Luca Pizzurro porta in scena “Il Figlio del magistrato”

segue un dibattito con Fiammetta Borsellino fra teatro, memoria e impegno civile per le

nuove generazioni

Mercoledì 14 gennaio il Teatro Comunale di Monte di Procida ospiterà Il Figlio del
magistrato, spettacolo scritto e diretto da Luca Pizzurro, prodotto da Ellegipí Teatro 20
in collaborazione con La Fonderia del Teatro e proposto in una doppia proiezione: alle
11.00 per le scolaresche come intenso percorso di educazione alla legalità e alla memoria;
aperto al pubblico alle 21.00. Un appuntamento di forte valore civile, arricchito dalla
presenza di Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato Paolo Borsellino, che al
termine della rappresentazione parteciperà a un dibattito con gli studenti, trasformando il
teatro in uno spazio vivo di confronto e consapevolezza.
Lo spettacolo affonda le sue radici nei 57 giorni più drammatici della storia italiana
recente, quelli che separano la strage di Capaci dall’attentato di via D’Amelio, in cui perse
la vita Paolo Borsellino. Ma Il Figlio del magistrato sceglie una prospettiva lontana dalla
cronaca giudiziaria, per entrare invece nella dimensione più intima e privata di quegli
eventi: lo sguardo di un figlio ventenne, costretto a crescere sotto scorta, tra la paura
quotidiana, il peso dell’eredità morale e il complesso rapporto tra padri e figli. Un racconto
che mette al centro l’impatto umano delle scelte, più che i fatti, e restituisce al pubblico –
soprattutto ai più giovani – una memoria viva, emotiva, profondamente attuale.
«Siamo entrati idealmente dentro casa di Paolo Borsellino in quei giorni terribili – spiega il
regista Luca Pizzurro – quando lui e la sua famiglia sapevano che sarebbe stato il
prossimo a morire. Mi sono chiesto come possa aver vissuto tutto questo un figlio poco più
grande di me all’epoca. Da qui nasce lo spettacolo: dal bisogno di raccontare la memoria
di Borsellino in una veste intima, privata, umana». Guido Saudelli sul palco insieme a
Francesco Valente, che cura anche le musiche originali dello spettacolo, danno corpo a
una messa in scena essenziale e intensa, capace di restituire con forza il valore civile e
umano del racconto.

Elemento centrale del progetto è il dibattito che segue la rappresentazione, cuore della
sua finalità didattica. La testimonianza diretta di Fiammetta Borsellino rappresenta un
valore aggiunto straordinario: «Il lavoro che Fiammetta svolge nelle scuole – sottolinea
Pizzurro – è la dimostrazione che la memoria deve essere trasferita alle nuove
generazioni. Solo così episodi come questi non rischiano di ripetersi». Il confronto con gli
studenti rende lo spettacolo un’esperienza formativa completa, capace di lasciare un
segno profondo e duraturo.

La produzione è realizzata in collaborazione con La Fonderia del Teatro, scuola e
laboratorio professionale di formazione attoriale nata nel 2017 a Bagnoli e oggi con sede
nel centro storico di Napoli, in Largo Ecce Homo. Guidata dal direttore artistico Luca
Pizzurro, La Fonderia si distingue per un approccio rigoroso basato sul metodo
Stanislavskij, per la qualità del corpo docente e per il forte legame con il mondo produttivo
teatrale. Negli anni ha formato numerosi attori oggi attivi nelle scene teatrali e audiovisive,
affermandosi come un’officina creativa in cui l’arte incontra l’impegno civile. Il Figlio del
magistrato ne rappresenta una delle espressioni più mature: un teatro che non si limita a
raccontare, ma educa, interroga e contribuisce a costruire memoria collettiva.
Info e contatti: La Fonderia Del Teatro – tel. 338 819 3001

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