COMUNICATO STAMPA
DIVINA COLOMBA 2026, UNDICI CAMPANI ALLA FINALE NAZIONALE
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Bari, febbraio 2026 – La Campania si conferma la regina della finale di Divina Colomba 2026, concorso nazionale dedicato alla colomba artigianale organizzato da Goloasi giunto all’ottava edizione. Sono ben undici i professionisti provenienti dalla regione in gara nelle tre categorie: Luigi Vetrella de Il Forno Grani e Altre Visioni di Macerata Campania (Caserta) per la sola categoria Tradizionale;Raffaele Romano del Gran Caffè Romano di Solofra (Avellino), Gianluca Cecere di Cecere – Visionary Dessert di Napoli eAntonio Masulli di Caffè Masulli 1927 di Somma Vesuviana (Napoli)per le categorie Tradizionale e Cioccolato; Fabio Giardino del Panificio Pompilio di Ariano Irpino (Avellino), Salvatore Di Prisco di Prisco e Lievitati di Boscoreale (Napoli) e Antonio Ventieri della Torteria Ventieri di Capaccio Paestum (Salerno) per la sola categoria Cioccolato; Giacomo Balestra del Panificio Azzurro Margiù di Piana di Sorrento (Napoli), Michele Iazzetta della Pasticceria Francesco Iazzetta di Cardito (Napoli), Daniele Milo de Le Sfoglie d’Oro di Salerno e Antonio Chiumiento della Pasticceria delle Grazie di Eboli (Salerno) per la categoria Salata.
La finale del concorso Divina Colomba 2026, ideato da Massimiliano Dell’Aera, si svolgerà a Bari l’11 marzo nell’ambito della X edizione della Mostra internazionale enoagroalimentare Levante Prof.
Sono 30 gli artigiani selezionati a livello nazionale nelle tre categorie Tradizionale, Cioccolato e Salata. A decretare i vincitori sarà una giuria composta dai maestri lievitisti Eustachio Sapone, Pietro Netti, Francesco Borioli, Alessandro Bertuzzi, Emanuele Comi e Francesco Lastra. «La colomba artigianale è un grande lievitato che richiede metodo, rispetto del disciplinare e attenzione al lievito madre vivo. Divina Colomba nasce per valorizzare il lavoro artigiano e creare un confronto tecnico tra territori diversi», spiega Massimiliano Dell’Aera.
Tutte le colombe in gara devono rispettare il regolamento che prevede l’utilizzo esclusivo di lievito madre vivo, canditi senza anidride solforosa e conformità al disciplinare istituito dal Decreto Ministeriale del 22 luglio 2005

