Comunicato stampa
AUSILI, CONFINDUSTRIA DISPOSITIVI MEDICI: “LA SENTENZA DI NAPOLI
RAFFORZA I DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITÀ”
La Presidente dell’associazione Ausili, Elena Menichini: “Ora serve una riforma
dell’assistenza protesica che metta al centro i bisogni delle persone e l’appropriatezza
delle scelte”.
Roma, 3 agosto 2026 – La sentenza del Tribunale di Napoli che ha riconosciuto il
diritto di una persona con atrofia muscolare spinale a ottenere integralmente dalla Asl
la carrozzina elettronica verticalizzante, prescritta dagli specialisti, rappresenta un
importante passo avanti nella tutela del diritto all’appropriatezza delle cure e
all’autonomia delle persone con disabilità. Un pronunciamento che conferma come la
valutazione clinica debba prevalere su logiche esclusivamente economiche e
che valorizza il lavoro svolto dall’Associazione Luca Coscioni nella difesa dei diritti delle
persone con disabilità.
“Troppo spesso il sistema si concentra sul costo del dispositivo e non sul valore che un
ausilio appropriato produce nella vita della persona e nel suo contesto sociale e
lavorativo, liberando risorse all’interno del nucleo familiare e contribuendo a ridurre un
costo sociale nascosto che raramente viene considerato”, ha dichiarato Elena
Menichini, Presidente dell’Associazione Ausili di Confindustria Dispositivi
Medici. “Oggi ci confrontiamo con un impianto normativo rigido e con procedure che,
in molti casi, non riescono a stare al passo con la personalizzazione dei bisogni, con la
necessità di risposte tempestive, quindi con l’innovazione tecnologica. È indispensabile
aprire una fase nuova di collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti, perché migliorare
il sistema significa intervenire concretamente sulla vita delle persone, pur nel rispetto
della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, anche prevenendo i costi
futuri causati da disabilità secondarie”.
Secondo Menichini, la vicenda di Napoli non rappresenta un caso isolato, ma mette in
luce una criticità che interessa molte realtà territoriali. In diverse Regioni,
infatti, la valutazione clinica multidisciplinare dell’ausilio viene spesso subordinata a
criteri di natura economica, come tariffari, gare o budget disponibili. “Questa sentenza
riafferma un principio già previsto dai Livelli essenziali di assistenza: l’accesso agli
ausili deve essere guidato dall’appropriatezza clinica e dai bisogni della persona. È un
richiamo importante affinché le valutazioni dei professionisti non vengano superate da
automatismi amministrativi o da vincoli di spesa, ma restino il riferimento per
individuare la soluzione più adeguata”.
Le difficoltà nell’accesso agli ausili emergono con chiarezza anche dai dati raccolti dal
Centro Studi di Confindustria Dispositivi Medici attraverso due survey promosse da
AITO (Associazione Italiana di Terapia Occupazionale) insieme ad altre associazioni di
settore*: oltre l’84,8% dei pazienti e dei caregiver dichiara di aver incontrato
difficoltà nel percorso per ottenere ausili e protesi attraverso il Servizio sanitario
nazionale; il 63% ha sostenuto spese di tasca propria per ottenerli o utilizzarli e
al 70,6% è capitato almeno una volta che accessori o adattamenti utili non fossero
coperti dal Servizio sanitario nazionale.
“La sentenza del Tribunale di Napoli e i dati delle nostre survey raccontano la stessa
realtà: il sistema dell’assistenza protesica ha bisogno di una revisione profonda”,
sottolinea Menichini. “Oggi paghiamo i costi nascosti della burocrazia, della
frammentazione organizzativa e del mancato aggiornamento del Nomenclatore
tariffario, che non riesce a tenere il passo con l’evoluzione delle tecnologie e dei
bisogni delle persone. Il risultato è che i cittadini affrontano percorsi complessi,
sostengono spese dirette e, troppo spesso, non riescono ad accedere alla soluzione
più appropriata, o ancor più grave vi rinunciano, pur essendo disponibile”.
Per l’Associazione Ausili di Confindustria Dispositivi Medici è necessario avviare una
riforma dell’assistenza protesica che punti a ridurre la frammentazione territoriale,
semplificare le procedure, aggiornare il Nomenclatore, rivedere i criteri con cui
vengono individuati gli ausili oggetto di gara e garantire maggiore uniformità
nell’accesso alle tecnologie assistive. Allo stesso tempo, è fondamentale rafforzare il
coinvolgimento delle associazioni delle persone con disabilità nei processi decisionali e
promuovere percorsi di informazione e formazione rivolti ai pazienti e alle famiglie.
*Le associazioni che hanno collaborato alle due survey sono:
Area professionale e settore
AIFI – Associazione Italiana di Fisioterapia
AIORAO – Associazione Italiana Ortottisti Assistenti in Oftalmologia
AIPTO – Associazione Italiana Professione Tecnico Ortopedico
ANTOI – Associazione Nazionale Tecnici Ortopedici Italiani
Assoausili
FIOTO – Federazione Italiana degli Operatori in Tecniche Ortopediche
FLI – Federazione Logopedisti Italiani
SIMFER – Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa
SIRN – Società Italiana di Riabilitazione Neurologica
Area persone con disabilità e caregiver
ALICE – per la lotta all’Ictus cerebrale
Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare
Associazione Vita Indipendente
Fight The Stroke
FISH – Federazione Italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie
UILDM – per la lotta alla Distrofia Muscolare
Confindustria Dispositivi Medici
Confindustria Dispositivi Medici è la Federazione di Confindustria che rappresenta le imprese che
forniscono alle strutture sanitarie italiane, pubbliche e private, dispositivi medici. Rappresenta un tessuto
imprenditoriale variegato e specializzato, dove le piccole aziende convivono con i grandi gruppi. Il
comparto dei dispositivi medici complessivamente genera un mercato che vale quasi 19 miliardi di euro
tra export e mercato interno e conta 4.648 aziende, che occupano 130.520 dipendenti. Dal 2024,
partendo dal paradigma One Health, la Federazione ha avviato un percorso di trasformazione sugli ambiti
ESG, ambientali, sociali e di governance, che vuole essere anche di guida per il settore dei dispositivi
medici in Italia.
