LA CUCINA ESPERIENZIALE DI FEDERICO MONTECCHIANI, CHEF A “IL FONDACO” NARNI

Le strade acciottolate lasciano il passo alle gradinate che si inerpicano tra vicoli cristallizzati nel tempo. Le case di pietra si sporgono con i loro balconi fioriti, tra archi e pergolati i palazzi nobiliari si aprono all’improvviso conducendo per mano in una suggestiva atmosfera che sa di Medioevo.

Siamo nel borgo storico di Narni, cittadina della bassa Umbria cinta da boschi e vallate, anticamente conosciuta come “Narnia”, una località ricca di fascino, che tra storia e leggenda è stata fonte ispiratrice delle omonime “Cronache” dello scrittore inglese C.S. Lewis.

Ed è proprio accanto al vicolo più suggestivo, Via del Campanile,  che in un palazzo del XVI secolo, ristrutturato ma ancora pregno del suo fascino storico, sono ospitate “Le Stanze del Giglio” appartamenti ricchi di charm dov’è possibile soggiornare, poi ancora, un dinamico lounge bar che dà sul corso principale e dulcis in fundo il Ristorante “Il Fondaco”, che si snoda su più livelli, in un’ambientazione sobria ed elegante.

Il progetto del Ristorante “Il Fondaco” iniziato anni fa, si è evoluto e perfezionato nel tempo, oggi si presenta con un affiatato team di cucina condotto dallo chef Federico Montecchiani supportato dal sous chef Giacomo Petti, mentre  il servizio di sala è coordinato dal direttore e sommelier Simone Bonifazi; tutti giovani e dinamici, professionalmente preparati, sono loro l’asso nella manica de Il Fondaco a Narni.

Per viaggiare nel tempo e nei luoghi, non si può non passare per il cibo e al Ristorante “Il Fondaco” prima di conoscere lo chef Montecchiani, i suoi piatti parlano per lui e presentano al meglio la sua filosofia di cucina “l’Umbria nel mondo e un po’ di mondo in Umbria”.

I piatti rivelano una particolare cura per l’estetica, alla vista le armonie cromatiche sono messaggere di memorie, di una creatività che serba l’anima dell’Umbria, pur attraversando i boschi circostanti e aprendo un varco su terre dalle variegate culture, proprio come nei racconti delle “Cronache di Narnia”.

Nei piatti dello chef Montecchiani s’intrecciano i fondamenti di una ricerca instancabile della materia prima, il gusto è forgiato dalla tecnica culinaria, che riesce a celebrare la capacità di stupire con sapori e consistenze, stimolando la fantasia del degustatore.

Tra i suoi piatti, da cui se ne riconosce piacevolmente la tempra, troviamo:

– “Tortello Bicolor ripieno alle patate di Colfiorito e guanciale di Norcia, crema di broccolo calabrese, spuma al pecorino di Montecristo, cenere di cipolla Cannarese”

– “Da Narni a Bangkok, tartar di manzo al Thai green curry e tapioca croccante”

-“Momo Nepalesi ripieni di patate di Colfiorito e Guanciale di Amatrice, brodo di miso e Cappone spuma al pecorino e wasabi”

-“La trota vien dalla montagna”

La pasta è fatta a mano, come il pane e i grissini di produzione propria e giornaliera, finanche i deliziosi dessert che chiudono piacevolmente il pasto, immettendo i sensi in un gioioso mondo fantastico, fatto di colori e sapori.

-“Zucca, Gianduja & Caffè: cremoso al cioccolato e nocciole, spuma al caffè, crema di zucca violina, riso cotto alla vaniglia, crumble al pepe di Sechuan”

-“Pampepato, Pecorino & Ciliegiolo: crema al caprino, caramello salato, crumble al pampepato, gelatina al Ciliegiolo di Narni”

Pragmatico ed eclettico, lo chef Montecchiani ha un forte legame con sua terra, l’Umbria, la racconta con i sapori e profumi propri di una tradizione antica, pur fondendo in essi il suo bagaglio di esperienze acquisito presso strutture fine dining e stellate, da Milano a Dublino fino ad  Abu Dhabi, annoverando il  Four Seasons Hotel, Intercontinental Hotel, Microsoft, Radisson Hotel.

Lo chef Montecchiani non solo ha abbracciato il progetto de Il Fondaco così come oggi si presenta, ma a breve sarà a capo anche del ristorante gourmet che sorgerà nel suo interno, il “RUS” in Narni by Fondaco, collocato al terzo piano della struttura storica. “RUS”, il cui nome sottolinea la ricerca del rurale, dei prodotti della campagna umbra con cui lo chef, secondo il suo estro, creerà piatti emozionanti, giocando con i colori, i sapori e le consistenze.

Al “RUS” ristorante, ci sarà una proposta di cucina molto originale, con un insolito menù, caratterizzato da una lista di ingredienti  “LA SCALA DEI SAPORI”, da cui il cliente potrà scegliere a suo piacimento quelli che al momento preferisce trovare nel piatto, poi sarà lo chef in cucina a creare delle vere prelibatezze, pietanze tanto misteriose e accattivanti, dove riporterà con brio tutte le sue conoscenze, per continuare ad emozionare i sensi. 

Sicuramente una cucina esperienziale da non perdere.

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