NOTA STAMPA
Sarà inaugurata venerdì 13 marzo 2026, alle ore18.00, la mostra
“Sintesi Creative” con opere recenti di Maria Pia Daidone, in
collaborazione con il Dipartimento Campania dell’Associazione Nazionale
Sociologi, al “B&B Grand Suite”, Via Costantinopoli n. 33 – Napoli; tel.
338 372 28 65
Interventi di Floria Bufano, Mimmo Condurro, Pino Cotarelli, Rosanna
Iossa, Maurizio Vitiello.
Nel corso della serata culturale sarà presentata la recente monografia “Maria
Pia Daidone Sintesi Materiche”.

Con viva preghiera di cortese pubblicazione e sollecita diffusione.
Grazie!
 
Breve scheda della mostra, a cura di Maurizio Vitiello
L’artista opera per riepiloghi finali dando vita a sintesi e determina preziosità
semantiche. L’artista opera per coniugazioni estreme motivando e sostanziando
una “sintesi materica fattuale”, che non ha nulla a che vedere con una “sintesi
virtuale”. Questa ’innovazione seriale distingue la sua ultima produzione, che
sviluppa tra Londra, Napoli e Cantalupo nel Sannio (IS) e che ha presentato in
occasioni espositive di livello, tra cui, la rassegna internazionale di arte
contemporanea “Premio Sulmona”, nel 2022 e 2023, e all’”EuroExpoArt” in
“VerniceArtFair”, Forlì 2024 e 2025. Intende, così, sottolineare corpo e colori in
un insieme energico e utile, anche per ripartire sostanza e movimento, nonché
per determinare trasparenze e motivazioni, d’impeccabile valore semantico e
filigrane emotive d’indiscussa valenza, che agitano onde intime e incapsulano
vertigini. Con abile azione creativa è stata capace di determinare, in strati e
sottostrati, alcuni colori, a contrappunto, e a specificare con garbo linguistico
multiple densità tattili. Abbreviazioni risuonano nello specchio della memoria e
producono, in un’ansia germinativa, nuove impostazioni calibrate e di
carattere. Con queste opere emerge la volontà dell’artista napoletana di
puntare all’essenza delle cose; va dritta al cuore. Tra le crepe di un tempo
senza tempo, prorompe e si erge una consistenza che ci racconta la percezione
di un intimo vissuto; quasi come un muro logorato dagli anni, scalfito da
guerre e intemperie, da “fermare”. L’operazione si fa portavoce di una revisione
esistenziale. Ecco il pensiero di Maria Pia Daidone sull’ultima sua produzione:
“Il materiale cartaceo, come un abile trasformista, può diventare carezzevole e
fragile o forte, duro, e compatto. Nelle ultimissime opere di questo ciclo
fragilità e forza trovano la loro intima convergenza nel concetto di “Sintesi
Materica” per diventare sentieri creativi di un intimo e ultimo pensiero
proiettato verso l’essenza di un tracciato di vita.”

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