comunicato stampa
Martedì 23 dicembre al Ridotto del Mercadante si è svolta
la presentazione della coreografie finaliste dell’edizione 2025 di
“Residanza – La casa della nuova coreografia“
il bando di residenza coreografica indetto da Movimento Danza
La serata è stata presentata da Elisabetta Testa
docente e critica di danza
La selezione dei lavori è stata effettuata da Gabriella Stazio – Direttrice artistica di
Movimento Danza, Grazia Gala – Responsabile promozione Movimento Danza, Nicola
Campanelli – Redattore Campadidanza, Raffaella Tramontano – Giornalista e Direttore
responsabile di Campadidanza Dance Magazine, con il prezioso contributo di Luciano
Cannito – Presidente del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale.
Le coreografie finaliste sono state valutate da una giuria di qualità composta da: Elisa
Barucchieri, Direttrice artistica ResExtensa – CdP Porta d’Oriente; Raphael Bianco –
Direttore Fondazione Egri|Compagnia EgriBiancoDanza Centro di Rilevante Interesse per
la Danza; Marzia D’Alesio, Responsabile Produzione e Programmazione del Teatro di
Napoli – Teatro Nazionale; Valentina Romito – Direttrice Artistica Residenza
HOME e Umbria Danza Festival; Elisa Sbaragli – Coreografa.
La giuria è stata coordinata dalla Direttrice Artistica di Movimento Danza, Gabriella Stazio,
senza facoltà di voto.
I finalisti: Sofia Casprini con Alyoshenka; Arianna Balestrieri e Maikel Pons con PLAY
THE CLAY; Giacomo De Luca con ((MO!)) – Il corpo futuristico.
Le coreografie presentate:
Alyoshenka, coreografia di Sofia Casprini
“Alyoshenka” prende ispirazione dalla struggente storia del ritrovamento di un feto
femminile affetto da gravi deformità, avvenuto nel maggio del 1996 a Kaolinovy, in Russia.
Creduta e giudicata ambiguamente dagli stessi abitanti del villaggio come una forma
aliena, extraterrestre, a causa del suo aspetto deforme, Alyoshenka fu spedita come caso-
studio alla polizia scientifica di Mosca e mai ritrovata. La performance propone una nuova
genesi, un corpo ibrido che si spinge oltre l’umano, verso una dimensione post-organica,
un essere dalla testa sproporzionata, privo di volto, ambiguo, meccanico, perturbante,
provocatorio, e, allo stesso tempo, teneramente curioso.
È un invito allo spettatore ad interrogarsi sul significato di “diversità”, sul valore della
“fragilità” e sulla mancanza di “identità”. Il corpo, trattato come materia viva e duttile,
intraprende un viaggio di metamorfosi attraverso stati fisici ed emotivi cangianti. La
performer esplora il suo equilibrio, il peso, l’instabilità, confrontandosi con una reale
visione ridotta che sfida la possibilità stessa di stare in piedi.
Performance Sofia Casprini
Ideazione e realizzazione costume e scenografia Sofia Casprini
Disegno luci Ramona Lehnert
Sostegno produzione Sanpapiè Dance and Physical theatre e Ariella Vidach Aiep.
PLAY THE CLAY, coreografi Maikel Pons e Arianna Balestrieri
Che forma ha il pensiero? E su che scala vibra la materia? Play the Clay è un viaggio
sensoriale e visivo nel cuore del processo creativo, dove il gesto diventa linguaggio e
l’argilla si fa corpo. Due danzatori, dialogando con la materia, incarnano i pensieri dello
scultore: li rendono movimento, ritmo, respiro. In questa alchimia tra carne e terra, l’opera
prende vita non solo come oggetto, ma come esperienza viva e mutevole. Come le mani
che modellano l’argilla danno forma a un’immagine, così la mente modella la realtà,
plasma emozioni, trasforma intuizioni in azioni. La scena diventa un laboratorio dell’anima,
un luogo in cui la quiete e la turbolenza coesistono, dove ogni gesto è una domanda sul
rapporto tra idea e forma, tra impulso e materia. In un silenzioso dialogo tra corpi e creta,
nasce una statua dinamica: fragile e potente, incompiuta e perfetta nel suo divenire.
Danzatori Maikel Pons e Arianna Balestrieri
Scultore Lou Duca | Sound Designer Samuele Cestola
((MO!)) – Il corpo futuristico, coreografia di Giacomo De Luca
((MO!)) è l’espansione di un’urgenza interiore. Come percepiamo, metabolizziamo e
rigeneriamo ciò che ci scuote? La ricerca de Il Corpo Futuristico indaga la percezione
sinestetica nell’esperienza della danza, attraverso la relazione multidimensionale tra
gesto, sensoriale, video, suono e spazio. Ispirato alla quasi perduta cinematografia
futurista e all’universo visionario di Jean Cocteau, l’artista tenta di attraversare, sfidare e
sedurre il proprio corpo: un organismo sensibile che somatizza gli effetti della società
contemporanea e la ripetitività dell’io cristallizzato nell’immagine, fino a generare una
nuova economia del movimento. Il mo’, radicato nell’identità del Sud Italia, si fa emissione
viscerale: rilegge l’archivio, esplora il futuro e vibra nell’estemporaneità del presente.
Ideazione, Regia, Videoarte, Drammaturgia, Costume, Performance Giacomo De Luca, in
collaborazione con il team Visionary Artists For Change
Consulenza storico-artistica per l’arte moderna e contemporanea, drammaturgia e
scenografia Floriana Conte (Università degli Studi di Foggia, Accademia dell’Arcadia);
Consulenza scientifica per l’aspetto psicologico e partecipativo dell’atto
performativo Sabrina Cipolletta (Università degli Studi di Padova)
tutor e mentorship Elena Molon; Tutoraggio Claudio Prati. Assistenza realizzazione
video, camera, post-produzione video b/w, pink Vanessa Pey
Musica Ben Frost – Theory of Machines.
INFO https://www.movimentodanza.org/residanza-2025-finale/


