comunicato stampa

comunicato stampa

Dall’8 al 12 aprile al Teatro Mercadante in scena
una delle opere più alte e amare di Molière

IL MISANTROPO
con Fausto Cabra
regia Andrée Ruth Shammah

Un’indagine ironica e disillusa sulla coerenza, sull’amore, sul ruolo dell’individuo di

fronte al conformismo collettivo

Al Teatro Mercadante dall’8 al 12 aprile in scena Il misantropo, con la regia di Andrée Ruth
Shammah e la traduzione di Valerio Magrelli: un’edizione che rinnova e approfondisce la ricerca
della regista su Molière, nel segno di un dialogo vivo con uno degli autori più lucidi e moderni della
storia del teatro.
A debutto nel 1666, è tra le opere più alte e amare di Molière: una commedia filosofica e insieme
sentimentale, feroce e attualissima, che mette a nudo le ipocrisie sociali, il conflitto tra verità e
convenzione, tra ideale e compromesso. Un classico capace ancora oggi di interrogare il nostro
tempo, con una lingua limpida e affilata che continua a parlarci con sorprendente urgenza.
Con tutti i suoi personaggi incipriati, “indaffarati senza aver nulla da fare”, Il misantropo rinuncia
alla comicità dirompente tipica dell’autore francese. È un lavoro totalmente “al presente”, violento,
potente, perturbante. Una commedia tragica, venata di una forma di umorismo instabile e
pericolante, che porta in sé, appena al di sotto della superficie comica, le vive ferite e il prezzo
altissimo costato al suo autore: in essa emergono le nevrosi, i tradimenti, i dolori di un
personaggio capace di trasformare tutto il proprio disagio e la propria rabbia in una formidabile
macchina filosofica, esistenziale e politica, che interroga e distrugge qualunque cosa incontri nel
suo percorso. 
Ma questa commedia è allo stesso tempo anche il dramma di un essere inadeguato alla realtà,
l’allucinata tragedia di un uomo che si scontra con il femminile. Difatti, il grande attore e registra
francese Louis Jouvet diceva di questo testo che «è la storia di un uomo che vuole avere un
incontro decisivo con la donna che ama e che alla fine di un’intera giornata non ci è ancora
riuscito». 
Il protagonista, Alceste, interpretato da Fausto Cabra, è un giovane rabbioso di sincerità, calato
in un mondo ipocrita e ciarliero. Un Alceste, in costume, scuro, al centro di un mondo popolato da
personaggi vestiti nella stessa foggia, ma in colori pastello diversi tra loro, a simboleggiare una
società variegata nella forma, omologata però nella sostanza. Nella sua dirittura morale, nel suo
rigore intransigente, Alceste pretende di dire sempre la verità, anche quando è scomoda. Odia
l’ipocrisia del mondo, ma finisce per essere vittima della propria intransigenza. Non parla la lingua
degli altri, ma nemmeno la propria. È lacerato tra ideali assoluti e passioni umanissime.

Accanto a lui Célimène, interpretata dalla giovanissima Bea Barett, una scommessa per Andrée
Ruth Shammah che affida un ruolo importante a un talento emergente, investendo su una nuova
generazione capace di misurarsi con la parola classica e con la complessità di un autore come
Molière. Civettuola, intelligente, libera, Célimène non vuole rinunciare né al suo gioco sociale né
all’amore esclusivo che Alceste pretende. Una “signora dei salotti” attorniata da una corte
mondana specchio di una società elegante e vacua, raffinata e crudele, omologata nelle
convenzioni. C’è però in questo personaggio anche un lato molto più umano e fragile: Célimène è
anche una ventenne che terrorizzata dalla solitudine rifiuta di “seppellirsi” in un deserto per amore,
rivendicando una libertà e un bisogno di indipendenza che la rendono molto vicina alle ragazze di
oggi.
Un elogio del pensiero critico, un’indagine ironica e disillusa sulla coerenza, sull’amore, sul ruolo
dell’individuo di fronte al conformismo collettivo.
NOTE DI REGIA di Andrée Ruth Shammah
Le prime battute vengono volutamente dette senza sipario per non dividere la scena dalle parole.
Volevo andare all’essenza del testo, liberarlo di tutti gli orpelli e accompagnare lo spettatore al
piacere dell’ascolto senza distrazioni; la traduzione in versi settenari incrociati, dunque in rima,
porta ad un rigore linguistico e ad una armonia che non richiede nessun tipo di sforzo per essere
ascoltato. 
Molière è al centro, scuro, in mezzo a un mondo di colori pastello perché quella che intendevo
portare in scena è una società che si differenzia nella foggia, ma non nella sostanza, a ben
guardare tutti indossano gli stessi costumi, e la sua inquietudine si pianta sulle assi del
palcoscenico senza bisogno di altri escamotages.
In scena c’è la ‘disperata vitalità’ di Alceste, che deve fare i conti con la rigidità dei suoi princìpi in
contrasto con la compattezza di una società omologata nelle convenzioni. È solo davanti al
potere, solo davanti ai benpensanti. L’uomo folle è deriso dalla società, ma in realtà è l’unico che
riesce a cogliere la follia di chi lo circonda, vorrebbe isolarsi nei suoi ideali, la sua amata Célimène
però non è disposta a seguirlo. Entrambi i personaggi appaiono alla fine in difficoltà, ma nella mia
messa in scena non c’è volontà di giudizio; nessuno ha ragione, nessuno ha torto, la trama stessa
si compone dall’evoluzione delle posizioni di ciascun personaggio. E credo stia proprio in questa
assenza di giudizio e nell’esplorazione dei diversi punti di vista la vera essenza del Teatro, e
dunque il mio omaggio a uno dei più grandi autori di tutti i tempi.
IL MISANTROPO 8 – 12 APRILE
TEATRO MERCADANTE
di Molière
progetto e collaborazione alla traduzione di Andrée Ruth Shammah e Luca Micheletti
regia Andrée Ruth Shammah
traduzione Valerio Magrelli
con Fausto Cabra e con (in o.a.) Marco Balbi, Bea Barret, Manuel Bonvino, Angelo Di
Genio, Filippo Lai, Margherita Laterza, Francesco Maisetti, Edoardo Rivoira, Emilia Scarpati
Fanetti, Andrea Soffiantini
e la partecipazione di Corrado d’Elia
scene Margherita Palli
costumi Giovanna Buzzi
luci Fabrizio Ballini
musiche Michele Tadini
cura del movimento Isa Traversi
produzione Teatro Franco Parenti

ALTRI CREDITI
assistente alla regia Diletta Ferruzzi
assistente scenografo Marco Cristini
seconda assistente scenografa Matilde Casadei
pittore scenografo Santino Croci
direttore di scena Mattia Fontana
elettricista Gianni Gajardo
fonico Marco Introini
sarta Alessia Di Meo
truccatrice Sofia Righi
scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti
costumi realizzati da LowCostume in collaborazione con la sartoria del Teatro Franco Parenti
diretta da Simona Dondoni

date e orari
08/04/2026 21:00
09/04/2026 17:00
10/04/2026 21:00
11/04/2026 19:00
12/04/2026 18:00
Info www. teatrodinapoli.it
Biglietterie tel 081.5513396 | 081.292030 / 081.291878 | biglietteria@ teatrodinapoli.it

el 081.5513396 | 081.292030 / 081.291878 | biglietteria@ teatrodinapoli.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *