Foto Guglielmo Verrienti

ALICE O IL MONDO ALLA ROVESCIA
Ideazione, drammaturgia, regia, scene DAVIDE IODICE
In scena: Annalisa Arbolino, Livia Bertè, Federico Caccese, Stefano Cocifoglia, Simona De Cesare,
Gianluca De Stefano, Chiara Alina di Sarno, Pina Farina, Alice Maggioletti, Marino Mazzei, Mara
Merullo, Monica Palomby, Tonia Persico, Ariele Pone, Tommaso Renzuto Iodice, Antonio Senese,
Jurij Tognaccini, Valerio Venosti
Compagnia: Scuola Elementare del Teatro
Produzione: Scuola Elementare del Teatro / Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Fondazione
Campania dei Festival
In collaborazione con: Teatro Trianon Viviani, F.O.R.G.A.T. ODV, Fondazione Eduardo de Filippo,
l’asilo – Comunità di lavoratori e lavoratrici dell’arte della cultura e dello spettacolo, Interno5
Cura del percorso laboratoriale: Annalisa D’Amato con Scuola Elementare del Teatro
Equipe pedagogica e collaborazione al processo creativo: Monica Palomby, Eleonora Ricciardi
Training e coreografie: Chiara Alborino
Tutor: Tonia Persico
Assistente alla regia: Eleonora Ricciardi
Realizzazione scene: Fabio Cosimo
Costumi: Daniela Salernitano con Federica Ferreri
Luci: Simone Picardi
Direttrice di produzione: Hilenia De Falco
Foto: Guglielmo Verrienti

Dopo la felice esperienza di “Pinocchio, che cos’è una Persona?”, ancora in tournée in Italia e
all’estero, la Compagnia della Scuola Elementare del Teatro continua la sua sperimentazione sui
linguaggi della scena al di là dei confini di una presunta “normalità”.
I passi di Pinocchio ci portano ora sul sentiero di Alice, dove una porta appare solo se la vedi, ti
conduce oltre solo se ti affidi.
Se in Pinocchio il tema centrale era l’affermazione della propria incontrovertibile natura extra-
ordinaria, il tema qui è la scelta tra possibile e impossibile, tra convenzione del reale e illimitata
libertà della fantasia, tra frammentazione di una identità coatta e integrità di una identità
risvegliata a se stessa.

Da questa parte dello specchio il mondo appare rovesciato, l’impossibile si rivela una possibilità di
sguardo altro, creativo, onesto, incantato. Uno sguardo che può aprirsi in una nuova prospettiva,
educare a un sovvertimento liberatorio e anarchico, che ingannando la realtà la emancipa in una
dimensione più emotiva, più umana.

Foto Guglielmo Verrienti

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