Vi racconto in breve la storia dell’indovino Tiresia la cui figura mi ha sempre emozionato.
Tiresia è una delle figure più enigmatiche e affascinanti della mitologia greca, un personaggio che incarna al contempo la saggezza e la sventura. La sua vita è segnata da eventi straordinari e trasformazioni che ne hanno fatto un simbolo di conoscenza e di sofferenza, a partire dalle sue origini.
Nato dall’unione tra Evereo, un guerriero della stirpe degli Sparti, e la ninfa Cariclo, Tiresia crebbe a Tebe, una città carica di leggende e avventure. Già da giovane, si trovò costretto a fuggire da Tebe quando gli Epigoni, attaccarono e conquistarono la città. Questo evento segnò l’inizio di una vita avventurosa, caratterizzata non solo da fughe, ma anche da esperienze straordinarie che avrebbero cambiato il suo destino.
Tiresia divenne famoso in tutta la Grecia per una singolare disavventura. Un giorno, mentre si trovava sul monte Cilene, scoprì due serpenti intenti nell’atto di accoppiarsi. Per qualche ragione misteriosa, decise di dividere i due animali, colpendo la femmina con un bastone. In quel preciso istante, la sua vita cambiò radicalmente: Tiresia fu trasformato in donna. Questa nuova forma gli offrì uno sguardo inedito sulla vita, permettendogli di esplorare il mondo da una prospettiva femminile. Durante questo percorso, durato sette anni, Tiresia visse molte esperienze, scoprendo i piaceri e le complicazioni dell’amore tra uomini, una rivelazione che avrebbe influenzato profondamente la sua esistenza e il suo pensiero.
Ma Tiresia non era destinato a rimanere per sempre in questa condizione. Un giorno, tornando nel medesimo luogo dove tutto era iniziato, vide nuovamente una coppia di serpenti accoppiarsi. Questa volta, colpì il maschio e, in un altro colpo del destino, riacquistò la sua forma originaria. La sua vita di metamorfosi e di riscoperta del sé divenne leggendaria e attirò l’attenzione degli dei stessi.
Un giorno, Zeus ed Era, in una disputa sul piacere dell’amore, si trovarono di fronte a un dilemma irrisolvibile: chi tra uomo e donna provava più piacere durante l’atto sessuale? Non trovando risposta né tra gli dei né tra gli uomini, decisero di consultare Tiresia, l’unico mortale che avesse sperimentato entrambi i lati della questione.
Tiresia, dotato di una saggezza innata, non esitò un momento: dichiarò che, se il piacere amoroso fosse stato composto da dieci parti, alla donna sarebbero spettate nove, mentre all’uomo solo una. Questa affermazione, questa rivelazione irritò profondamente Era, che desiderava non far conoscere questa verità, ed accecata dalla furia per la risposta data, decise di punirlo per la sua verità. Con un gesto rabbioso, lo rese cieco. Zeus, pur non potendo rimediare all’errore della moglie, cercò di compensare Tiresia offrendogli il dono dell’infallibilità nella profezia e la capacità di comprendere il linguaggio degli uccelli. Inoltre, gli accordò la straordinaria opportunità di vivere per sette generazioni umane, un dono che amplificò ulteriormente la sua leggenda.
Così, Tiresia si stabilì nei pressi di Tebe, assistito da un giovane allievo, e si dedicò alla divinazione, immergendosi in rituali e sacrifici, cercando di interpretare i segni e le voci del destino. La sua fama crebbe e i nobili di Grecia si recavano da lui in cerca di consigli e profezie, attratti dalla sua oculata saggezza.
Con il passare del tempo, Tiresia raggiunse una veneranda età, diventando un simbolo di conoscenza e introspezione, ma il suo destino non era ancora compiuto. Quando gli Epigoni attaccarono nuovamente Tebe, Tiresia, benché aggredito dalla vecchiaia, desiderò fuggire per salvarsi. Tuttavia, il suo cammino verso la libertà si interruppe in modo tragico. Presso la fonte di Telfusa, bevendo acqua gelida, trovò la morte, chiudendo un ciclo di vita che era stato tanto ricco quanto travagliato.
La storia di Tiresia ci parla di trasformazioni e della ricerca della verità, di saggezza e di sacrificio. La sua figura rappresenta un ponte tra mondi, una connessione tra il visibile e l’invisibile, tra il maschile e il femminile, lasciando un’impronta duratura nella cultura e nella letteratura, un esempio di come ogni esperienza, sia essa una benedizione o una maledizione, possa aprire porte a comprensioni più profonde della vita stessa. Tiresia rimarrà sempre un simbolo di quella eterna ricerca di verità che abita nel cuore di ogni uomo e donna.
Gennaro D’Aria


