CAIAZZO, IL FASCINO DEL MALE VINCENTE
DI Laura Caico
Un successo annunciato. Il ritorno di Paolo Caiazzo sul palcoscenico dell’Augusteo con la sua nuova commedia “Quella visita inaspettata” – da lui stesso scritta e diretta – in scena fino a domenica 25 febbraio 2024, ha registrato il tutto esaurito. Stavolta, l’eclettico attore partenopeo, portando in teatro la sua personale ma divertente “tentazione del male”, ha lanciato un guanto di sfida alle fiction tv in cui il crimine impera – dal recentissimo “Mare Fuori” ai più lontani Gomorra, Romanzo Criminale, “Gotti l’ultimo padrino” per non parlare poi della Trilogia del Padrino diretta da Francis Ford Coppola negli anni 70, progenitrice del sempre più diffuso e morboso interesse del pubblico per le gesta dei criminali. Ciò che conquista (e offusca la consapevolezza che “il delitto non paga” e che perlopiù le storie dei malviventi si concludono in prigione o prematuramente al cimitero) è l’abbagliante stile di vita dei malviventi più famosi, dei temutissimi capimafia, degli irriducibili gangster, recepiti da menti giovani e permeabili come esempi di una trasgressione comunque vincente, che permette di raggiungere con il potere del denaro vette altrimenti impossibili anche solo da sognare….
Ed è un lungo sogno quello che avvince gli animi fragili e suggestionabili quando il male esprime forza, disprezzo delle imposizioni, ribellione alle regole, sovvertimento dei canoni sociali avvertiti come troppo stretti e soffocanti: accorrono ad abbeverarsi alle malefiche fonti del crimine masse di spettatori ansiosi di scorgere la via per emergere dalle sabbie mobili di un’esistenza piatta e priva di prospettive, di brillare anche solo il tempo di un cerino, di vivere il fatidico e unico “giorno da leone”, di far avverare l’ormai quasi sessantennale profezia di Andy Warhol “Nel futuro ognuno sarà famoso per quindici minuti”.
Affiancato in scena dalla talentuosa e travolgente Maria Bolignano nel ruolo di una moglie divorata dal demone del denaro e dai bravi Carlo Caracciolo, Daniele Ciniglio, Cinzia Cordella e Francesca Morgante, Paolo Caiazzo si conferma un vero mattatore, raccontando l’improvvisa metamorfosi di “un uomo tranquillo” (una fra le tante “citazioni” di notissime pellicole) che – al palesarsi di un’ingiusta accusa di frode – butta alle ortiche il perbenismo e la correttezza a cui ha improntato la sua vita fino a quel momento, per emulare le gesta del suo idolo di gioventù Diabolik, ladro e assassino ma pur sempre fascinoso protagonista di una vita vissuta al massimo, sull’eccitante filo del rasoio, capace di volare più in alto degli altri, libero dalle pastoie del condizionamento sociale. In un turbillon di situazioni buffe, imbarazzanti e borderline, Caiazzo riesce nel suo intento di seguire le orme di J. de Santeuil e del suo “castigat ridendo mores” , facendo affiorare la necessità di un codice etico a cui rinsaldare l’esistenza per ottenere nuove certezze e non smarrire fra falsi idoli ed effimere chimere il giusto cammino che l’umanità deve percorrere per non perdere la propria anima.

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