27 Giugno 2025
Comunicato Stampa
L’area dei Campi Flegrei ha bisogno di interventi per mitigare i
rischi derivanti da eventi franosi e alluvionali in un’ottica di
approccio integrato multirischi
I Campi Flegrei, sotto i riflettori per i rischi connessi al fenomeno del bradisismo, sono altresì un
territorio fragile, soggetto a un diffuso rischio idrogeologico. Circa il 16% del territorio dei comuni
della zona rossa è esposto rischio da frana molto elevato ed elevato mentre circa il 3% è esposto a
rischio idraulico. Notevoli sono anche le problematiche di dissesto idrogeologico che interessano
le aree costiere con oltre il 60% delle falesie classificate a rischio molto elevato ed elevato e gran
parte della costa bassa soggetta ad erosione. È quanto emerso ieri – 26 giugno 2025 – in
Prefettura a Napoli durante l’audizione del Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale
dell’Appennino Meridionale, dott.ssa Vera Corbelli, sentito da una delegazione della Commissione
Bicamerale d’Inchiesta sul rischio sismico e idrogeologico, nell’ambito di un approfondimento sul
fenomeno del bradisismo nell’area dei Campi Flegrei. All’audizione per l’Autorità di Bacino ha
partecipato anche il dirigente Gennaro Capasso.
La dott.ssa Corbelli ha relazionato sull’attività di Pianificazione e Programmazione che l’Autorità di
Bacino Distrettuale sta sviluppando sull’intero Mezzogiorno relativamente alla difesa del suolo,
alla mitigazione e gestione del rischio idrogeologico, alla gestione delle risorse idriche ed alla
tutela della fascia costiera. Sulle condizioni multirischio dell’area flegrea, attualmente soggetta al
fenomeno del bradisismo, il Segretario Generale ha relazionato dettagliatamente sui beni esposti
nelle aree soggette a fenomeni franosi e alluvionamenti, in termini di abitanti residenti,
infrastrutture, reti idriche, non senza aver ricostruito la genesi e le trasformazioni dell’area
vulcanica, ripercorrendo le fasi geologiche dal periodo Paleoflegrei (74mila anni fa) agli ultimi
15mila anni.
Il territorio dei Campi Flegrei è soggetto ad un ampio rischio frane: tra i 129 chilometri quadrati in
zona rossa per il bradisismo ed i 65 chilometri quadrati individuati in zona gialla, circa il 40% dei
fenomeni franosi è caratterizzato da fenomeni ad evoluzione da rapida ad estremamente rapida
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Mimmo Pelagalli 335 562 3169 mimmopelagalli@gmail.commimmopelagalli@gmail.com
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con origine principalmente in corrispondenza dei settori di pendio ricoperti da depositi sciolti
sabbioso-limosi di natura piroclastica e/o detritici che, tra l’altro, in occasione di intensi eventi
meteorici possono evolvere in colate rapide.
Sebbene l’area dei Campi Flegrei è caratterizzata dall’assenza di fiumi naturali, il reticolo
idrografico non è in grado di smaltire spesso le acque dei tratti di monte dando luogo, così, a
fenomeni alluvionali anche in ambiente urbano. Notevoli le criticità idrauliche collegate alla
presenza di valloni tombati o parzialmente tombati.
Nella relazione che la dott.ssa Corbelli ha rappresentato ai Commissari, per altro si legge: “La
presenza di un diffuso tessuto urbano, caratterizzato da una alta densità di popolazione che ha
fortemente modificato l’assetto idrografico originario e ha ‘colonizzato’ interi ambiti di territorio
(crinale, pendio, fondovalle, costa), comporta una elevata vulnerabilità ai fenomeni idrogeologici
(frane e alluvioni) per il patrimonio edilizio, per la rete infrastrutturale e per il patrimonio
ambientale, culturale e storico, di eccezionale valore.”
Allo stato attuale l’Autorità di Bacino Distrettuale si è espressa su 28 progetti di interventi
strutturali per la mitigazione del rischio idrogeologico e su altre 14 proposte di interventi inseriti
nella piattaforma RENDIS del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per le quali
sono stati richiesti finanziamenti. Si tratta, tuttavia, perlopiù di interventi localizzati volti alla
risoluzione di problematiche puntuali che non affrontano in maniera organica e strutturale la
mitigazione del rischio idrogeologico su scala più ampia.
Sulle prospettive future dell’area flegrea, la dott.ssa Corbelli ha sottolineato “La mitigazione e
gestione dei diversi rischi correlati ai differenti pericoli naturali che interessano l’area dei Campi
Flegrei richiede, pertanto, un approccio integrato basato su una valutazione dei rischi nel loro
insieme (multihazard), tenendo conto della possibile simultaneità dei fenomeni e della loro
influenza reciproca.”
Richiamando gli eventi franosi di Casamicciola del 26 novembre 2022 e le attività svolte
dall’Autorità di Bacino Distrettuale, il Segretario Generale ha ricordato: “Siamo stati chiamati ad
approfondire la valutazione della pericolosità e del rischio idrogeologico, utilizzando tutto il lavoro
che era stato fatto negli anni precedenti e abbiamo ridefinito le aree, comprendendo quelle in cui si
sono verificati gli eventi di dissesto idrogeologico del novembre 2022. È stato, inoltre, svolto un
lavoro di programmazione degli interventistrutturali e non strutturali, per affrontare poi la
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problematica e risolverla, in una visione integrata, guardando non solo al dinamismo attuale
dell’Isola d’Ischia ma anche quanto potrebbe accadere in futuro”.
Per l’area flegrea la dott.ssa Corbelli, nell’ambito delle competenze dell’Autorità di Bacino
Distrettuale, ha sottolineato, infine, la necessità di una Zonazione degli scenari di rischio
idrogeologico a scala di maggior dettaglio, evidenziandola necessità di definire un Master Plan
degli interventi che includa, in maniera integrata, sia le misure strutturali e sia le misure non
strutturali per la mitigazione e gestione del rischio idrogeologico.

