LA DIVINA COMMEDIA OPERA MUSICAL DEBUTTA A NAPOLI

INVITO UFFICIALE AL PRESIDENTE DELLA REGIONE

ISTITUZIONI INVITATE ALLA PRIMA

Napoli, capitale di Dante. Una produzione unica per dimensioni, qualità e ambizione. Un cast di cinquanta
tra attori e tecnici. Trecento costumi realizzati ad hoc per lo show. Un maestoso impianto scenico che
sorregge l’universale racconto dantesco che rapisce intere generazioni. LA DIVINA COMMEDIA OPERA
MUSICAL (https://www.divinacommediaopera.it/) si appresta a vivere una nuova entusiasmante stagione
live tornando in scena nelle più prestigiose venue del nostro Paese. L’acclamato kolossal prodotto da Mic
International Company farà tappa al Teatro PalaPartenope di Napoli, sabato 31 gennaio e domenica 1
febbraio 2026, distribuito da Patagonia Group. Biglietti disponibili su Ticketone.

Dopo aver incantato con ripetuti sold-out il pubblico italiano e internazionale, e conquistato nel 2025 anche
l’Oriente con una applauditissima tournée presso i più importanti teatri della Cina, LA DIVINA
COMMEDIA OPERA MUSICAL riprende la forma dello spettacolo di voci, danze e tecnologia in un
allestimento così straordinario da farle guadagnare la medaglia d’oro dalla Società Dante Alighieri, il titolo
per ben due volte di miglior musical al Premio Persefone edizioni 2019 e 2020, e la partecipazione
istituzionale nel 2021 con il riconoscimento del Senato della Repubblica, il patrocinio del Ministero della
Cultura, oltre al sempre costante patrocinio morale della Società Dante Alighieri. Successo, riconoscimenti e
presenze di grandissima valenza.
Per la regia di Andrea Ortis, che assieme a Gianmario Pagano ha curato anche i testi, e con le musiche
composte da Marco Frisina, la più grande opera d’ingegno letterario di tutti i tempi torna on stage e si
rianima di fiammante potenza e mirabile bellezza.
L’edizione 2026 si arricchirà di numerose novità a completamento di testi innovativi e quadri scenici realizzati
e pensati dal regista e dal team creativo per rendere l’opera musical un moderno kolossal teatrale. “La
Divina Commedia Opera Musical” vi aspetta in tour: sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio 2026 al
Teatro PalaPartenope di Napoli (via Corrado Barbagallo, 115/b).
Sabato 31 gennaio 2026 ore 16.30. Biglietti disponibili al link https://www.ticketone.it/event/la-divina-
commedia-opera-musical-teatro-palapartenope-20169938/
Sabato 31 gennaio 2026 ore 21.00. Biglietti disponibili al link https://www.ticketone.it/event/la-divina-
commedia-opera-musical-teatro-palapartenope-20170053/
Domenica 1 febbraio 2026 ore 17.00. Biglietti disponibili al link https://www.ticketone.it/event/la-divina-
commedia-opera-musical-teatro-palapartenope-20170372/

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SINOSSI
Dante nell’immortalità della sua opera che continua a essere la più potente descrizione dell’animo umano,
per peccati, debolezze, paure e ossessioni. Dante e il suo viaggio senza tempo che va avanti da più di sette
secoli, la Divina Commedia. In essa il Poeta si ritrova ad affrontare e superare una prova che mai nessuno
aveva concepito prima, l’attraversamento da uomo dei tre regni ultraterreni: l’Inferno, il Purgatorio e il
Paradiso.
Nel primo, naviga tra le rovine spaventose della dannazione eterna: è una discesa agli inferi senza ritorno.
Nel Purgatorio, il percorso è inverso: c’è la possibilità dell’espiazione con il passaggio definitivo al Paradiso,
dove una donna, la sua Beatrice, è il volto della luce e l’ancora al cui pensiero lui si aggrappa nei momenti di
maggiore sconforto. La Divina Commedia Opera Musical sviluppa il cammino allegorico e segue Dante nella
ricerca tormentata di sé stesso in un’epoca che – per confusione morale e politica – lui non vuole accettare.
Lo spettacolo utilizza diversi linguaggi espressivi nel segno tracciato dal padre della lingua italiana.
Il Dante viaggiatore in scena diventa la proiezione fisica della sua voce e rappresenta la maturità
dell’irrequieto e sofferente poeta che, a metà della sua vita, ha trovato nella scrittura la salvezza. Ricorda
così, con tenerezza, lo smarrimento e la paura provati difronte a una selva oscura e a tre fiere: è l’incipit del
capolavoro che sul palcoscenico viene “sfogliato” come un libro animato. Dante, scortato e rincuorato dalla
guida di Virgilio, suo maestro e suo autore, passa, girone dopo girone, nell’Inferno, dai tormenti della Città di
Dite ai sospiri dell’amore infedele, ma eterno, di Francesca; dai mari tempestosi e mortali di Ulisse alle
foreste pietrificate di Pier delle Vigne fino ai laghi ghiacciati dove sconta la sua condanna nelle tenebre più
fitte il conte Ugolino. Usciti «a riveder le stelle», oltre Lucifero, Virgilio conduce Dante in Purgatorio.
La visionaria regia di Andrea Ortis dà allo spettacolo un potere avvolgente, di crescente tensione. Le
musiche di Marco Frisina si fondono ai testi di Gianmario Pagano e Andrea Ortis. Le scene mobili costruite
sui disegni di Lara Carissimi portano il pubblico in un’atmosfera magica rafforzata da proiezioni in 3D di
ultima generazione. Splendide le coreografie acrobatiche di Massimiliano Volpini nella preziosa cornice delle
luci di Valerio Tiberi e delle proiezioni di Virginio Levrio.

DESCRIZIONE DELLO SPETTACOLO
All’inizio dello spettacolo, Dante si ritrova solo nella selva, assalito da dubbi e incertezze. Maria anima il
mondo. La relazione tra la donna e l’uomo dà un senso alle perplessità intime e che dà inizio al viaggio del
poeta. Il suo cammino però viene interrotto bruscamente dall’incontro con le fiere. È Virgilio, consegnato alla
scena da un’apparizione carica di mistero a prendere per mano Dante, conducendolo, con fermezza e
protezione paterne, all’interno del Purgatorio. Insieme vengono traghettati dall’eccentrico Caronte, uomo
grottesco e visibilmente folle che schernisce malamente le anime che traghetta verso le sponde opposte
dell’Acheronte. La sua enorme barca in scena color petrolio è mortifera, immersa in una palude dai riflessi
color petrolio. È Caronte che apre le porte a una sequela di straordinari incontri. Dante conoscerà Francesca
da Rimini, incarnazione formidabile della passione amorosa che nel peccato di lussuria trova la propria
dannazione, costretta a vivere nella tempesta infernale e irrimediabilmente abbracciata all’amato Paolo. Alla
compassione per chi morì d’amore, segue il terrificante passaggio attraverso la città di Dite, in cui
l’aggressione di demoni infernali, volanti, o striscianti, minaccia l’avanzata di Dante.
Sempre al fianco del suo amato Maestro Virgilio, il poeta fiorentino approda nella mortifera foresta dei
suicidi, che allo spettatore appare pietrificata, lugubre. Qui avviene l’incontro con Pier delle Vigne, altro
personaggio storico, accusato in vita di tradimento: suicidatosi a causa di un onore irrimediabilmente
compromesso, si presenta a Dante come tronco, impressionante immagine di sterilità e negazione della vita.
Solo Dante riuscirà ad animarlo, anche se per poco, dandogli la possibilità di raccontare col canto la propria

pena. Dante, profondamente scosso dalla crudeltà dei destini con cui entra in contatto, acquisisce una
nuova consapevolezza. Poco dopo incontrerà sul proprio cammino Ulisse. Il loro incontro sarà reso in scena
da contenuti visual animati in 3D. È il ghiaccio a chiudere il cerchio del passaggio infernale: con Ugolino,
Dante raccoglie la disarmante testimonianza di un padre che divora i propri figli e ne rimane scosso e
raggelato, tanto quanto la landa desolata all’interno della quale si consuma l’incontro con l’ultimo dannato.
Dopo le immagini a tratti opprimenti, dalle forti tinte emotive del primo atto, Dante si ritrova immerso in uno
scenario più rarefatto. Sulla spiaggia del Purgatorio incontra Catone, che con il proprio racconto canta la
forza morale di chi non cedette al compromesso e si batté in modo integerrimo, in difesa della propria libertà
di pensiero contro Cesare. Tra sfumature cangianti e paesaggi carichi di magia, Dante si imbatte in una
processione di anime in preghiera, tra cui vi è Pia de’ Tolomei, vittima di femminicidio ad opera del marito.
Dopo un malinconico canto notturno che incornicia Dante e Virgilio nell’unico momento di sosta lungo il
viaggio, l’Angelo della Penitenza permette il passaggio attraverso la Porta del Purgatorio. Così Dante e
Virgilio incontrano gli amici poeti Guido Guinizzelli e Arnaut Daniel.
A illuminare come un faro nella notte il percorso, le brevi e topiche apparizioni di Beatrice rinfrancano la
fiducia di Dante, che adesso più che mai percepisce prossimo l’avvicinamento, come spinto da una felicità
ancora incosciente. Sarà proprio Beatrice a distrarlo dal momento solo il viaggio. Da solo Dante approda
dunque nel paradiso terrestre, in cui la stravagante e leggiadra figura di Matelda lo conduce al fatidico
incontro con l’amata. Una solenne processione introduce e sancisce il momento emozionante in cui Beatrice
diventa luce che rischiara e guarisce dalle tenebre, simbolo di quell’Amor che move il sole e l’altre stelle,
unica possibile chiave di accesso alla felicità: solo nell’incontro con la donna e con l’amore, Dante – o meglio

  • l’uomo, ritrova sé stesso, scioglie i nodi della selva, e trova Dio.
    NOTE DI REGIA
    «Un mondo che nasce da un libro, un libro che è scritto… parte da qui questa grande avventura, proprio
    da… un libro, o “il libro” o “i libri” o come si voglia, la più grande opera d’ingegno letterario di tutti i tempi. Ed
    è dalla sua lettura che si scopre come tutto sia possibile, e lo è, sempre, quando, leggi… la lettura apre un
    mondo libero, uno spazio non spazio in un luogo non luogo, dove, al lettore, tutto è concesso… immaginare,
    costruire, smontare, fermarsi e colorare… quello della lettura è un non tempo, una sospensione creativa
    fertile, alla quale ognuno, può, se vuole… partecipare. E non v’è timore, in uno spazio libero, di immaginare
    il proprio Dante, che scrive e cancella, pensa e si attarda, sbaglia, si blocca e… riparte come un fiume in
    piena… non v’è paura nel riferire i suoi pensieri, le speranze raccolte, le disillusioni feroci… diventando,
    anche, lui, in lessico teatrale… slancio in avanti evoluto, contemporaneo, pioniere. La condizione di
    quest’uomo e del suo genio è la condizione stessa del suo limite, della sua profonda umanità; e in teatro, il
    teatro lo rende “presente”, solo tempo possibile a teatro, unica scelta ammessa, per questo vero, tangibile,
    credibile, all’interno di una storia che nel suo sviluppo, inizia (Inferno), si evolve (Purgatorio) e si compie
    (Paradiso) consegnando a tutti una Divina Commedia intatta e completa. Questa verità teatrale, costruita su
    scenografie versatili, coreografie acrobatiche, costumi suggestivi, proiezioni in 3D di ultima generazione,
    condotta su musiche orchestrali emozionanti, è pelle, carne e sangue di un uomo modernissimo, attuale,
    vivente. Questa verità teatrale riduce le distanze, porta con sé il genio fiorentino attorno e addosso a chi,
    oggi, con occhi giovani si affaccia curioso e affamato… a vivere la propria, personale, libera… “commedia”».
    Andrea Ortis, regista

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