ALL’ACACIA TRIBUTO AD AURELIO FIERRO

Di Laura Caico

Un gentiluomo d’altri tempi. Al Teatro Acacia si è svolta una fantastica serata -tributo in onore del Maestro Aurelio Fierro – scomparso a quasi 82 anni a Napoli l’11 marzo 2005 – in ricorrenza dei 100 anni dalla sua nascita, avvenuta a Montella il 13 settembre 1923.

Personaggio di grande spessore nel mondo musicale internazionale, cantante, discografico e fondatore della King Universal, attore, talent scout, ingegnere, ristoratore  e proprietario di numerosi ristoranti fra cui la mitica ‘A Canzuncella in cui realizzava insuperabili dinner show, linguista e autore della “Grammatica della lingua napoletana”, Aurelio era soprattutto un signore dotato di ironia, saggezza e grande umanità, emblema della canzone napoletana nel mondo, araldo della “napoletanità” migliore, quella dei buoni sentimenti, dell’attaccamento ai valori autentici della vita, del saper vivere con onore, della filosofia partenopea del sorriso: anfitrioni della serata a lui dedicata, la moglie di “Mr.Scapricciatiello” Maria Rosaria (per tutti Marisa) Matone con il figlio Fabrizio Fierro, il nipote Aurelio Fierro Jr (Elio per gli amici) e la showgirl e attrice Barbara Petrillo.

 Visti, il visagista dei Vip Rene’ Bonante, lo scrittore Cecè Colonnesi con Maria, la moglie di Aurelio jr Claudia Pirozzi con i figli Fabrizio jr e Adriano, Grazia Arno, Margherita Pezzella, la presidente Doco Marisa Messina, Ada Vittoria Baldi, Stefania Cuomo, Carmela Cornetta, la titolare Mat Media Organizzazione Eventi e Congressi Nina Maraniello, l’ex sindaco di Montella Ferruccio Capone già presidente del Campobasso Calcio, Lorenza Licenziati, Corrado Giardina. L’improvvisa “irruzione” di Francesco Paolantoni in corsa verso altri appuntamenti di lavoro sovverte la scaletta rigidamente programmata da Gino Aveta, che verrà più volte sopraffatta dalla verve degli artisti avvicendatisi sul palco: man mano la serata prende un ritmo incalzante, coinvolgendo la vasta platea che risponde con numerosi applausi a scena aperta e fragorose risate.

Ricordare i successi di “Don Aurelio” non è impresa da poco…e vi si cimenta il figlio Fabrizio – road manager del padre e rocker di grande notorietà – sottolineando che “Aurelio fu il primo napoletano a entrare nella Billboard Hot 100, la classifica dei 100 singoli più venduti”, sciorinando poi, ad intervalli, i più clamorosi risultati ottenuti dal padre sin dagli esordi: “Si va dal premio del 1951«Voci nuove», in cui si classifico’ primo su seicento aspiranti con la canzone drammatica «O’ Scapricciatiello» al primo festival di Castellammare di Stabia del 1953 che vinse con “Rose, poveri rrose!”, dal Festival di Napoli del 1956 che vinse con il brano “Guaglione” al successo nel 1957 con Lazzarella, scritta da Domenico Modugno, colonna sonora dell’omonimo film in cui Aurelio sui trovò a recitare con Luigi De Filippo, Tina Pica e Domenico Modugno. Come non ricordare poi il Festival della canzone napoletana, di cui vinse cinque edizioni (1956-58-61-65-69) oltre a varie edizioni di Canzonissima, in cui trionfò con il brano Scapricciatiello nell’edizione del 1957 denominata “Voci e volti della fortuna” e il “Giugno della Canzone Napoletana” a cui prese parte nel 1961?  Tra i tanti motivi rimasti in testa alle classifiche in primis c’è ‘A pizza, scritta da Alberto Testa ed eseguita in coppia con Giorgio Gaber nel Festival di Napoli del 1966 e poi tanti altri brani, eseguiti in innumerevoli altre manifestazioni in Italia e all’estero, con cui riscosse sempre e ovunque uragani di applausi e incondizionati consensi”. Non è da meno Aurelio jr – apparso anche nelle ironiche vesti di “valletto” addetto alla consegna di targhe ricordo – che racconta i suoi ricordi del nonno, momenti di “vita vissuta”, della sua infanzia, della musica respirata sin da bambino nella grande casa di via Cilea e sui palcoscenici di tutto il mondo, cimentandosi poi in fenomenali duetti col padre Fabrizio – come in “Ue Ue Che Femmena” che suscitano standing ovation del folto pubblico.  Tutto concorre a confermare come il ricordo di Mister Guaglione, a quasi vent’anni dalla sua scomparsa, sia rimasto scolpito nella mente e nel cuore della famiglia, degli amici, dei tanti partner professionali che sono accorsi al teatro Acacia per dare un contributo alla serata – memorial in cui hanno rievocato tournèe, aneddoti, tratti di vita percorsi insieme.

Tra questi, in prima fila, i Maestri Gianni Aterrano –  autore di tantissimi arrangiamenti per i Fierro – che rievoca indimenticabili serate trascorse nei vari festival e lo sbalorditivo Nicola Mormone che esegue “Nanassa”, il cantante e attore teatrale Mario Trevi (al secolo Agostino Capozzi) che interpreta in modo magistrale “Indifferentemente” commosso dal ricordo dell’amico di una vita, la spigliatissima attrice e regista Lucia Cassini che canta “Lazzarella” con la paglietta d’ordinanza, il drammaturgo Gianfranco Gallo- figlio del grande e indimenticato Nunzio Gallo –  che canta e recita poesie, tutti accompagnati dalla Fierro’s Band. E ancora, altri volti noti dello spettacolo come la cantante Monica Sarnelli, sfolgorante in lamè d’oro, che si esibisce in “Cerasella”, l’autore Roberto Colella frontman del gruppo “La Maschera” impegnato in “Che t’aggia dì”,  l’attore e polistrumentista Raffaello Converso “il Mackie Messer della Sanità”  che interpreta “Suspiranno ‘na canzone”, il comico e imitatore Lino D’Angiò con la sua versione di Pulcinella con maschera bianca, i fratelli Valerio e Massimo Jovine dei 99 Posse in “A sonnambula”, le tre valenti artiste Vania Di Matteo, Anna Rita Di Pace e Giulia Olivieri del gruppo Kalika (“ più belle che brave”  – dirà con lapsus freudiano Barbara Petrelli, subito correttasi) che si esibiscono in “Serenata All’Acqua ‘E Mare”,  il tenore Francesco Malapena che canta “Vurrìa”, il cantante jazz Walter Ricci (il “Michael Bublè di Casoria”) con “Tutt’a famiglia”, il solista Dario Sansone (voce e chitarra dei Foja)  che interpreta “Scapricciatiello”, la strepitosa band The Super 4 che ha conquistato X Factor Romania (composta dalle favolose voci di Francesco Boccia, Gregorio Rega, e Sabba – al secolo Salvatore Lampitelli  –  e Aurelio Fierro jr) che gorgheggia meravigliosamente “Caruso”, il compositore e scultore Lino Vairetti leader degli Osanna che, in coppia con Fabrizio Fierro, canta ‘E spingule francese in sorprendente contaminazione con una base musicale di Lucio Dalla.

Divertenti ed emozionanti i tanti videomessaggi – proiettati fra una canzone e l’altra – di Paola Saluzzi, Peppino Gagliardi, Canone Inverso, Enzo Avitabile,

Il Giardino dei Semplici, Sal Da Vinci, Tullio De Piscopo, Maurizio Capone (che esegue un pezzo del gruppo musicale partenopeo dei “Bunghete e Banghete” usando insoliti “strumenti da strada”): di nuovo in scena, Fabrizio Fierro canta “Tu sì ‘a malincunia” mentre gli ex Gipsy Fint Bruno Lanza e Giuseppe Maiulli cantano “P’apparì P’apparà” .

Ci si avvia al gran finale in cui una straordinaria Valentina Stella (al secolo Immacolata Iorio) canta con struggimento “Passione”, portando sul palco il mitico Mario Trevi con cui improvvisa un fantastico duetto e l’incredibile Antonello Rondi canta “Preghiera a una mamma” accompagnato al piano dal maestro Bruno Vitale: dopo le tante e suggestive immagini di Aurelio in abiti di scena o con il Panama bianco graficamente realizzate da Lino Vairetti, ecco scorrere sul maxischermo anche il commovente videotributo di Vairetti con l’album delle foto più belle di Marisa e Aurelio che racchiudono l’arco di una vita d’amore.  In chiusura di serata, il simpaticissimo showman Gino Rivieccio, dopo aver tenuto banco con le sue battute, si lancia in una scatenata versione di «Ma tu vulive ‘a pizza…» a cui partecipano tutti gli artisti – saliti sul palco per la vivace e sfrenata sarabanda finale – che circondano Marisa Fierro per un corale “Buon Compleanno” per le sue magnifiche 90 primavere, davanti a una scenografica torta- immagine a 5 piani, sommergendola di fiori, auguri, regali, baci e abbracci.

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