Ci ha lasciati Brigitte Bardot, mito immortale di bellezza, difensore degli animali-

Il mondo del cinema perde una delle sue icone più intramontabili: Brigitte Bardot si è spenta all’età di 91 anni. A dare il triste annuncio è stata la sua Fondazione, l’ente a cui l’attrice aveva dedicato anima e corpo negli ultimi decenni della sua vita, trasformando la sua fama in una missione per la difesa degli animali. La notizia segna la fine di un’epoca, quella di una donna – “leggenda del secolo”, come dichiarato da Emmanuel Macron – che ha saputo scardinare ogni tabù, diventando il simbolo della bellezza e della libertà francese nel mondo.

Addio BB. Quando Dio creò la donna pensò a Brigitte Bardot. Mai attrice fu più sex symbol, icona della moda, paladina della fierezza femminile e della libertà sessuale, come la 91enne Bardot. Una luccichio ipnotico e un seguito internazionale che vanno ben oltre le interpretazioni per il cinema (di certo non memorabili), durate perlopiù nemmeno una quindicina d’anni, tra la fine dei cinquanta e le metà dei settanta. Non solo attrice BB, ma anche cantante e modella, ma soprattutto importante, accesa, combattiva attivista per i diritti degli animali, nonché fondatrice e presidente di una fondazione che porta il suo nome. Figlia di un ricco industriale parigino, ricevette un’educazione molto severa. Appassionata di danza, entrò al Conservatorio di Parigi nel 1949 e a quindici anni divenne la mascotte della rivista Elle.

A Brigitte Bardot fu poi offerto il suo primo ruolo nel 1952 dal regista Jean Boyer in Le Trou normand al fianco del grande attore Bourvil. Per il suo diciottesimo compleanno suo padre le permise di sposare Roger Vadim (si era maggiorenni a 21 anni all’epoca ndr), assistente alla regia di Marc Allegret, a cui si deve, di fondo, la scoperta della Bardot come viso e corpo per il cinema. Interpreta quindi, per il regista americano Anatole Litvak un piccolo ruolo in An Act of Love al fianco di Kirk Douglas, poi ad Hollywood sarà anche in Elena di Troia di Robert Wise. Tornata in Francia, eccola con Michèle Morgan e Gérard Philipe in Les Grandes Manœuvres di René Clair e poi nei panni di Poppea in Mio figlio Nerone con Alberto Sordi e Vittorio De Sica per la regia di Steno.

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