In libreria La donna del pullman di Rosario S. Morisieri – Giuseppe de Nicola
Editore
Napoli, settembre 1995.
Ogni mattina Margherita Cuomo prende il pullman delle 7:15 dalla provincia
casertana a Napoli, dove lavora come redattrice in una piccola casa editrice. Stesso
posto, stessi volti. Una routine rassicurante che si spezza quando sulla sua scrivania
arriva un manoscritto intitolato La Donna del Pullman.
Pagina dopo pagina, Margherita riconosce la propria vita: il viaggio, i passeggeri, i
luoghi che frequenta, persino dettagli che nessuno dovrebbe conoscere. Quando una
donna bionda, con un neo sulla guancia, sale sul pullman esattamente come
descritta nel manoscritto e poco dopo scompare nel nulla, Margherita capisce che
quello che ha tra le mani non è un romanzo.
Decisa a scoprire chi l’abbia scritto e perché, coinvolge Diego Foglia, fotoreporter di
strada e vecchio amico, un uomo dal passato opaco e da una curiosità che non ha
mai imparato a tenere a freno. Insieme seguono le tracce nascoste nel manoscritto e
finiscono dentro una rete di appalti, corruzione e segreti legati alla ricostruzione
post-terremoto.
Ma il manoscritto nasconde qualcosa di più inquietante: non racconta una storia.
Racconta una verità.
E scopre che quelle pagine non raccontavano soltanto ciò che era accaduto: stavano
scrivendo anche ciò che sarebbe accaduto a lei.
Ora è l’ultima testimone di una storia che qualcuno è disposto a tutto pur di
cancellare.
Perché a Napoli, nel 1995, certe verità è meglio non raccontarle.
Rosario S. Morisieri nasce e vive a Napoli, nel dedalo del centro storico, dove la
città mostra senza pudore le sue ferite e custodisce con ostinazione ciò che non vuole
dimenticare.
Fotografo, curatore di mostre e docente di fotografia, ha fatto dello sguardo il
proprio mestiere: osservare, attraversare la realtà, cercare nelle immagini ciò che si
nasconde dietro la superficie.
Con La Donna del Pullman esordisce nella narrativa e porta quello sguardo dentro
una storia in cui la città diventa personaggio, indizio, memoria. Napoli, il suo
paesaggio urbano, le sue contraddizioni e le sue zone d’ombra sono il teatro di un
noir che si muove sul confine sottile tra cronaca e invenzione, tra ciò che viene
raccontato e ciò che qualcuno vorrebbe invece tenere nascosto.
La sua scrittura è tesa, cinematografica, attraversata da un’inquietudine che cresce
nei dettagli: un volto, un viaggio, un manoscritto, una fotografia. Perché a volte
raccontare non significa inventare una storia, ma trovare il modo di dire la verità
quando la verità è diventata pericolosa.
La Donna del Pullman è il suo primo romanzo.

