Napoli tra Storia e Simboli: mostra personale di Maurizio Romeo al Centro d’Arte
Poyel a cura di Daniela Wollmann
Venerdì 6 marzo alle ore 18.30, il Centro d’Arte Poyel in Piazza De Leva, Napoli, riapre
le sue porte alla città con la mostra personale di Maurizio Romeo, “Napoli tra Storia e
Simboli”, visitabile fino al 9 maggio. Non una semplice esposizione ma una
dichiarazione di intenti: l’arte come presidio culturale e come strumento di rigenerazione
urbana nel cuore di Materdei. Lo spazio, diretto da Daniela Wollmann è sede
dell’associazione CreativiAttivi, nasce con una missione chiara: dare visibilità agli artisti del
territorio e, al tempo stesso, contribuire alla rivalutazione di un quartiere che chiede di
essere raccontato oltre gli stereotipi.
Ad accompagnare il vernissage sarà l’introduzione del professor Gianpasquale Greco,
critico d’arte, chiamato a leggere un percorso espositivo che attraversa la città
partenopea come un corpo vivo, stratificato, contraddittorio. È proprio nella tensione tra
opposti che si colloca la ricerca di Maurizio Romeo: sacro e profano, storia e quotidianità,
devozione e ironia, tragedia e sorriso. Le sue opere materiche, realizzate in tecnica mista,
non si limitano a rappresentare Napoli, ma la evocano, la graffiano, la interrogano.
“Napoli tra Storia e Simboli” è un inusuale e accattivante viaggio attraverso eventi
storici di epoche differenti; tra le opere dell’artista scorrono la tragedia di Masaniello, la
dolorosa fine del Regno di Napoli, la Rivoluzione del 1799, il sangue e il miracolo di San
Gennaro, i volti e le ombre di una città millenaria, ma anche i simboli della napoletanità più
immediata e popolare: pulcinella, la caffettiera, il Vesuvio, Maradona. Icone che, nelle
mani dell’artista, diventano frammenti di un mosaico identitario, materia viva che si
sovrappone, si mescola, si contamina. Le superfici parlano attraverso inserti, rilievi,
stratificazioni: ogni opera è un campo di tensione dove il dramma convive con l’ironico, il
mito con la cronaca, la memoria collettiva con l’esperienza personale.
Di origini siciliane, nato, per caso, a La Spezia il 3 gennaio 1963, Romeo ha attraversato
l’Italia seguendo i trasferimenti del padre, ufficiale medico della Marina Militare. Laureato
in Scienze della Terra presso l’Università di Ferrara, ha fatto della mobilità e
dell’inquietudine una cifra esistenziale e creativa. L’approdo a Napoli nel 2004 segna una
svolta radicale: la città, con i suoi contrasti violenti e poetici, lo induce a una revisione del
figurativo per approdare a un linguaggio più evocativo e stratificato. Vive e lavora tra
Ferrara e Napoli, ma è nel capoluogo partenopeo che la sua ricerca trova una vibrazione
particolare.
Durante i due mesi di esposizione, il Centro d’Arte Poyel si trasformerà, come sempre,
in un vero e proprio salotto culturale, ospitando presentazioni di libri e incontri con
protagonisti del panorama intellettuale e civile, tra cui Maurizio Vitiello, Giuseppe
Aragno, Luigi de Magistris e Maurizio de Giovanni. Un programma che rafforza l’idea
di uno spazio aperto, attraversabile, capace di mettere in dialogo arti visive, letteratura e
impegno civile.

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