di Ezio Micillo

Dal 9 all’11 dicembre la XV Settimana Italia-Cina della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione. Venezia e Padova ospiteranno tre giorni di incontri, forum e confronti tra università, centri di ricerca, istituzioni e imprese. Tra i temi anche la tutela del patrimonio culturale, la biodiversità, l’osservazione della Terra, le nuove tecnologie mediche e l’innovazione industriale.

Connettere scienza, tecnologia e patrimonio culturale per guardare al futuro. È questo il filo conduttore della XV edizione della Settimana Italia-Cina della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione, che dal 9 all’11 dicembre porterà in Italia ricercatori, istituzioni, università, imprese e rappresentanti del mondo scientifico dei due Paesi.

A fare da scenario saranno Venezia e Padova, due città profondamente diverse ma unite da una lunga storia di conoscenza, scambi e apertura internazionale. Venezia, per la sua posizione e la sua storia, è da secoli un ponte naturale tra Oriente e Occidente. Padova è invece uno dei più antichi centri italiani della conoscenza e della formazione universitaria. Due luoghi che sembrano quindi interpretare, ciascuno a modo proprio, lo spirito della manifestazione.

La Settimana prenderà il via il 9 dicembre a Venezia con la Cerimonia Inaugurale, alla presenza del ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e del ministro della Scienza e della Tecnologia della Repubblica Popolare Cinese Yin Hejun.

L’iniziativa è promossa dal Ministero dell’Università e della Ricerca della Repubblica Italiana e dal Ministero della Scienza e della Tecnologia della Repubblica Popolare Cinese. Per l’Italia è coordinata dalla Fondazione Idis – Città della Scienza, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), mentre per la Cina il coordinamento è affidato alla Beijing Municipal Science & Technology Commission, Administrative Commission of Zhongguancun Science Park.

Quella del 2026 sarà la quindicesima edizione di un percorso che negli anni ha messo in relazione istituzioni, università, accademie, enti di ricerca e imprese italiane e cinesi. Un percorso fatto di accordi di cooperazione, incontri bilaterali e occasioni di confronto che hanno consentito ai partecipanti di conoscere più da vicino gli ecosistemi della ricerca e dell’innovazione dei rispettivi Paesi.

La nuova edizione arriva inoltre in una fase nella quale la cooperazione scientifica tra Italia e Cina trova un riferimento nel Piano d’Azione per il Rafforzamento del Partenariato Strategico Globale Italia-Cina 2024-2027 e nel Memorandum d’Intesa sulla cooperazione nel campo della ricerca scientifica, firmato a Pechino il 12 novembre 2025 nell’ambito della XIV edizione della Settimana.

Dalla ricerca al patrimonio culturale

Il programma del 2026 amplia lo sguardo e mette in relazione discipline apparentemente lontane. Non ci saranno soltanto tecnologia e produzione industriale, ma anche ambiente, cultura, medicina e conservazione del patrimonio.

Tra i temi individuati figurano i materiali avanzati e le tecnologie integrate per la produzione industriale, ma anche la biodiversità territoriale e gli agroecosistemi tradizionali, con particolare attenzione ai sistemi GIAHS, ai paesaggi culturali e alla sicurezza alimentare secondo un approccio One Health.

Un altro fronte sarà quello dell’Earth Observation per mari e oceani, con il monitoraggio dei cambiamenti climatici e la cooperazione internazionale in Antartide.

Particolarmente significativo è poi il capitolo dedicato alla tutela, conservazione e restauro del patrimonio culturale e librario, dove il dialogo scientifico e tecnologico diventa strumento per proteggere la memoria e i beni culturali. Un tema che mette in evidenza come le nuove tecnologie possano affiancare la ricerca storica e le competenze tradizionali nella conservazione del patrimonio.

Spazio anche a creatività, design, tecnologia e innovazione culturale, oltre alle nuove tecnologie mediche, in un programma che prova dunque a mettere insieme ricerca applicata e grandi questioni che riguardano la società contemporanea.

Incontri e nuove collaborazioni

Il format della XV edizione prevede, oltre alla cerimonia inaugurale, forum tematici, incontri istituzionali, attività di networking e incontri One-to-One tra realtà italiane e cinesi, oltre a visite a siti di interesse.

Uno degli obiettivi è favorire la nascita di nuove partnership, ma anche consolidare quelle già esistenti. La Settimana sarà infatti anche un momento per formalizzare accordi di cooperazione tra istituzioni, università, centri di ricerca e imprese dei due Paesi.

Sono già aperte le call per partecipare agli Incontri One-to-One e per presentare Accordi di Cooperazione Italia-Cina, mentre il programma e gli aggiornamenti della manifestazione saranno pubblicati attraverso i canali ufficiali della Settimana.

Dopo quindici edizioni, l’appuntamento conferma così una caratteristica precisa: la volontà di trasformare il dialogo scientifico in relazioni concrete. Venezia e Padova saranno per tre giorni il luogo nel quale conoscenze, tecnologie ed esperienze diverse potranno incontrarsi, con uno sguardo che non si limita alla ricerca di oggi ma prova a interrogarsi sulle sfide di domani.

E in questo percorso il patrimonio culturale assume un significato particolare. Perché innovare non significa necessariamente lasciare indietro ciò che viene dal passato. Al contrario, la sfida è riuscire a mettere la tecnologia al servizio della conoscenza, della conservazione e della valorizzazione di ciò che rappresenta la memoria dei popoli.

È proprio nel punto d’incontro tra scienza, innovazione e cultura che Italia e Cina intendono costruire una parte del loro futuro comune.

Ezio Micillo giornalista e fotoreporter

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