Comunicato stampa
Martedì 31 marzo 2026, Teatro Nuovo di Napoli
Racconto di una vita, anzi tre: Albainclemente
Per il ciclo Storie dell’Arte di Eduardo Cicelyn, una performance tra memoria,
viaggio e creazione artistica che attraversa continenti, linguaggi e relazioni
È un viaggio tra autobiografia, percorso artistico e storia condivisa Racconto di una vita,
anzi tre: Albainclemente, che vedrà in scena Alba Clemente, martedì 31 marzo 2026
alle ore 19.00 al Teatro Nuovo di Napoli, con una performance che intreccia vita e arte in
un unico flusso narrativo, per la regia di Guido Torlonia.
L’allestimento è un racconto scenico, una performance tra teatro, arte visiva e memoria
autobiografica, in cui la vita personale e quella artistica si intrecciano fino a diventare
un’unica narrazione, attraversando luoghi, esperienze, incontri e trasformazioni.
Amalfi, Roma, l’India, l’America sono geografie reali e interiori che diventano tappe di un
percorso umano e creativo, fatto di immagini, oggetti, ricordi e materiali di lavoro che si
trasformano in elementi scenici e strumenti narrativi.
Il titolo suggerisce già la natura profonda della performance: non una sola esistenza, ma
più vite che si intrecciano. La vita dell’artista, quella del suo compagno di vita e di lavoro,
e la vita dell’arte stessa, che cambia, cresce, si sposta, attraversa il tempo e i luoghi,
trasformando le persone insieme al loro lavoro.
In scena non c’è una narrazione lineare, ma una sorta di archivio emotivo e creativo, una
scatola di ricordi che sono anche materiali, fotografie, oggetti, attrezzi di scena, frammenti
di viaggi e di esperienze artistiche.
La performance si muove tra racconto personale e riflessione sull’arte e sul tempo, sul
diventare artisti ma anche sul diventare adulti, donna e uomo, imparando a stare al
mondo insieme, condividendo visioni, sogni, lavoro e vita quotidiana.
La presenza del marito Francesco, figura centrale del percorso umano e artistico,
attraversa lo spettacolo come una presenza invisibile ma costante, non sempre visibile, ma
percepibile, come accade nelle storie più profonde e nelle relazioni più lunghe, dove le vite
finiscono per abitarsi a vicenda.
Il lavoro non è solo la storia di un’artista, ma anche il racconto di una generazione, di un
modo di vivere l’arte come esperienza totale, in cui non esiste separazione tra lavoro,
viaggio, amore, ricerca e vita quotidiana.
Racconto di una vita, anzi tre: Albainclemente, ultimo appuntamento del ciclo “Storie
dell’Arte”, è dunque un racconto intimo e pubblico allo stesso tempo, un viaggio nella
memoria e nella creazione artistica, dove teatro e vita finiscono per coincidere, e dove le
immagini diventano teatro e il teatro diventa vita.
Racconto di una vita, anzi tre: Albainclemente





