di Ezio Micillo

C’è un silenzio che sa di attesa tra i vicoli del Rione Sanità. È un silenzio carico di storie, di passi che hanno attraversato secoli, di voci che si intrecciano tra le pietre e le tombe. Sabato 18 aprile, questo silenzio verrà rotto da una marcia lenta e luminosa: quella della comunità che tornerà a prendersi cura del suo patrimonio più enigmatico, il Cimitero delle Fontanelle, che riapre finalmente al pubblico… per sempre.

L’appuntamento è a Largo Totò, alle nove del mattino. Non è solo un punto di ritrovo, è il luogo da cui partirà un corteo di bambini con gli zainetti, di anziani con gli occhi pieni di ricordi, di giovani volontari con il fiato sospeso per l’emozione. Si camminerà insieme, passo dopo passo, attraverso il quartiere, fino alle grandi porte del cimitero, portando con sé il desiderio di restituire alla città ciò che da troppo tempo era silenzioso e nascosto.

Il Cimitero delle Fontanelle non è un luogo comune. È un mosaico di anime, ossa anonime, teschi che raccontano storie di Napoli invisibile, storie di fame, peste, povertà, ma anche di devozione e speranza. Aprirne di nuovo le porte significa riaccendere la memoria, riportare la vita laddove l’abbandono aveva preso il sopravvento.

Accanto alla comunità ci saranno l’Arcivescovo di Napoli, S. Em. Don Mimmo Battaglia, e il Sindaco Gaetano Manfredi, testimoni di un progetto nato dalla collaborazione tra pubblico e privato, capace di unire risorse, competenze e passione civile. Grazie al lavoro della Cooperativa La Paranza, vent’anni di cura e impegno si materializzano ora in spazi accessibili, restaurati e sicuri, pronti ad accogliere chiunque voglia scoprire l’anima profonda della città.

Susy Galeone, presidente della cooperativa, parla con gli occhi lucidi: ”Apriamo il Cimitero non per la comunità, ma con la Comunità”. E davvero, ogni pietra pulita, ogni corridoio illuminato, ogni angolo restituito alla luce porta con sé le mani, il tempo e l’affetto di chi ha vissuto e continua a vivere il quartiere.

Dietro questo progetto, ci sono numeri e fondi che sembrano freddi: 640.000 euro di risorse private, metà dalla Fondazione con il Sud, metà dalla Fondazione di Comunità San Gennaro, più 200.000 euro del Comune per la messa in sicurezza. Ma i veri investimenti sono invisibili, ed il tempo, la dedizione, fanno memoria collettiva di un intero quartiere.

Quando la marcia arriverà davanti al portale del Cimitero, e le chiavi saranno simbolicamente consegnate ai cittadini, sarà un momento di pura poesia urbana. Napoli camminerà di nuovo tra le sue anime, tra la storia e la vita, tra il ricordo e la speranza. Il Cimitero delle Fontanelle non sarà più solo un luogo da visitare, sarà un cuore che batte, che pulsa insieme alla città, che insegna che prendersi cura del patrimonio significa prendersi cura di sé stessi, della propria comunità, del proprio futuro.

E così, finalmente, Napoli riapre uno dei suoi luoghi più misteriosi e affascinanti. E noi, cittadini napoletani, o turisti che saremo lì, potremo camminare insieme lungo quei corridoi di pietra, ascoltando storie antiche e sentendo, per un attimo, il respiro di una città che non dimentica.

© Ezio Micillo giornalista e fotoreporter

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