STRAORDINARIO SUCCESSO PER L’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA AL MANN ” PARTHENOPE. LA SIRENA E LA CITTÀ” VISITABILE FINO AL 6 LUGLIO 2026
Il 3 aprile 2026 è stata inaugurata, presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli MANN (vanto cittadino per collezioni di inestimabile valore e reperti archeologici provenienti dagli scavi di Pompei ed Ercolano), negli spazi espositivi del terzo piano solitamente riservati alle esposizioni temporanee, una mostra visitabile fino al 6 luglio 2026 intitolata: “Parthenope. La Sirena e la città”.
La mostra è stata preceduta da una conferenza di presentazione alla quale hanno assistito, con vivo interesse, autorità civili e militari, giornalisti, fotoreporter, operatori televisivi ed abbonati open MANN.
Nell’auditorium del MANN, dinanzi alla numerosissima platea accorsa ad ascoltare la conferenza, hanno discorso, insieme al Direttore Generale del MANN Francesco Sirano, Alfonsina Russo (Capo Dipartimento per la Valorizzazione del MiC), Luigi La Rocca (Capo Dipartimento Tutela del patrimonio Culturale del MiC), Massimo Osanna (Direttore Generale Musei statali) e Gaetano Manfredi (Sindaco di Napoli).
Durante la conferenza, non sono mancati applausi a scena aperta, segno che il tema trattato ha suscitato un notevole interesse.
Ritengo, a mio modesto avviso, che ogni napoletano dovrebbe visitare questa mostra per scoprire e/o approfondire le origini di Napoli legate al mito della Sirena, a cui si attribuisce il nome “Parthenope”, che si intrecciano con la Santa compatrona, Santa Patrizia come spiegato in maniera egregia dalla Professoressa Elisabetta Moro, Docente di Antropologia Culturale presso l’Università degli Studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa” nel suo testo intitolato “La Santa e la Sirena” frutto dei suoi studi in merito. Anche la Professoressa Moro, presente alla conferenza, ha dato il suo apporto alla mostra, in particolare nel catalogo che sarà a breve disponibile.
Analogamente la mostra è utile ai tanti turisti provenienti da tutto il mondo che fanno tappa al MANN per conoscere qualcosa in più della città di Napoli riferita alle sue origini ed al mito.
La sirena è un’immagine ricorrente in città, basti pensare che appare sulle facciate degli edifici pubblici come il Teatro di San Carlo oppure sulle fontane come quelle di Spinacorona detta in napoletano “delle zizze” per via dello sgorgare dell’acqua dai seni della Sirena o quella di piazza Sannazaro, fino ad arrivare alle immagini di street art disseminate nelle vie del centro.
La Sirena, è bene precisare, non nasce come figura mitologica metà donna e metà pesce come è giunta fino a noi, ma inizialmente era un uccello con testa di donna, poi metà donna e metà uccello, poi… ma non voglio spoilerare, perché invito caldamente a fare due cose: la prima leggere il succitato testo della Professoressa Moro che spiega in maniera chiara e dettagliata tutto ciò, e la seconda, visitare la mostra perché merita, in quanto è frutto di ricerca di eminenti studiosi e contiene oltre 250 opere e reperti di notevole pregio e bellezza, dall’VIII sec. fino a giorni nostri, merito di collaborazione tra musei nazionali, internazionali e collezioni private.
In occasione di “Parthenope. La Sirena e la città” sono previsti laboratori per bambini, famiglie e scuole, a cura di Coopculture, mentre il MANNcaffè lancerà un nuovo biscotto a forma di sirena; Caronte S.p.A. ha sostenuto la realizzazione dei supporti didattici per gli itinerari dedicati ai più piccoli. Sul sito web del Museo è disponibile anche un itinerario digitale ad hoc dedicato alla mostra.
La mostra è realizzata in cofinanziamento con fondi del Ministero della Cultura e della Regione Campania (fondi di coesione 21/27) e di Scabec/Campania Artecard; Intesa Sanpaolo ha sostenuto il catalogo in pubblicazioneper la casa editrice Allemandi; l’Azienda Napoletana Mobilità- ANM – e la compagnia di navigazione Snav hanno siglato appositi accordi di partenariato con il MANN per veicolare la conoscenza dell’allestimento, rispettivamente nella metropolitana e con i ticket integrati e a bordo degli aliscafi e delle navi.
Articolo e foto di Sara Buccaro








