26 gennaio 2026 ore 17.30­ La Feltrinelli, Via S. Caterina, 23 (Piazza dei Martiri) ­FOCUS ON
LA TEMPESTAa cura di Paolo Sommaiolo­nell’ambito del ciclo d’incontriRETROPALCO­per approfondire temi, contesti e agenti che operano sulla scena e restituire agli spettatori una cassetta degli attrezzi pronta all’uso per osservare e decostruire lo spazio del palcoscenico.­a cura di Maria Morvillocoordinamento e organizzazione Silvia Migliozzi­Le repliche dello spettacolo continuano questo weekend,  sabato 24 e domenica 25  gennaio, e le prossime due settimane: dal 29 gennaio al 1 febbraio e dal 5 all’ 8 febbraio 2026. LA TEMPESTA­produzione Galleria Toledo
da William Shakespeare
drammaturgia e regia Laura Angiulli
disegno luci Cesare Accetta
scena Rosario Squillace
illuminotecnica Lucio Sabatino
assistente Luca Cristiano
con Paolo Aguzzi, Gennaro Di Colandrea, Alessandra D’Elia,
Ciro D’Errico, Enrico Disegni,Sabrina Nastri,
Andrea Palladino, Antonio Speranza e Antonio Torino­Non ci fu alcuno che non sentisse la febbre del delirio e che non commettesse inconsulti atti di disperazione. 
Così Ariel racconta la tempesta scatenata da Prospero che travolge l’ordine, mette in discussione le gerarchie sociali, crea caos, spaesamento, confusione. Nella sua acclarata complessità La Tempesta condensa all’interno della sua struttura drammaturgica e tematica varie istanze che pertengono all’opera di Shakespeare nella sua totalità, tanto che alcuni vi ravvisano un compendio della stessa, facilitati pure dalla sua collocazione cronologica, trovando nelle parole e nella figura di Prospero una sorta di parallelo e di congedo. La Tempesta mette in discussione il potere costituito: chi può governare? La sovranità è necessaria? Importa assai del re a questi colpi di mare furibondi grida il Nostromo. L’isola diventa palcoscenico in cui il sottile limite tra illusione e la realtà sembra svanire in una pace che evocata rimanda a quell’orizzonte di speranza e velata malinconia che chiude la commedia. 

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