiera sequestra un’unità da diporto. Denunciato il proprietario.
Alle ore 01:00 circa di questa notte, la Sala Operativa della Capitaneria di Porto – Guardia
Costiera di Napoli ha ricevuto comunicazione, da parte del personale deputato al presidio
dell’Area Marina Protetta “Parco Sommerso di Gaiola”, sulla presenza di una barca a motore
all’interno di una zona di mare soggetta al massimo livello di tutela ambientale, dove è proibita
qualsiasi tipo di attività antropica (come la pesca a qualsivoglia titolo, il transito e l’ancoraggio di
tutti i mezzi nautici e la balneazione).
A seguito della segnalazione, la motovedetta di polizia marittima CP550, della Guardia Costiera
di Napoli, ha raggiunto il tratto di mare interessato accertando l’effettiva presenza di un natante
da diporto in vetroresina, lungo circa 7 metri, con un motore fuoribordo e con tre persone a bordo,
intento a navigare all’interno della predetta zona a riserva integrale.
Durante il controllo a bordo del natante e all’identificazione dei soggetti imbarcati, il personale
della Guardia Costiera ha anche ritrovato materiale ed attrezzatura specialistica per la pesca
subacquea (bombole ad aria compressa, pinne, retini, cintura con piombi per subacquei) che
hanno fatto ipotizzare che i soggetti avessero svolto – prima dell’arrivo dei militari – attività di
pesca subacquea illegale. Per questo motivo, grazie al prezioso ed instancabile supporto del
Centro Studi Interdisciplinari Gaiola ONLUS (Ente gestore dell’Area Marina Protetta) e del suo
personale specializzato, è stato fatto immergere, sul punto dove è stato ritrovato il natante, un
operatore subacqueo del predetto Centro, che ha ritrovato sul fondo dei retini pieni di ricci di mare
(circa 400 in numero), che sono stati immediatamente liberati e rigettati in acqua per ritornare nel
loro habitat naturale e riprendere il loro naturale ciclo di vita.
Il proprietario del natante, già con precedenti penali, è stato denunciato presso la Procura della
Repubblica di Napoli per aver commesso il reato di condurre la navigazione con unità a motore
all’interno della zona “A” soggetta alla massima restrizione, compromettendo pertanto la tutela
delle caratteristiche dell’ambiente marino interessato. Inoltre, il natante è stato sequestrato
penalmente e tolto dalla piena disponibilità del proprietario. La legge del 06/12/1991, n. 394,
sull’istituzione la gestione delle Aree Marine Protette, punisce la condotta illecita commessa
anche l’arresto fino a sei mesi.
La Guardia Costiera opera costantemente azioni di sorveglianza e controllo nelle Aree Marine
Protette al fine di prevenire e contrastare condotte illecite che possano ledere e minacciare
l’integrità dell’ambiente marino e costiero. Infatti, le aree di mare soggette a particolare protezione
nascono proprio per preservare le loro caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche anche al fine
di preservare la biodiversità e conservare gli ecosistemi, elementi necessari per assicurare le
risorse per le future generazioni e più in generale il futuro del nostro pianeta.
Napoli, lì 30/05/2026

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