di Ezio Micillo
Il Gran Caffè Gambrinus, storico punto d’incontro nel cuore della città, fa da cornice alla presentazione del Forum Internazionale ”Il Metodo Mattei 2026”, promosso dalla Fondazione SED Enrico Mattei e in programma il 12 e 13 novembre al Grand Hotel Plaza di Roma.
La presentazione dell’evento è stata curata dall’ufficio stampa Luisa Antonietta Pannone in collaborazione con le giornaliste Veronica Caprio e Maria Carla Palermo. Ha moderato l’incontro Alfredo Mariani, freelance international.
A illustrare le finalità dell’iniziativa è Aroldo Curzi Mattei, presidente della Fondazione, che pone al centro del progetto il dialogo tra istituzioni, imprese e investitori e la costruzione di nuove opportunità di collaborazione con il continente africano.
”Il nostro obiettivo è favorire un confronto concreto tra i diversi attori dello sviluppo, creando le condizioni per costruire partenariati strategici capaci di generare valore nel tempo”, dichiara Aroldo Curzi Mattei. ”Vogliamo promuovere una cooperazione con l’Africa fondata su collaborazioni concrete, investimenti e sviluppo condiviso. Il Metodo Mattei ha questa visione dove il dialogo, il rispetto reciproco e la condivisione delle opportunità rappresentano elementi fondamentali per costruire relazioni solide tra l’Italia e i Paesi africani ”.
Al tavolo presente anche l’imprenditore Giuseppe Baretta, referente per Napoli della Fondazione e membro Relazioni Internazionali per il Sud per il Settore Energia, che ha ribadito l’importanza del capoluogo campano come snodo cruciale per il dialogo euromediterraneo e il legame con l’Africa, ”Napoli torna ad essere il naturale porto di apertura per il Mediterraneo candidandosi a diventare un riferimento per le strategie di cooperazione economica ed industriale”.



Il Forum nasce con l’intento di mettere in relazione competenze, progetti e risorse, concentrando l’attenzione su alcuni comparti strategici per lo sviluppo economico e sociale, come agricoltura, industria, energia, infrastrutture, salute e sicurezza.
Abbiamo chiesto:
- Presidente Aroldo Curzi Mattei, riguardo alle relazioni internazionali e progetti di cooperazione economica con il continente africano, cosa differenzia il piano Mattei con altri e quali sono i rischi che gli investimenti fatti possano diventare benefici solo di una parte e non sviluppo delle economie locali ?
”Noi non realizziamo progetti per coltivare soltanto il grano, ma miriamo a raccogliere la farina”. Con questa immagine Aroldo Curzi Mattei sintetizza la filosofia della fondazione ed il messaggio che ispira il Forum, e prosegue, ”La nostra fondazione esiste prima dell’era Mattei e la nostra mission non è limitarsi ad avviare iniziative o a creare occasioni di confronto, ma accompagnare ogni percorso fino alla produzione di risultati concreti. Vogliamo trasformare le idee in progetti realizzati, gli investimenti in opportunità di crescita e le collaborazioni in benefici tangibili e duraturi per i territori e le comunità coinvolte, perché il valore di un progetto non si misura soltanto da ciò che promette o mette in moto, ma soprattutto da ciò che riesce effettivamente a generare trasformando le risorse in opportunità e benefici tangibili”.
Ed a proposito di relazioni internazionali, “La cooperazione internazionale deve tradursi in occasioni reali di crescita, attraverso progetti sostenibili e relazioni costruite sulla fiducia“, sottolinea il presidente della Fondazione SED Enrico Mattei. “Per questo riteniamo fondamentale coinvolgere interlocutori diversi, capaci di mettere a disposizione esperienze, competenze e risorse. Il confronto deve essere il punto di partenza per sviluppare iniziative concrete e durature“.
L’iniziativa si articolerà in due giornate di confronto internazionale, con l’ambizione di favorire il dialogo tra il sistema economico italiano e i partner africani e di valorizzare le possibilità offerte da progetti condivisi nei diversi settori di intervento.
Il primo giorno: il Metodo.
Giovedi 12 novembre, dopo l’apertura istituzionale e l’intervento “Perché l’Africa, perché ora“, si articoleranno sei sessioni di lavoro affrontando i settori chiave dell’industrializzazione africana: l’agricoltura come primo motore, la trasformazione dalla materia prima all’industria, l’energia (tra realismo, sicurezza e transizione), le infrastrutture e la logistica, la salute e la formazione, la sicurezza fisica e cibernetica. Interverranno rappresentanti di istituzioni italiane e internazionali e di imprese, con contributi, tra gli altri, da Algeria Repubblica Democratica del Congo. Repubblica del Congo, Uganda, Camerun, Botswana ed Egitto. Nel pomeriggio sarà previsto uno spazio per incontri bilaterali interviste con la stampa.
Il secondo giorno: paesi e progetti.
Venerdi 13 novembre la giornata sarà dedicata ai progetti su clima e finanza climatica, ai Focus paese. Essi riguarderanno la Repubblica dell’Uganda, la Repubblica del Botswana, la Repubblica Araba d’Egitto e la Repubblica Democratica del Congo, fino al Tavolo degli Investimenti, un momento di confronto e valutazioni sulla fattibilità. Al centro, la capacità di collegare agricoltura, trasformazione industriale, infrastrutture e competenze per creare valore locale e sviluppo sostenibile.
Tra gli appuntamenti in programma il 12 novembre figura anche la prima edizione degli Enrico Mattei Awards, dedicati a quattro ambiti: visione, performance, impatto sociale e sostenibilità.
“Con gli Enrico Mattei Awards vogliamo richiamare l’attenzione sull’importanza della visione, dei risultati, della responsabilità sociale e della sostenibilità“, afferma Curzi Mattei. “Sono elementi che riteniamo essenziali per affrontare le sfide contemporanee e per promuovere modelli di crescita capaci di guardare al futuro“.
I riconoscimenti si inseriscono nel programma del Forum con l’obiettivo di valorizzare queste dimensioni e porre l’attenzione sul contributo che iniziative, progetti e percorsi di sviluppo possono offrire alla società e al sistema economico.

© Ezio Micillo giornalista e fotoreporter
