Al tenore napoletano
Vincenzo Costanzo

Il Premio Beniamino Gigli

Teatro Ghione
Roma, 22 marzo ore 18
Info.: Roma, 22 marzo Teatro Ghione ore 18. Biglietti:
https://www.ticketone.it/eventseries/premio-beniamino-gigli-iii-edizione-2026-
4092504/ info.: 066372294 – info@teatroghione.it

Al tenore Vincenzo Costanzo il premio Beniamino

Gigli

Domenica 22 marzo al teatro Ghione di Roma alle ore 18, sarà consegnato il
prestigioso riconoscimento, insieme a quattro borse di studio ai giovani cantanti di
“Fabbrica – Young Artist Program” del Teatro dell’Opera di Roma, Sofia
Barbashova, soprano, Maria Elena Pepi, mezzosoprano, Jiacheng Fan, tenore e
Alejo Alvarez Castillo, baritono, presentati dal direttore artistico Enrico Stinchelli e
Asia Gigli
La generosità, la famiglia, l’italianità, i buoni sentimenti, la voce come prisma della
personalità in diversi personaggi, è questo che accomuna i due tenori Beniamino
Gigli e Vincenzo Costanzo, al quale sarà consegnato domenica 22 marzo sul
palcoscenico del teatro Ghione in Roma, il premio dedicato all’indimenticato
musicista marchigiano. Pomeridiana alle ore 18, per questa terza edizione e del
Premio Beniamino Gigli che celebra il merito vocale e la grande tradizione operistica
italiana. Un riconoscimento al tenore napoletano. che abbiamo applaudito
ultimamente all’Arena di Verona inaugurare, nelle vesti di Alfredo Germont, la
cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, il quale farà un po’ da padrino anche a quattro

giovani voci di “Fabbrica – Young Artist Program” del Teatro dell’Opera di Roma,
alle quali verranno assegnate delle borse di studio: Sofia Barbashova, soprano,
Maria Elena Pepi, mezzosoprano, Jiacheng Fan, tenore e Alejo Alvarez Castillo,
baritono, protagonisti di un concerto in cui faranno duo con il pianista Mirco
Roverelli. La serata includerà inoltre la presentazione di rari materiali d’archivio
appartenenti alla famiglia Gigli, commentati da Enrico Stinchelli, direttore
artistico della serata e presentatore dell’evento insieme ad Asia Beniamina Gigli,
tracciando un ponte ideale tra memoria, formazione e futuro della lirica.
L’Associazione è stata fondata nel 2007 dal dott. Beniamino Gigli Jr., medico
pediatra e nipote diretto del grande tenore, con l’obiettivo di mantenere vivo il
ricordo del nonno e sostenere i giovani cantanti lirici attraverso concorsi, concerti,
assegnazione di borse di studio e iniziative benefiche a favore dei bambini. “Il
direttivo del Premio Beniamino Gigli – ha dichiarato la giovane presidente Asia – è
particolarmente lieto di aver assegnato il riconoscimento al giovane tenore Vincenzo
Costanzo,artista che oggi rappresenta idealmente il proseguimento della grande
tradizione del belcanto italiano, ovvero, quella linea luminosa inaugurata da Enrico
Caruso e giunta ai suoi vertici più alti con il magistero di Beniamino Gigli. Per le
sue riconosciute qualità vocali e interpretative, Vincenzo Costanzo si pone come
erede autentico di quella lezione, riportando sui principali palcoscenici
internazionali il repertorio gigliano con sensibilità, stile e profonda adesione
espressiva. Le sue interpretazioni di titoli fondamentali quali Tosca, Adriana
Lecouvreur, Un ballo in maschera, e prossimamente, Andrea Chénier, Aida,
Turandot, testimoniano un percorso artistico coerente e di grande valore. Con questo
riconoscimento intendiamo dunque celebrare in lui non solo un talento già
pienamente affermato, ma anche la continuità viva e necessaria di una tradizione che
costituisce il cuore stesso della nostra identità musicale”. Abbiamo raggiunto il
Maestro Costanzo all’indomani della comunicazione di questo prestigioso
riconoscimento. Beniamino Gigli e il tenore napoletano, hanno voci diverse, il primo
di “ellenica severità”, per citare Paolo Isotta, suono luminoso, calore d’accenti, il
secondo guarda innegabilmente ad Enrico Caruso, possedendo oltre ad acuti risonanti
in alto, quelle risonanze bronzee, baritonaleggianti, avvolgenti, ricchissime di
armonici che furono solo sue, ma legati dalla stessa intenzione, inseguire la bellezza
della melodia: “E’ così – ha commentato il Maestro Costanzo- Beniamino Gigli
per noi cantanti lirici e, soprattutto, per i tenori, è uno dei pilastri della tecnica e del
canto interpretativo. E’ un esempio per tutti noi, per come si deve cantare dal piano
al forte, il piano appoggiato e, in particolare, guardo a Gigli per il fraseggio “all’
italiana”. Non possiamo e non dobbiamo definire la sua tecnica d’antan, ma
solamente la tecnica giusta, con la quale non si smetterà mai di cantare bene, come
ha fatto lui fino alla fine della sua vita”. Primavera ricca di eventi e nuovi ruoli,
quella di Vincenzo Costanzo, a cominciare dall’ Andrea Chénier di Umberto
Giordano al Bellini di Catania in aprile “Debuttare Andrea Chénier è una grande
responsabilità – ha dichiarato il tenore napoletano – è una bella sfida, l’ho
accettata con coraggio, poiché dal punto di vista vocale la sento comoda. I miei
intenti sono di mettere tutto me stesso in questo ruolo e di arricchire musicalmente il

personaggio giorno per giorno, un omaggio anche al grandissimo Gigli, la cui
interpretazione ricordiamo sublime. Riguardo gli altri debutti, dopo lo Chénier sarò
Mario Cavaradossi al Regio di Torino, diretto da Andrea Battistoni, per la regia di
Stefano Poda, ancora sarò Radamès al Regio di Parma per l’Aida firmata da
Giuseppe Mengoli con la ripresa della regia di Franco Zeffirelli, in estate, invece
debutto il ruolo di Calaf in Bulgaria, sotto la bacchetta del Maestro Jacopo Sipari di
Pescasseroli, ove darò prima voce a Turiddo all’Opera di Sofia. Non posso ancora
svelare un altro bel debutto, a novembre, ancora un ruolo verista, con delle pagine
straordinarie, sulla stessa scia dell’Andrea Chenièr. Mi preme – ha concluso
Vincenzo Costanzo – ringraziare la Signora Gigli, unitamente a sua figlia Asia, al
direttore artistico Enrico Stinchelli e al pubblico che vorrà essere presente alla
cerimonia, per questo riconoscimento, anche perché con la loro attività aiutano tanti
giovani, donando in questa occasione delle borse di studio, divulgando, così, l’opera
lirica e la musica tutta, sotto l’egida della possente e carismatica figura di
Beniamino Gigli, al quale bisognerà sempre guardare”.
Vincenzo Costanzo ha scelto per il suo intervento musicale di interpretare due
personaggi che lo hanno salutato osannato sui palcoscenici internazionali quali Mario
Cavaradossi e Riccardo de’ “Un ballo in Maschera” nel “suo” Teatro San Carlo: il
“signor tenore” saprà muoversi su di un fin troppo generoso registro acuto, in
“Recondita armonia”, quindi, sarà Riccardo per “Forse la soglia attinse”, parte del
momento di massima introspezione del personaggio, che oscilla tra passione, senso
del dovere e ironia, ove occorre un fraseggio nobile e mezze voci raffinate, per
chiudere con “Ma se m’è forza perderti” che rappresenta il culmine emotivo e morale
del protagonista nel terzo atto, il momento in cui l’eroe decide di rinunciare al suo
amore per Amelia per onore, firmando il decreto per il suo allontanamento, una
melodia ampia e “all’italiana”, dove Costanzo regalerà all’uditorio il suo fraseggio
elegante e appassionato.
Press agent M° Vincenzo Costanzo
olgachieffi@virgilio.it

Vincenzo Costanzo, napoletano, classe 1991, è tra gli interpreti più apprezzati della nuova
generazione di tenori del panorama lirico internazionale. Inizia lo studio del canto molto giovane,
prima con Marcello Ferraresi, poi sotto la guida di Piero Giuliacci. Vincitore dell’Oscar della Lirica
e del prestigioso premio Enrico Caruso, è regolare ospite di importanti teatri: il San Carlo di Napoli,
l’Arena di Verona, l’Opera di Roma, il Maggio Musicale Fiorentino, la Fenice di Venezia, il Teatro
Real di Madrid, il Liceu di Barcellona, Deutsche Oper di Berlino, Dutch National Opera di
Amsterdam, San Francisco Opera, collaborando con direttori d’orchestra quali Myung-whun
Chung, James Conlon, Daniele Gatti, Michele Mariotti, Riccardo Muti, Stefano Montanari, Daniel
Oren, Juraj Valčuha e registi del calibro di Franco Zeffirelli, Pierluigi Pizzi, Damiano Michieletto,
Emma Dante, Liliana Cavani, Ferzan Ozpetek, Massimo Popolizio solo per citarne alcuni.
Vincenzo Costanzo debutta nel 2012 in Macbeth diretto da Andrea Battistoni a cui seguono
rilevanti ruoli verdiani: è Rodolfo nella Luisa Miller al Teatro Real di Madrid e al Teatro Verdi di
Busseto in occasione del bicentenario dalla nascita di Verdi (Donato Renzetti/Leo Nucci); Alfredo
ne La traviata al San Carlo di Napoli e alla Deutsche Oper di Berlino; Riccardo in Un ballo in

maschera a Londra; Simon Boccanegra a Montpellier e il recente successo in Ernani ad Anversa.
Interpreta per la prima volta Pinkerton in Madama Butterfly nel 2014 al Festival del Maggio
Musicale Fiorentino diretto da Juraj Valčuha. Da allora, ha interpretato questo ruolo in oltre
trecento repliche, diventandone uno degli interpreti più apprezzati e richiesti. Nei primi anni della
sua carriera è stato Rodolfo ne La bohème a Palermo e a Napoli, dove poi è tornato protagonista in
Madama Butterfly; Ruggero ne La Rondine con la regia di Rolando Villazón a Berlino; Mario
Caravadossi nella Tosca al Festival di Torre Del Lago, poi all’Opera di Roma e a Siviglia; Roberto
ne’ Le villi allo Staatstheater Mainz; Rinuccio nell’opera movie Gianni Schicchi con la regia di
Damiano Michieletto e la direzione di Stefano Montanari. Si aggiunge ai suoi personaggi di spicco
anche il ruolo di Maurizio di Sassonia in Adriana Lecouvreur. Negli ultimi mesi, Vincenzo Costanzo
ha ottenuto importanti successi, tra cui la nuova produzione di Maria egiziaca di Respighi al Teatro
La Fenice di Venezia (regia Pier Luigi Pizzi, da cui è stato pubblicato un dvd), ha poi interpretato Le
Villi alla Konzerthaus di Berlino e ha brillato come Mario Cavaradossi in Tosca, nella nuova
produzione diretta da Daniele Gatti, con la regia di Massimo Popolizio a Firenze, ruolo in cui è
stato poi applaudito al Teatro dell’Opera di Roma e al Petruzzelli di Bari. Nel 2024, centenario della
scomparsa di Giacomo Puccini, Vincenzo Costanzo ha giocato un ruolo centrale al Festival Puccini
di Torre del Lago, inaugurando la kermesse come Roberto ne Le Willis e chiudendola con Madama
Butterfly, in occasione dei 120 anni dalla prima del titolo. È poi tornato ospite al Maggio Musicale
Fiorentino per riprendere il ruolo di Pinkerton, ancora sotto la direzione di Daniele Gatti. Dopo
questa tappa ha aggiunto un importante ruolo al suo repertorio debuttando in Cavalleria Rusticana
diretto da Riccardo Muti in tournée in Cina. Inizia la nuova stagione 2025 al Teatro dell’Opera di
Roma nel ruolo di Cavaradossi in Tosca diretto da Daniel Oren, segue il suo debutto francese a
Toulouse dove viene applaudito in Adriana Lecouvreur e l’importante ritorno al Festival Puccini di
Torre del Lago, come Pinkerton. E’ stato Riccardo in Un ballo in maschera al San Carlo di Napoli
con Pinchas Steinberg sul podio, e di nuovo Mario Cavaradossi in Tosca al Teatro del Maggio
Musicale Fiorentino e al Regio di Torino.

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