DIREZIONE MARITTIMA DELLA CAMPANIA
CAPITANERIA DI PORTO – GUARDIA COSTIERA
NAPOLI
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Tel: 081 – 2445111
COMUNICATO STAMPA
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CAPITANERIA DI PORTO DI NAPOLI – 4° MARITIME RESCUE SUB CENTRE
NEL GOLFO UNA COMPLESSA ESERCITAZIONE DI SOCCORSO IN MARE E
RISPOSTA ALL’INQUINAMENTO
Incendio a bordo, naufraghi dispersi, mezzi navali e un elicottero impegnati nelle ricerche,
mentre in mare si sviluppa anche uno sversamento di idrocarburi.
È su questo scenario che si è svolta nelle acque del Golfo di Napoli la “SEASUBSAREX
01/2026 – POLLEX 01/2026”, esercitazione diretta dalla Capitaneria di Porto di Napoli – 4°
Maritime Rescue Sub Centre, il centro di coordinamento del soccorso marittimo di Napoli.
L’attività ha simulato una complessa operazione di soccorso con numerose persone
coinvolte, una cosiddetta Mass Rescue Operation.
A rappresentare la motonave in emergenza, interessata nello scenario feriti e dispersi a
mare, è stato il rimorchiatore d’altura Bino, impiegato nell’ambito del servizio
antinquinamento Castalia.
Dalla prima segnalazione di emergenza sono state progressivamente attivate le forze
impegnate nella ricerca e nel soccorso, con l’intervento di tre motovedette della Guardia
Costiera, due unità nautiche dei Vigili del Fuoco, un’unità della Guardia di Finanza,
un’unità dell’Arma dei Carabinieri e un elicottero dei Vigili del Fuoco, protezione civile e
volontari Centro Sub Sant’Erasmo.
La Sala operativa del 4° M.R.S.C. ha diretto le operazioni mentre, sul luogo dell’evento, il
coordinamento è stato assicurato dalla motovedetta CP 890, che ha svolto il ruolo di
coordinatore sul posto, l’On Scene Coordinator.
Le unità navali hanno avviato la ricerca dei naufraghi nelle aree assegnate, affiancate
dall’elicottero dei Vigili del Fuoco, impegnato nella ricerca dall’alto e in una simulazione di
recupero con verricello di personale subacqueo.
Tutti e sei i manichini utilizzati per rappresentare i naufraghi dispersi sono stati individuati
e recuperati.
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La fase di soccorso è poi proseguita con la simulazione del trasferimento dei naufraghi
recuperati dalla zona delle operazioni fino al posto medico avanzato allestito nel Porto di
Napoli.
Alle attività di trasferimento ha partecipato anche il Centro Sub Sant’Erasmo, mentre
alcuni figuranti della Protezione Civile hanno rappresentato i naufraghi soccorsi, rendendo
più realistica la fase di passaggio dal recupero in mare alla successiva assistenza
sanitaria.
Presso il posto medico avanzato, un’area sanitaria predisposta per la prima assistenza, il
personale del 118 ha simulato la valutazione delle condizioni dei naufraghi, il triage e le
prime cure, completando così la catena del soccorso dalla localizzazione in mare fino alla
presa in carico sanitaria.
Mentre le operazioni di ricerca e soccorso erano ancora in corso, lo scenario si è
ulteriormente complicato con la simulazione di uno sversamento di idrocarburi.
È stata così avviata la fase POLLEX, dedicata alla risposta all’inquinamento marino. Il
rimorchiatore d’altura Bino ha effettuato la messa in mare di barriere galleggianti per
contenere l’inquinamento e di apparecchiature per il recupero degli idrocarburi dalla
superficie del mare, gli skimmer.
Anche l’elicottero dei Vigili del Fuoco è stato impiegato nella fase antinquinamento, per
individuare dall’alto lo sversamento e seguirne l’evoluzione e lo spostamento sulla
superficie del mare.
L’esercitazione ha consentito di verificare, in un unico scenario, la capacità di
coordinamento tra i mezzi di soccorso, l’assistenza sanitaria e la risposta all’inquinamento
marino.
L’esercitazione ha evidenziato la capacità di Guardia Costiera, Vigili del Fuoco, Guardia di
Finanza, Arma dei Carabinieri, 118, Protezione Civile, Centro Sub Sant’Erasmo e Castalia
di operare insieme come un unico sistema di risposta, dalla ricerca in mare fino
all’assistenza sanitaria e alla tutela dell’ambiente.
Napoli, lì 05/11/2026

