Da giovedì 9 aprile 2026, Teatro Elicantropo di Napoli
Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile
Silvio Barbiero porta in scena l’universo visionario di Giambattista Basile
con uno spettacolo essenziale, dove la lingua diventa azione e immaginazione
Non c’è scenografia, non c’è musica, non c’è nulla che accompagni o protegga lo sguardo
dello spettatore, ma una voce che comincia, un corpo che prende spazio e un ascolto che
si attiva. È da questa sottrazione radicale che nasce Lo cunto de li cunti, il nuovo lavoro
di Silvio Barbiero, in scena da giovedì 9 aprile 2026 alle ore 20.30 (repliche fino a
domenica 12) al Teatro Elicantropo di Napoli.
Presentato da Teatro del Sangro, al centro dell’allestimento c’è il capolavoro di
Giambattista Basile, una raccolta di fiabe che ha attraversato i secoli alimentando
l’immaginario europeo e che, ancora oggi, conserva intatta la sua forza perturbante.
Ma qui le fiabe non sono rifugio, non sono consolazione, ma materia viva, attraversata da
paure profonde, desideri, tensioni familiari, contraddizioni e slanci, dove il tempo agisce
come una forza inesorabile e l’amore si rivela nei suoi percorsi più ambigui.
È soprattutto nella lingua che lo spettacolo trova la sua dimensione. La scrittura barocca di
Basile, ricchissima e stratificata, si muove tra vertigini poetiche e improvvise cadute nel
registro più basso, tra immagini complesse e battute da trivio.
Silvio Barbiero ne fa esperienza sonora e fisica, portando avanti una ricerca che attraversa
il suo percorso artistico, dai Groppi amorosi di Tiziano Scarpa allo Scarrozzante testoriano
fino al Barabba di Antonio Tarantino, e che trova in questo confronto con Basile un
approdo naturale, tanto necessario quanto impossibile da esaurire.
In scena resta solo l’attore, nessun supporto visivo, nessuna costruzione musicale, tutto
accade nella relazione. Il pubblico è chiamato a partecipare, a costruire immagini, a
colmare vuoti, dentro un’esperienza che si compie nel tempo condiviso dell’ascolto.
È un teatro che rinuncia a mostrare per poter evocare, che sottrae per restituire intensità,
che espone senza protezioni il gesto dell’attore e lo sguardo dello spettatore in un
reciproco attraversamento.
Dopo lavori segnati da una tensione più esplicitamente civile e di denuncia, questo
spettacolo si presenta come un gesto diverso, più raccolto e apparentemente leggero, ma
non meno radicale.
Un attraversamento libero di un’opera smisurata, affrontata senza volontà di possesso,
come si attraversa un territorio vasto e complesso, sapendo che non può essere
contenuto. Un atto teatrale che si offre come esperienza viva, fragile e irripetibile, e che
trova proprio nella sua essenzialità la possibilità di risuonare in profondità.
Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile
9 > 12 aprile 2026, Teatro Elicantropo Napoli – Vico Gerolomini, 3
Spettacoli ore 20.30 (dal giovedì al sabato), ore 18.00 (domenica)
Info e prenotazioni wa 3491925942, 3470552551, 081296640 web www.teatroelicantropo.com
Giovedì 9 ˃ domenica 12 aprile 2026
Teatro Elicantropo Napoli


