di Ezio Micillo
Una serata, ieri, all’insegna del cinema, della cultura e dell’incontro tra autori, professionisti e pubblico che ha inaugurato la seconda edizione del Festival Internazionale del Cinema di Pompei, ospitato negli spazi del MaxiMall Pompeii di Torre Annunziata.
E così, alle ore 18:00 in punto, sotto un cielo terso e illuminato da un sole ancora rovente, si è aperta ufficialmente la seconda edizione della kermesse. Tante le attese, tante le aspettative.
L’atmosfera era quella delle grandi occasioni. Il carpet, già perfettamente disteso nel suo intenso rosso, ha segnato il percorso d’onore sul quale hanno sfilato i protagonisti della serata, accolti dagli applausi del pubblico e dall’entusiasmo degli appassionati di cinema accorsi per l’evento.
A guidare la manifestazione è stata l’ideatrice del festival, Annarita Borelli, che ha curato ogni dettaglio della cerimonia inaugurale, confermando la sua visione e il suo impegno nella promozione della cultura cinematografica sul territorio. Al suo fianco, Enrico Vanzina, regista e sceneggiatore della famiglia più longeva nella cinematografia italiana. La qualità degli ospiti e protagonisti della serata inaugurale, Gino Rivieccio e Veronica Olivier, hanno poi contribuito a rendere ancora più prestigioso l’avvio della rassegna.






Tra eleganza, emozioni e grande partecipazione, il Maxiwall di Torre Annunziata si è trasformato in un palcoscenico a cielo aperto dedicato alla settima arte, dando il via a una manifestazione che si preannuncia ricca di incontri, proiezioni e momenti di approfondimento culturale. L’inaugurazione ha così segnato l’inizio ufficiale di un festival che punta a consolidarsi come uno degli appuntamenti più attesi del panorama cinematografico internazionale.
Ma uno dei momenti più attesi dell’edizione 2026 è stato la presentazione de ”Il tempo ritrovato. Quando la memoria diventa eternità”, il cortometraggio scritto e diretto da Annarita Borelli con la supervisione artistica di Enrico Vanzina, realizzato come manifesto visivo ufficiale del festival e in programma il prossimo 6 giugno al Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei durante la serata conclusiva.
L’opera rappresenta l’esordio alla regia cinematografica di Annarita Borelli e si propone, così dichiara, ”come un viaggio poetico all’interno della memoria, intesa non come semplice ricostruzione del passato ma come presenza viva e pulsante, capace di attraversare il tempo e continuare a parlare al presente”.
Girato tra il Parco Archeologico di Pompei, una domus pompeiana e la spiaggia di Rovigliano a Torre Annunziata, il cortometraggio trasforma questi luoghi in protagonisti della narrazione. Non semplici scenografie, ma presenze vive che accompagnano lo spettatore in un percorso sospeso tra storia, immaginazione e visione cinematografica.
La storia segue una giovane cineasta, interpretata da Veronica Olivier, che attraversa le rovine dell’antica città alla ricerca di immagini e suoni in grado di raccontare la persistenza del tempo. Ad accompagnarla nel suo cammino sono il custode del Parco, interpretato da Gino Rivieccio, e un enigmatico archeologo interpretato da Fabrizio Nevola, figura che le rivela una verità profonda: la memoria non è ciò che si cerca, ma ciò che ci trova.
L’incontro con i celebri calchi degli amanti pompeiani diventa il punto di svolta del racconto. Da quel momento il passato sembra prendere forma e la protagonista viene trasportata in una dimensione onirica dove una Pompei viva torna a respirare. Qui una donna e un uomo del 79 d.C., interpretati da Annarita Borelli e Alessio Sica, costruiscono mosaici e custodiscono il loro amore, trasformandosi nel simbolo di tutto ciò che resiste alla distruzione e all’oblio.
Ad arricchire l’opera contribuisce la voce narrante di Luca Ward, che accompagna lo spettatore lungo un racconto in cui il cinema diventa strumento di conservazione della memoria e atto d’amore verso i luoghi e le storie che il tempo tenta di cancellare. La fotografia è affidata a Claudio Zamairon, mentre la supervisione di Enrico Vanzina conferisce al progetto una dimensione autoriale di grande respiro.
Con Il tempo ritrovato, il Festival Internazionale del Cinema di Pompei celebra il legame profondo tra patrimonio archeologico e linguaggio cinematografico, ribadendo la capacità del cinema di dare voce alle assenze, custodire le emozioni e trasformare la memoria in eternità.









L’inaugurazione è stata anche l’occasione per presentare le giurie chiamate a valutare le opere in concorso. A presiedere quella dedicata ai lungometraggi sarà il critico cinematografico Valerio Caprara, affiancato da Michelangelo Iossa, Raffaele Savonardo, Alessandra D’Antonio, Antonio Giordano e Gennaro Coppola. La sezione cortometraggi sarà invece affidata a Luigi Giaculli, Domenico Apicella, Luca Varone e Antonio Esposito, mentre per i Cortometraggi Giovani il compito di assegnare i riconoscimenti spetterà a Riccardo Iuzzolino, Massimo Zivelli, Maria Luisa Iavarone, Giovanni Minucci e Bruno De Filippis.
Dopo il debutto, il Festival è entrato oggi nel vivo con il primo appuntamento di approfondimento. Nella Sala 3 del Cinema Nexus si è tenuto il panel “Dalla cronaca all’immagine: il fatto che diventa cinema“, dedicato al rapporto tra giornalismo, fatti di cronaca e narrazione audiovisiva. Un tema sempre più attuale, affrontato attraverso il contributo del giornalista e scrittore Marco Ciriello, del presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli, di Enrico Vanzina e di Annarita Borelli, coordinatrice dell’incontro.
Accanto agli incontri, spazio naturalmente alle proiezioni. Il pubblico ha potuto e potrà assistere, per tutta la settimana, ai lungometraggi Le sorelle di Francesco Iezzi e Münter & Kandinsky del regista tedesco Marcus Otto Rosenmüller, dedicato alla complessa relazione artistica e sentimentale tra Gabriele Münter e Wassily Kandinsky.
In programma anche alcuni dei cortometraggi selezionati per questa edizione: Omomori di Regina del Gaudio, Sinfonia notturna di Francesco e Gianmarco Latilla, Tanta caciara pe’ gnente di Daniele Blando e Francesco Primavera e Qui dove il mare luccica di Giuseppe Modica.
Con il patrocinio di Rai Campania e la media partnership di Rai Radio Live Napoli e l’organizzazione impeccabile dell’ufficio stampa LTM&PARTNERS, il Festival Internazionale del Cinema di Pompei conferma la propria vocazione a essere un luogo di confronto tra cinema, informazione e cultura, portando sul territorio opere, autori e riflessioni che guardano al presente attraverso il linguaggio delle immagini.

© Ezio Micillo giornalista e fotoreporter
