di Ezio Micillo

Negli ultimi anni l’arte della pizza ha vissuto una trasformazione profonda che ha superato i confini storici della città di Napoli. Se per lungo tempo la tradizione pizzaiola è stata identificata quasi esclusivamente con il centro partenopeo e con i suoi quartieri più iconici, oggi il panorama gastronomico racconta una realtà molto più ampia e dinamica. La cultura della pizza si è diffusa con forza anche nelle periferie e nei comuni della provincia, dove nuove generazioni di pizzaioli stanno contribuendo a ridefinire linguaggi, tecniche e prospettive.

Questa espansione non rappresenta soltanto una crescita numerica delle pizzerie, ma soprattutto un’evoluzione culturale. La diffusione di scuole di formazione, corsi professionali e momenti di confronto, tra artigiani dell’impasto, ha favorito la nascita di una nuova consapevolezza professionale. Il pizzaiolo contemporaneo non è più soltanto un esecutore di gesti tramandati, ma un vero interprete della materia prima, capace di studiare fermentazioni, idratazioni e metodi di cottura con un approccio quasi scientifico.

In questo contesto è nata anche una nuova figura, quella dello chef della pizza”, professionista che unisce la solidità della tradizione napoletana a una visione gastronomica più ampia. Accanto alla ricerca sugli impasti, infatti, si è sviluppata una crescente attenzione verso le farciture, sempre più equilibrate, pensate come veri abbinamenti culinari. I topping diventano così il risultato di una selezione accurata di ingredienti, spesso provenienti da filiere locali di qualità o da eccellenze del territorio italiano.

La pizza contemporanea racconta quindi un percorso di maturazione, mantiene salde le proprie radici popolari, ma dialoga con il mondo della cucina d’autore. Non sorprende, dunque, che molte delle realtà più interessanti stiano nascendo proprio lontano dai grandi flussi turistici della città, in piccoli centri o contesti di provincia dove il lavoro quotidiano, la ricerca e il legame con il territorio possono esprimersi con maggiore libertà.

È in questo scenario di rinnovata vitalità gastronomica che emergono storie imprenditoriali e familiari capaci di trasformare una pizzeria in un vero laboratorio di gusto, contribuendo a dimostrare come la grande tradizione nata a Napoli continui oggi a crescere, evolversi e diffondersi ben oltre i suoi confini storici.

E così Palma Campania, un piccolo comune a ridosso del monte Somma, nell’hinterland vesuviano, apre le porte alla stampa con il racconto di una famiglia che ha fatto della pizza un patrimonio di gusto. Qui la pizza non è soltanto una preparazione gastronomica, è una storia che attraversa generazioni, un gesto quotidiano che diventa cultura e memoria. È proprio questo lo spirito che anima ”Capitolo Pizza”, il progetto dei fratelli Carlo e Carmine De Luca, protagonisti di una speciale serata dedicata alla stampa e agli operatori dell’informazione. Il nuovo locale di Via Trieste ieri sera ha infatti ospitato una cena evento pensata come momento di incontro, confronto e racconto. Un’occasione per scoprire da vicino una realtà che, in poco tempo, è riuscita a imporsi tra le migliori pizzerie della Campania, entrando nelle guide di settore con il massimo riconoscimento dei tre galletti. E questo grazie al giornalista Renato Rocco e al suo magazine ‘La Buona Tavola’, che ha segnato una tappa del suo progetto enogastronomico rivolto alla scoperta dei nuovi talenti nel mondo della pizza e della lievitazione degli impasti. Un’iniziativa commerciale e di marketing che si sta diffondendo su tutto il nostro territorio, per valorizzare i giovani che hanno scelto di intraprendere questo mestiere di pizzaiolo trasformando l’arte della lavorazione impasti in piatti gourmet. Il progetto, quindi, non si limita solo a sponsorizzare la pizza, ma diventa, così, una vera opportunità per tutti quelli che aspirano a conquistare una clientela più esigente proponendo la pizza come piatto eccellente, per una delizia al palato, con ingredienti ben bilanciati che riescono a creare emozioni all’assaggio nella degustazione.

”Capitolo Pizza” è prima di tutto una casa. Una storia di famiglia che diventa esperienza gastronomica. Una casa dove il valore della tradizione incontra una visione contemporanea dell’arte bianca. Qui i fratelli De Luca hanno costruito un’identità solida e riconoscibile, capace di coniugare tecnica, memoria e creatività.

Carlo, pizzaiolo dal gesto preciso e consapevole, è l’anima degli impasti: lavorazioni attente, maturazioni studiate e una ricerca costante sull’equilibrio tra leggerezza e carattere. Carmine, invece, rappresenta il volto dell’accoglienza, custode di quell’ospitalità autentica che trasforma ogni visita in un’esperienza familiare.

Il locale riflette perfettamente questa filosofia: elegante nei colori, dinamico nell’atmosfera, accogliente come un salotto ma con uno sguardo contemporaneo sulla ristorazione.

Tradizione, ricerca e creatività nel piatto rappresenta il percorso gastronomico di ”Capitolo Pizza” che si sviluppa come un vero e proprio racconto culinario. Le proposte scorrono a tavola come capitoli di un diario fatto di tradizione, intuizione e innovazione.

Accanto alla maestria dei fratelli De Luca si inserisce il contributo creativo dello chef Cristian Oliviero, che firma topping e abbinamenti capaci di dialogare con il mondo della cucina contemporanea.

Il menu si muove con naturalezza tra diverse espressioni della pizza:

  • i fritti, eleganti nella tecnica e nella forma;
  • le pizze che oscillano tra radici profonde e interpretazioni moderne;
  • la classica ruota di carro e la pizza in teglia;
  • creazioni contemporanee con suggestioni da alta cucina.

Tra le proposte più iconiche spicca il celebre Tronchetto, diventato nel tempo uno dei simboli della pizzeria. Non meno riconoscibili sono la Pizza a ruota di Carletto e la Special Capitolo Pizza, espressioni di una filosofia che punta a valorizzare materia prima, tecnica e personalità.

Particolare attenzione è dedicata anche alla sperimentazione, come dimostra la pizza a tre cotture, e all’inclusività gastronomica, con proposte vegane e senza glutine.

A completare l’esperienza c’è anche una curata selezione di vini, pensata per esaltare ogni preparazione e per accompagnare il percorso gastronomico con equilibrio e carattere.

La serata dedicata alla stampa è stata quindi molto più di un semplice evento, è stato un momento per raccontare una filosofia fatta di passione familiare, rispetto per la tradizione e desiderio costante di innovare.

Perché, a ”Capitolo Pizza”, ogni impasto non è soltanto tecnica. È memoria condivisa, cultura gastronomica e, soprattutto, un gesto d’amore che continua a rinnovarsi ogni giorno.

© Ezio Micillo giornalista e fotoreporter

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