ASSEGNATE LE TARGHE DEL PREMIO LANDOLFO, DEDICATO AL GIORNALISTA GENTILUOMO
di Laura Caico
Un giornalista a 360°. Così è stato definito più volte l’indimenticabile vicedirettore del Roma Francesco ( per tutti Franco) Landolfo, scomparso nel 2006, dai molti amici e colleghi intervenuti alla 14° edizione del Premio di giornalismo a lui intitolato, svoltosi – come di consuetudine – nei saloni dell’Istituto di Cultura Meridionale (Palazzo Arlotta, via Chiatamone 63, Napoli), sede del Corpo Diplomatico Consolare Napoli Campania di cui è Segretario Generale il Console Generale di Bulgaria avvocato Gennaro Famiglietti, generoso anfitrione della manifestazione in qualità di presidente del prestigioso Istituto, che ne ha elogiato le grandi qualità personali che ne facevano per lui un amico insostituibile. La cerimonia del Premio di giornalismo “Francesco Landolfo” ha registrato la presenza di tantissimi giornalisti appartenenti a testate nazionali, Tv, radio e carta stampata, venuti ad assistere al conferimento dei premi decisi dalla giuria composta da Antonio Sasso e Pasquale Clemente, rispettivamente direttore editoriale e direttore responsabile del quotidiano “Roma”, Ottavio Lucarelli presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Claudio Silvestri segretario generale aggiunto della Fnsi, Geppina Landolfo segretaria del Sindacato Unitario Giornalisti Campania e vicepresidente nazionale UnArga, Antonella Monaco presidente Arga Campania, Gennaro Famiglietti, presidente dell’Istituto di Cultura Meridionale. Presente e unitissima la famiglia Landolfo con Francesca Fimmanò moglie di Franco e le figlie Adelia e Geppina: molto apprezzata anche la presenza di Mimmo Falco segretario aggiunto federazione nazionale della Stampa, di Piero Treccagnoli, Umberto Belpedio, Franco Buononato e di Valentina Trifiletti moglie di Fabio Postiglione, cronista del Corriere della Sera, per diciotto anni giornalista del “Roma” morto tragicamente il 29 gennaio di quest’anno e alla cui memoria è stato intitolato un premio ritirato dalla moglie. Tra i tanti ricordi, episodi divertenti, sprazzi di humour e momenti ‘calienti’ della vita di redazione di cui hanno parlato Antonio Sasso, Claudio Silvestri, Geppina Landolfo e altri colleghi, di Franco Landolfo sono emersi soprattutto le qualità morali, la signorilità, il tratto gentile e affidabile del suo rivolgersi ai giovani, l’entusiasmo per le cause in cui credeva, la passione per il suo mestiere, la politica, la natura, gli animali, la salubrità dell’ambiente, il benessere dell’umanità, l’amore per la sua famiglia.
Da stima, ammirazione, rispetto e acuta nostalgia per la sua mancanza sono pervasi i racconti di chi l’ha conosciuto molto o poco, di chi lo ha accompagnato per lunga parte del suo percorso umano e professionale o di chi lo ha incontrato solo nell’ultima parte della sua intensa vita, in cui era divenuto anche fondatore e presidente dell’Arga Campania (associazione regionale giornalisti ambiente e agroalimentare): tutti coloro che hanno voluto ricordarne la figura di uomo e giornalista ne hanno delineato il carattere deciso, la capacità di affrontare sfide difficili, la lotta per la salvaguardia di ciò che riteneva giusto, la tenerezza che esprimeva verso i suoi affetti più cari, la delicatezza con cui si dedicava alla protezione di animali – in primis gli uccellini – che nella sua casa di Grumo Nevano trovavano un sicuro rifugio.
Tra gli intervenuti, il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Bartoli che – nel menzionare l’attaccamento di Landolfo al suo lavoro per cui non conosceva orari – ha sottolineato come la buona stampa non piaccia ai paesi più autoritari che non vogliono essere messi in discussione ma neanche a tante altre zone del mondo ‘democratiche’ dove i giornalisti che conducono inchieste su poteri occulti, connivenze, malaffare, governi corrotti sono costantemente soggetti a intimidazioni e minacce, concludendo con l’auspicio che le condizioni professionali dei giornalisti conoscano un netto miglioramento poiché “abbiamo avuto un lungo quinquennio di provvedimenti di legge che hanno ristretto i margini per fare informazione e hanno creato difficoltà, ponendo limiti per il rispetto della dignità delle persone e della loro vita privata, innescando polemiche su ciò che è giusto rendere pubblico”.
Di questo e di altri attacchi alla stampa libera ha parlato anche la segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa Alessandra Costante che ha evidenziato la necessità di tutelare la dignità della categoria giornalistica anche attraverso un riequilibrio economico della professione, motivo per cui il 27 novembre è indetta una grande manifestazione nazionale e il giorno successivo un’astensione dal lavoro per tutte le voci dell’informazione “perché solo dove c’è l’assenza si capisce l’importanza della presenza”. Dell’iniqua condizione retributiva dei giornalisti, dell’atteggiamento indifferente di molti editori, della noncuranza dei governi verso la tutela della categoria ha parlato Roberto Paolo Vicedirettore del “Roma” presidente della cooperativa del ‘Roma’ e presidente Federazione Nazionale Liberi Editori affermando che “Siamo gli ultimi editori puri, che reinvestono in azienda: noi non abbiamo padroni poichè siamo dipendenti di noi stessi e questo è il lato eroico del nostro lavoro perché nessuno ci tutela e siamo più fragili dei colleghi che dipendono da proprietari di testate ed editori. Dopo lunghe riflessioni, abbiamo comunque deciso di appoggiare lo sciopero, per solidarietà con gli altri colleghi, pur senza avere mai firmato il contratto in discussione: lo facciamo perché non è solo una questione di livelli retributivi ma di diritti della categoria.”
In chiusura dell’evento, sono stati assegnati i premi ai vincitori: per la Carta stampata (ex aequo) sono andati a “Amianto, la strage infinita. E i nuovi malati sono sempre più giovani” di Giulia Di Leo (La Stampa) e a “SalvaTerra” di Francesco Parrella (Corriere Extra).
Per la Radio-televisione (ex aequo), premiati “La beffa della Terra dei Fuochi” di Andrea Ruberto (Fuori dal coro, Rete Quattro) e “Il mare negato di Napoli est: sognando l’eterna bonifica” di Rossella Strianese (La linea, Ottochannel tv): invece, per il
Web (ex aequo) il riconoscimento è stato attribuito a “Agricoltura, le imprenditrici sono sempre di più e vogliono innovare il settore” di Giorgia Colucci (Il Sole 24 Ore) e a “Che rumore fa la biodiversità?” di Giulia Martelli (Arpa Campania Ambiente).
La prestigiosa Targa Gianpaolo Necco – consigliere nazionale Fnsi e UnArga, a cui si deve il rilancio delle attività dell’Arga Campania – è andata a Efrem Tassinato per l’impegno nel dare voce alle comunità locali con Wigwam News, mentre le Menzioni speciali sono state assegnate a “Bagnoli ripulita dai volontari” di Francesca Bruciano (Roma online), “Il Parco nazionale del Vesuvio tra natura, agricoltura e innovazione” di Giovanni Frezzetti (Vg 21), “L’Alta Campania del vino pensa alla donazione. Un confronto con Etna e Barolo” di Fosca Tortorelli (Cronache di gusto), “Rosso mediterraneo: il pomodoro biologico in Campania, tra tradizione antica e ricerca d’avanguardia” di Viridiana Myriam Salerno (MediaVox Magazine).










