(IN)STAGIONE: STABAT MATER
In Sala Assoli/Moscato dal 9 all’11 gennaio
Una nuova interpretazione del celebre testo di Antonio Tarantino per la regia di
Luca Guadagnino con Stella Savino, in scena Fabrizia Sacchi
Stabat Mater è la nuova interpretazione del celebre testo di Antonio Tarantino,
drammaturgo capace come pochi di dare voce agli ultimi, ai corpi feriti, a un’umanità
marginale attraversata da una lingua aspra e potentissima. Scomparso nel 2020,
Tarantino ha lasciato al teatro italiano personaggi indimenticabili e una scrittura che
mescola sacro e profano, ironia e disperazione, preghiera e invettiva civile: un teatro
necessario, che scava nelle contraddizioni sociali e morali del presente. Tra i suoi
testi più noti, quelli della “Tetralogia delle Cure”, di cui Stabat Mater fa parte insieme
a “Passione secondo Giovanni” (1993), “Vespro della Beata Vergine” (1994) e
“Lustrini” (1996), oltre a “Materiali per una tragedia tedesca” (2000).
Tra i testi più amati e frequentati della sua drammaturgia, Stabat Mater torna oggi in
scena a distanza di tredici anni in una nuova versione diretta ancora una volta da
Luca Guadagnino e da Stella Savino, produttrice e regista cinematografica che ha
debuttato in teatro proprio con Stabat Mater accanto a Guadagnino, proseguendo poi
una prolifica carriera come produttrice di film quali A Bigger Splash, Call Me by
Your Name e Suspiria.
Al centro di questo sodalizio artistico c’è l’intensa interpretazione di Fabrizia Sacchi,
attrice napoletana ma romana d’adozione, molto stimata in teatro, cinema e
televisione. A teatro è stata recentemente protagonista di “Amanti” di Ivan Cotroneo
accanto a Massimiliano Gallo; al cinema ha lavorato con registi come Marco Risi,
Paolo Virzì e Mimmo Calopresti; in televisione il pubblico l’ha vista di recente nella
serie Rai “Il commissario Ricciardi”, nel ruolo di Lucia Maione.
Guadagnino è autore cinematografico di respiro internazionale, reduce dalla
presentazione del suo ultimo film “After the Hunt” alla Mostra del Cinema di
Venezia 2025. Fin dai primi lavori, da “Io sono l’amore” a “Chiamami col tuo
nome”, ha dimostrato un’attenzione costante ai sentimenti e alle zone d’ombra delle
relazioni, sensibilità che in Stabat Mater si traduce in un ascolto profondo del testo e
del corpo dell’attrice.
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Maria Croce è una madre che racconta la propria storia e quella del figlio,
trascinando il pubblico in un flusso verbale incalzante, doloroso, a tratti feroce.
Il titolo rimanda alla tradizione della preghiera medievale che pone la madre ai piedi
del figlio sulla croce, immagine cardine dell’iconografia cristiana e archetipo laico
della sofferenza di chi assiste, impotente, alla rovina di ciò che ama. Tarantino ha
spostato questa figura nel cuore della città contemporanea, trasformandola in una
donna del Sud trapiantata a Torino, sola e sradicata, schiacciata da un destino che non
controlla ma che affronta con una forza tutta terrena.
Maria Croce travolge lo spettatore con il ritmo e la musicalità della lingua
napoletana, in una narrazione fatta di frasi che tornano, inciampi volutamente comici
e improvvise accensioni emotive. Attraverso il racconto delle persone e delle
istituzioni che hanno segnato la sua vita, emerge un mosaico di precarietà e dignità
ferita.
Lo spettacolo è prodotto da Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito e
Argot Produzioni, in collaborazione con Fondazione Sipario Toscana – La Città del
Teatro e Teatro delle Briciole – Solares Fondazione delle Arti.
Durata spettacolo: 70 minuti
Orari spettacoli
lunedì > sabato ore 20.30
domenica e festivi ore 18.00
Posto unico
intero 18 € | ridotto 15 €
Riduzioni: under 30, over 65,
CartaEffe, enti convenzionati
Info e prenotazioni: 345 467 9142 – assoli@casadelcontemporaneo.it


