LINA SASTRI INFIAMMA DI PASSIONE IL TEATRO CILEA
di Laura Caico
Una stella in terra di Partenope. Lina Sastri, emblema di una napoletanità raffinata che sa coniugare teatro, musica e canzoni, porta in scena sino al 25 gennaio al Teatro Cilea lo spettacolo “Voce ‘e notte” (di cui cura anche la regia) che ha riscosso tanto successo nei maggiori teatri italiani: sola sul palco – accompagnata al piano dal Maestro Adriano Pennino – senza orpelli, effetti speciali o giochi di luce che altri show sbandierano, Lina riesce a catturare l’attenzione del pubblico grazie alla sua prorompente statura artistica. Con disarmante semplicità e naturalezza si cambia in scena, muovendosi in un ambiente alquanto spoglio, costituito da una sedia, un tavolino e pochi altri oggetti: ma tutto ciò non ha importanza perché lei domina il palcoscenico sia con la grinta di una leonessa che con la tenerezza di fragili figure femminili come “Bammenella” che – dietro un’imponente e persino sfacciata presenza – nascondono animi sensibili, ferite interiori, delusioni sentimentali, vite spezzate. Il viaggio musicale che intraprende appena si spengono le luci in platea – basato principalmente su brani di Raffaele Viviani – include diversi pezzi di bravura del repertorio classico drammaturgico e poetico partenopeo come il toccante monologo di Filumena Marturano: altre immagini femminili si palesano nel testo di “Voce ‘e notte”- scritto nel 1903 da Edoardo Nicolardi, su musica di Ernesto De Curtis – ispirato alla vera storia d’amore dell’autore che la dedicò alla sua innamorata infelice, costretta ad ascoltare la sua voce colma di doloroso rimpianto dietro la finestra della casa in cui viveva con l’anziano sposo impostole dal padre.
Uno spettacolo intenso – come intensa sta sempre essere Lina che porta avanti uno studio accurato dei pezzi storici della melodia partenopea che echeggiano la veracità del quartiere Vicaria dov’è nata – improntato dal personalissimo stile con cui contemporaneamente canta e recita secondo il progetto da lei ideato del teatro-canzone: la sua voce vibrante e arrochita trasmette brividi di passione ed emozioni potenti mentre rievoca affetti familiari, situazioni personali, sentimenti universali.
Senza intervallo, lo spettacolo si snoda per 100 minuti alternando risate a pause di riflessione e passi di danza ad attimi drammatici: al termine, dopo innumerevoli applausi,la Sastri concede un bis con “Napule è” di Pino Daniele che rapisce il cuore del pubblico, chiudendo meravigliosamente la sua esibizione.








