Ottant’anni di Passione e Impegno: Il Traguardo del Comm. Domenico Cannone “Adda Figlia d’o’ Marenaro”
NAPOLI – Ci sono traguardi che non si misurano solo in anni, ma nello spessore degli abbracci e nella qualità delle presenze che si riescono a radunare attorno a un tavolo. Gli ottant’anni del Commendatore Domenico Cannone sono stati molto più di un compleanno: sono stati il tributo a una vita vissuta tra la gente, per la gente e con il cuore costantemente rivolto alla sua Napoli.
Una Sorpresa Firmata dall’Affetto
L’evento, orchestrato con amorevole cura dalla figlia Caterina, è rimasto un segreto fino all’ultimo istante, trasformandosi in una deflagrazione di gioia quando il Commendatore ha varcato la soglia del tempio del gusto partenopeo. A fare da cornice a questo capitolo di vita non poteva che esserci la “Regina del Mare”, Assunta Pacifico. Nel suo celebre locale, ’A Figlia d’o’ Marenaro, l’atmosfera si è tinta di quella veracità nobile che appartiene solo a chi ha saputo costruire legami indissolubili.
Una Tavolozza di Amici e Professionisti
Attorno alle ottanta candeline si è riunita quella che potremmo definire una vera e propria famiglia allargata, composta da volti storici del giornalismo e della cultura campana, amici che con Domenico hanno condiviso battaglie professionali e momenti di spensierata quotidianità.
Tra i presenti, hanno reso omaggio al festeggiato:
• Mimmo Falco: Vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, testimone di una stima professionale che dura da decenni.
• Mario Orlando: Giornalista di lungo corso, compagno di mille racconti.
• Alfredo Muoio: Presenza costante nei momenti che contano.
. Ubaldo Tritone imprenditore e storico amico del Cavaliere.
• Anna Calemme: La “Voce elegante di Napoli nel mondo”, che ha impreziosito la serata con il carisma e la melodia che la contraddistinguono.
• Thomas Esposito: Fotoreporter e giornalista, pronto a immortalare con il suo obiettivo non solo i volti, ma le emozioni di una notte magica.
Il Significato di un Traguardo
Non è stata solo la celebrazione di un uomo, ma di un modo di intendere la vita: con garbo, autorità e una dedizione costante verso il prossimo. Tra una portata e l’altra, tra i profumi del mare e il calore dei brindisi, il Commendatore Cannone ha spento le sue ottanta candeline circondato da chi, negli anni, ha saputo leggere dietro il titolo ufficiale l’uomo generoso e appassionato.
“Vedere così tanti amici sinceri è il regalo più bello che la vita potesse farmi,” è stato il sentimento diffuso in una sala dove la commozione ha spesso rubato la scena al protocollo.
A Domenico Cannone vanno gli auguri di una città e di una categoria che in lui vede un punto di riferimento, con la certezza che il suo viaggio, fatto di saggezza e umanità, continui a ispirare chiunque abbia la fortuna di incrociare il suo cammino.
Giuseppe Nappa.






