27 febbraio 2026
Comunicato Stampa

L’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale
lancia il Programma per il recupero dei rifiuti plastici dalle acque
dei fiumi e dei laghi del distretto

È in corso una raccolta dei rifiuti plastici presenti nel lago Fusaro, in provincia di Napoli, alla quale
seguirà una caratterizzazione dei rifiuti per costruire un profilo delle pressioni antropiche presenti
lungo lo specchio d’acqua. Entra così nel vivo l’attuazione del “Programma delle attività per il
recupero dei rifiuti plastici nei contesti fluviali e litorali del Distrettuale Idrografico dell’Appennino
Meridionale”, un programma di attività definito dall’Autorità di Bacino Distrettuale
dell’Appennino Meridionale in coerenza con il “Programma sperimentale triennale di recupero
delle plastiche nei fiumi maggiormente interessati da tale forma di inquinamento” finanziato dal
MASE in attuazione della Legge n. 60/2022 (c.d. Legge Salva Mare).
Le attività di raccolta sono svolte dai ragazzi dell’Area Penale di Napoli, divenuti operatori
subacquei attraverso il progetto MareNostrum di Archeoclub d’Italia e Centro di Giustizia Minorile,
nell’ottica di diventare insieme sentinelle del territori
o.
Queste attività sono condotte attraverso uno specifico Accordo di Collaborazione sottoscritto
dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e dall’Associazione Archeoclub
d’Italia aps che, con il dipartimento Marino MareNostrum, da tempo è impegnata in azioni di
carattere conoscitivo ed ecologico in ambiti marino-costieri e in contesti idrici in generale.
Nell’ambito del Programma complessivo posto in essere, l’Autorità di Bacino Distrettuale ha
previsto azioni concrete di raccolta di materiale plastico attraverso la posa in opera, di prossima
esecuzione, di barriere galleggianti in corrispondenza di alcuni corsi d’acqua del Distretto,
particolarmente attenzionati per la presenza di rifiuti plastici.
In tale contesto di azioni si inquadra l’attività di raccolta di rifiuti plastici in alcuni settori del Lago
Fusaro, un’area di elevato pregio ambientale e culturale nell’ambito del Parco Regionale dei Campi
Flegrei, nel Comune di Bacoli.

Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale – Sede centrale: V.le Lincoln – Ex Area Saint

Gobain, 81100 Caserta – home: www.distrettoappenninomeridionale.it

Ufficio Stampa:

Maria Cava 333 632 8040 mariacava74@gmail.com

Mimmo Pelagalli 335 562 3169 mimmopelagalli@gmail.commimmopelagalli@gmail.com
Telefono: 0823300001 – Fax: 0823300235 PEC:protocollo@pec.distrettoappenninomeridionale.it
Tale attività è partita il 30 gennaio 2026, con un’azione che durerà complessivamente circa 22
giorni, nel corso dei quali si sta rilevando lo stato di una porzione significativa del fondale e
contestualmente si sta procedendo alla raccolta di materiale plastico con l’obiettivo principale di
censire le tipologie di plastiche presenti sul fondale e la loro correlazione con le pressioni
antropiche che insistono sui luoghi.

Il Lago Fusaro rappresenta “un’entità paesaggistica” fortemente simbolica dell’Area, nel quale sorge
la casina di caccia e pesca, fatta costruire per ordine del re di Napoli Ferdinando IV di Borbone e
progettata dall’architetto Luigi Vanvitelli, oggi nota come la Casina Vanvitelliana, bene attrattivo,
visitato anche da Gioacchino Rossini, Nicola I di Russia, Luigi Einaudi.
Nonché assume “valenza storica economica” – già menzionata nel romanzo Il Conte di Montecristo

di Alexandre Dumas – per la sua vocazione ittiogenica.
Non secondaria, altresì, è la ricaduta sociale di questo progetto posto in essere dall’Autorità di
Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale insieme all’Associazione Archeoclub d’Italia aps,
per il coinvolgimento dei ragazzi dei centri di giustizia minorile che l’Associazione Archeoclub
d’Italia aps sta promuovendo nell’ambito delle attività di raccolta, ciò grazie a specifiche
convenzioni sottoscritte dalla medesima Associazione con tali centri.

Recupero e tutela ambientale, sensibilizzazione culturale e valorizzazione sociale rappresentano,
dunque, le direttrici sulle quali l’Autorità di Bacino Distrettuale sta concretizzando l’attuazione del
Programma di attività connesso all’attuazione della Legge SalvaMare.
Nel breve periodo, inoltre, si provvederà alla posa in opera, attraverso il supporto Operatori
Economici esterni (selezionati in base alla normativa vigente) delle barriere galleggianti per la
cattura delle plastiche trasportate dalle correnti fluviali.

Contestualmente, il medesimo Programma prevede azioni sperimentali e dimostrative di raccolta e
classificazione dei rifiuti plastici in corrispondenza di altri corpi idrici superficiali, finalizzati a
relazionare tale tipologia di impatto con le specifiche pressioni antropiche che insistono sull’intero
bacino di alimentazione dei corpi idrici interessati, contestualizzando gli interventi connessi alla
Legge SalvaMare con il più ampio scenario di pianificazione distrettuale e con il relativo
Programma di Misure per mitigare gli impatti antropici sul sistema fisico-ambientale e favorire il
miglioramento dello stato ecologico dei corpi idrici.
Le attività a carattere sperimentale e dimostrativo prevedono, nello specifico, l’organizzazione e
l’esecuzione di eventi di raccolta volontaria di rifiuti in ambienti di argine fluviale e in

Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale – Sede centrale: V.le Lincoln – Ex Area Saint

Gobain, 81100 Caserta – home: www.distrettoappenninomeridionale.it

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Mimmo Pelagalli 335 562 3169 mimmopelagalli@gmail.commimmopelagalli@gmail.com
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corrispondenza di corpi idrici lacustri di transizione tra le acque interne e il mare, con specifico
riferimento ai fiumi Ofanto, Tusciano, Biferno, Agri e Crati e al già citato Lago Fusaro.
“La scelta di intervenire in tali contesti idrici – afferma la dottoressa Vera Corbelli, Segretario
Generale dell’Autorità – deriva dalla consapevolezza che la plastica non è un problema che
interessa esclusivamente i mari, ma riguarda altri corpi idrici, i quali svolgono un ruolo importante
nei processi di contaminazione rappresentando dei principali vettori di trasporto del materiale
contaminante dalle aree interne, gravate da pressioni antropiche, verso gli ambienti marini e
costieri”
.
Gli eventi di raccolta volontaria non si fermano alla sola pulizia dei luoghi, ma sono orientati a
verificare lo stato di degrado e ad esaminare e classificare la tipologia dei rifiuti plastici raccolti
secondo specifici indicatori definiti dalla Commissione Europea, ciò al fine di rendere confrontabili
i dati registrati e gli scenari ambientali che ne derivano sull’intero contesto comunitario.
Inoltre, gli esiti di questa attività verranno condivisi, esaminati e commentati con la cittadinanza e
con diversi portatori di interesse, attraverso processi di partecipazione e divulgazione che
coinvolgeranno le associazioni locali di categoria, le associazioni ambientali e le scuole.

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