Con What We Want di Francesco Jodice l’arte atterra nell’aeroporto
di Napoli trasformando il viaggio in una domanda collettiva
All’aeroporto Capodichino è stata inaugurata la mostra di Francesco Jodice
“What We Want”, progetto espositivo promosso dal Museo Madre in
collaborazione con l’Associazione Amici del Madre un nuovo spazio di riflessione
visiva e civile
L’iniziativa trasforma uno dei luoghi più dinamici e attraversati della città in un punto
di osservazione privilegiato sulle tensioni, i desideri e le contraddizioni del presente.
Non un semplice allestimento fotografico, ma un intervento che dialoga con il flusso
continuo di viaggiatori, intercettando sguardi distratti e invitandoli a una pausa di
consapevolezza. “What We Want” si inserisce nel percorso di ricerca che da anni
caratterizza il lavoro di Jodice, da sempre attento alle trasformazioni urbane e sociali.
L’installazione indaga il rapporto tra paesaggio urbano e umano raccogliendo 25 anni
di ricerche dell’artista napoletano su oltre 170 metropoli. Le immagini esposte
interrogano il concetto di “volontà collettiva”: cosa desiderano oggi le comunità?
Quali sono le aspirazioni che guidano i comportamenti individuali e le dinamiche
globali? Attraverso una narrazione visiva stratificata, l’artista costruisce un mosaico
di situazioni che spaziano dai contesti metropolitani ai territori marginali, restituendo
un ritratto complesso e spesso ambiguo della contemporaneità. La scelta
dell’aeroporto come sede non è casuale. Spazio di transito per eccellenza, crocevia di
culture e storie personali, diventa qui metafora di un’umanità in movimento, sospesa
tra partenze e approdi, tra desideri dichiarati e bisogni inespressi. In questo contesto,
le opere di Jodice agiscono come dispositivi critici, capaci di interrompere la routine
del viaggio e aprire uno spazio di interrogazione. Il progetto, curato dal Madre
insieme all’Associazione Amici del Madre, conferma la volontà delle istituzioni
coinvolte di portare l’arte contemporanea fuori dai luoghi canonici, rendendola
accessibile a un pubblico più ampio e diversificato. Non solo visitatori abituali di
musei, ma cittadini e viaggiatori occasionali, chiamati a confrontarsi con immagini
che parlano direttamente al loro presente. L’esposizione, nell’area imbarchi C20
dopo i controlli di sicurezza, rappresenta il secondo ciclo di opere della collezione
del museo Madre ospitate in aeroporto, successivo alla prima installazione del 2020
Le massacre du printemps di Mathilde Rosier. Il progetto di portare l’arte
contemporanea negli spazi aeroportuali e arricchire l’esperienza di viaggio dei
passeggeri nasce dalla collaborazione tra GESAC, il principale museo d’arte
contemporanea della regione e l’Associazione Amici del Madre. Il progetto
espositivo è affiancato da un laboratorio performativo che ha coinvolto 12 studenti
dell’Istituto Comprensivo Oriani-Guarino di San Pietro a Patierno, guidato dalla
dirigente scolastica Tiziana Buono. ≪È una importante opportunità per il museo
Madre presentare all’Aeroporto, luogo di scambi e relazioni internazionali, alcune
immagini fotografiche di Francesco Jodice che ben testimoniano, oltre la loro
speciale qualità estetica, anche l’impegno etico di ricercatore dell’artista e che
entreranno a far parte, grazie all’Italian Council del Ministero della Cultura, della
collezione permanente del nostro museo≫, questo il commento di Angela Tecce,
Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. Eva Fabbris,
Direttrice del museo Madre, ha dichiarato: ≪What We Want di Francesco Jodice è
un progetto che costruisce un archivio visivo delle trasformazioni urbane come
espressione dei desideri collettivi. Presentarlo in aeroporto vuol dire attivare una
risonanza diretta tra le immagini e i flussi che attraversano questo luogo. Al
contempo, l’ingresso di queste opere nella collezione del Madre, che con questa
presentazione si celebra, rafforza nell’identità del museo una linea di ricerca attenta
alle pratiche artistiche capaci di interrogare criticamente il presente≫.
Significativo il commento di Roberto Barbieri, Amministratore Delegato di
GESAC: ≪Siamo particolarmente orgogliosi di accogliere questa mostra in
aeroporto, offrendo ai passeggeri un contatto inatteso con l’arte contemporanea che
arricchisce l’esperienza di viaggio e trasforma l’attesa in un momento di valore
culturale. Allo stesso tempo siamo lieti di valorizzare un artista campano di fama
internazionale come Francesco Jodice e di rafforzare la collaborazione con realtà di
eccellenza come il Museo Madre≫. Il CEO Barbieri così ha concluso:≪Il
coinvolgimento delle scuole, che abbiamo fortemente voluto, rappresenta per noi un
investimento concreto sul capitale umano delle comunità locali: iniziative come
questa rendono gli studenti protagonisti attivi, favoriscono lo sviluppo del pensiero
critico e della consapevolezza civica e rafforzano il legame tra aeroporto e territorio,
generando ricadute positive in termini di inclusione, partecipazione e coesione
sociale≫. Con “What We Want”, Napoli rafforza il suo ruolo di laboratorio culturale
aperto e inclusivo, capace di sperimentare nuove forme di relazione tra arte e spazio
pubblico. Un invito, rivolto a chiunque attraversi l’aeroporto, a fermarsi un momento
e chiedersi: cosa vogliamo davvero?
Harry di Prisco





