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| N. 2 | 4 Febbraio 2026 Il cellulare è davvero il giocattolo preferito dei bambini? |
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| Sai che il cellulare è il giocattolo preferito da molti bambini e bambine? Non perché sia la scelta migliore, ma perché a volte è l’unica praticabile. Ce lo ha raccontato Ivana, una delle nostre psicologhe, di ritorno da una visita a domicilio a una famiglia che seguiamo: pochi metri quadrati, pochissimi oggetti, nessuno spazio per tirare fuori fogli, colori, giochi. Il cellulare, invece, è sempre disponibile, occupa poco spazio, fa stare fermo il bambino. È evidente che, in certe condizioni, piazzare uno schermo davanti a un bambino, anche piccolissimo, non è una cattiva abitudine: è una risposta possibile a una situazione difficile. Molti genitori si trovano ogni giorno a fare i conti con questo dilemma. Sanno che l’uso dello smartphone può creare problemi, soprattutto con i più piccoli, ma allo stesso tempo non hanno alternative semplici, realistiche, sostenibili. Per aiutarli non servono regole astratte o giudizi, occorre qualcuno che parta dalla realtà, così com’è. Su queste premesse si basa il nostro approccio all’educazione digitale, ormai parte integrante di tutti i nostri percorsi di accompagnamento per i genitori. Lavoriamo con loro senza colpevolizzarli, tenendo insieme consapevolezza e concretezza, con un unico punto fermo: il benessere dei bambini e delle bambine. Non chiediamo di “togliere il cellulare”, ma di capire quando, come e perché usarlo, e di costruire poco alla volta alternative possibili.È anche da questo lavoro quotidiano con i genitori che nasce la guida “Genitori smart, bambine e bambini sicuri”. Uno strumento pensato per accompagnarli nel loro essere genitori digitali, offrendo informazioni chiare e affidabili anche quando i temi sono complessi, senza sentirsi giudicati o inadeguati. |
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| Un estratto della guida è disponibile gratuitamente e può essere scaricato dal nostro sito. |
| Scarica l’estrattoIn questo percorso, però, le alternative al cellulare devono essere davvero possibili. Per questo proponiamo ai genitori anche libri e albi illustrati. Li mettiamo a disposizione noi, perché sappiamo che dire “leggi un libro a tuo figlio” non basta, se non ci sono le risorse per comprarlo. I libri occupano poco spazio e non richiedono preparativi o materiali. I libri incantano e, soprattutto, aprono uno spazio di relazione, tra adulto e bambino, tra voce e ascolto, tra tempo condiviso e immaginazione. I libri, in una parola, funzionano! Sostenere Pianoterra significa rendere possibili percorsi come questo. Significa permettere a genitori di sentirsi meno soli, e ai loro figli di crescere in ambienti più sicuri, anche quando le condizioni di partenza sono difficili. Se credi in questo lavoro, puoi scegliere di sostenerlo, e prenderti cura con noi di tanti bambini e bambine nei loro primi anni di vita, quelli che fanno la differenza. Grazie di cuore! Giusy MuzzopappaResponsabile della comunicazione e raccolta fondi di Pianoterra ![]() |
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| Diverse Regioni italiane – tra cui Emilia-Romagna, Toscana e Piemonte – stanno sperimentando i “Patti Digitali”, piani territoriali che promuovono una cultura del digitale a tutela del benessere dei bambini e degli adolescenti. In Emilia-Romagna, ad esempio, sono stati sviluppati e sono già in corso programmi strutturati che coinvolgono pediatri, educatori, bibliotecari e genitori per accompagnare le famiglie nell’uso consapevole della tecnologia nei contesti quotidiani. (Fonte: www.pattidigitali.it)27 Comuni in 9 regioni stanno creando nuove aree di gioco grazie a “Strade in gioco”, il progetto promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Non sono immaginati come grandi parchi o strutture complesse, ma come interventi semplici e concreti. Parliamo di giochi disegnati sull’asfalto, arredi ludici, spazi colorati e sicuri dove bambine, bambini e adolescenti possano stare insieme, muoversi, inventare, senza schermi. Un modo per sostenere il diritto al gioco, riconosciuto anche dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia. (Fonte https://www.garanteinfanzia.org) |
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Su queste premesse si basa il nostro approccio all’educazione digitale, ormai parte integrante di tutti i nostri percorsi di accompagnamento per i genitori. Lavoriamo con loro senza colpevolizzarli, tenendo insieme consapevolezza e concretezza, con un unico punto fermo: il benessere dei bambini e delle bambine. Non chiediamo di “togliere il cellulare”, ma di capire quando, come e perché usarlo, e di costruire poco alla volta alternative possibili.