NON TUTTI I MALI VENGONO PER NUOCERE… PAROLA DI CERUTI!
Di Laura Caico
Ciro Ceruti è una garanzia. Come rendere in chiave umoristica lo sfascio nazionale senza far cadere nella depressione chi ascolta è un’operazione teatrale che a lui riesce benissimo: la commedia in due atti “Non tutti i mali vengono per nuocere” in scena al Teatro Cilea sino al 30 novembre si impernia proprio su questo paradosso e l’attore, regista, scrittore e sceneggiatore diventa il cardine su cui gira tutta la commedia scritta a sei mani con Francesco Mastandrea e Floriana De Martino e da lui stesso diretta. Affiancato da un’ottima compagine di artisti tra cui Laura Borrelli, Ludovica Artel, Floriana De Martino e Paco De Rosa, il mattatore intrattiene con sagacia il pubblico dosando argomenti pesanti (come il crollo economico, lo spettro della povertà, le lugubri figure di usurai che volteggiano come avvoltoi intorno ai debitori) ad altri più leggeri con guizzi di umorismo prettamente napoletano. Operazione non facile quella di raccontare uno spaccato della nazione che ci riguarda da vicino – giacchè non si tratta di periodi lontani ma dell’ultimo ventennio che ha aperto le porte all’anno Duemila – senza cadere nel melodramma che pure è sempre in agguato: Ceruti miscela comicità e preoccupazioni, divertimento e riflessioni, mettendo in scena i costumi e malcostumi nazionali con quella filosofia tutta partenopea che strappa il sorriso e anche subitanei scoppi di risate e lunghi applausi appena si evidenza l’assurdità di tante situazioni personali, familiari e sociali.
Soprattutto agli “eserciti di nuovi poveri” – ovvero alla media borghesia ben presente in sala – è rivolto il messaggio di fiducia nel domani che l’attore vuole trasmettere, svelando i retroscena del “finto benessere”, i perversi meccanismi della bolla commerciale che – attraverso i persuasori occulti del marketing – spinge a comprare, ad apparire sui social in luoghi e situazioni da nababbi e ad indebitarsi pesantemente per sostenerne i costi: difficile e doloroso confrontarsi con la povertà che, però, Ceruti indica come “il mezzo di contrasto per scoprire quanta dignità c’è nell’animo di una persona”. Di fronte alle prove della vita, chi ha dignità saprà rialzarsi se cade e cambiare le abitudini malsane e i comportamenti vanitosi che hanno provocato l’arrivo sull’orlo del baratro: sarà cosi’ possibile tirarsene indietro e ricominciare a vivere con onestà su altre basi che riconoscano l’importanza dei valori morali, dei legami affettivi, dei nuclei familiari, da guardare con occhi nuovi, da proteggere da attacchi esterni e da tenersi ben stretti per navigare nel mare della vita seguendo la rotta giusta.

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