di Ezio Micillo
C’è un momento, durante ogni grande competizione, in cui tutto si ferma, il rumore delle impastatrici, il vociare del pubblico, perfino l’odore del forno sembra restare sospeso. È il momento dell’annuncio. Quando il nome di Giuseppe Cutraro risuona nel padiglione del NEXT di Capaccio Paestum dell’ex tabacchificio, quel silenzio si spezza in un applauso lungo e convinto. L’annuncio arriva tra un applauso e l’altro, mentre i forni stanno ancora smettendo di brillare. Il pizzaiolo dei Quartieri Spagnoli, oggi affermato in Francia con otto pizzerie, diventa il Campione Mondiale Pizza DOC 2025, primo assoluto in una delle edizioni più affollate e competitive di sempre.
La sua vittoria non nasce da un colpo di fortuna, ma da un percorso costruito con ostinazione. Dai quartieri spagnoli al sottoscala di New York dove a 18 anni impastava per sopravvivere, fino alle luci di Parigi dove ha portato la pizza napoletana contemporanea al grande pubblico. E proprio la sua Pizza Classica, quella con provola e pepe, San Marzano arrostito e un tocco finale di pomodoro confit che diventa il manifesto di questa maturità professionale, un rispetto delle radici, una mano moderna e un’identità precisa.



“Il futuro te lo crei”, ha detto alzando il trofeo, ”Quando ho sentito pronunciare il mio nome ho sentito una scossa. Non era solo una vittoria, era la conferma che tutti i sacrifici, le notti in cucina, le rinunce, gli errori e le ripartenze avevano un senso. Questa non è una medaglia per me, è una medaglia per chi ha creduto che un ragazzo dei Quartieri Spagnoli potesse arrivare fin qui.” Questa volta, le sue parole non sono uno slogan, sono un promemoria per tutti quelli che credono ancora che la pizza sia solo un piatto. Qui, invece, è una storia di vita.
Per Cutraro conquistare questo titolo non significa solo essere il migliore tra centinaia di pizzaioli, significa superare oltre un migliaio di pizze sfornate da più di 600 concorrenti provenienti da 30 Paesi, un mosaico umano che racconta quanto la pizza, oggi più che mai, sia un linguaggio universale. Una Olimpiade del gusto, che ogni anno si estende, si evolve, si racconta.
Oggi Cutraro è proprietario del Gruppo Peppe, otto sedi tra Parigi e Lione, e un modello di imprenditoria gastronomica che unisce anima napoletana e visione contemporanea.



Alle sue spalle, il secondo posto assoluto è andato a Vincenzo Abbate, pizzaiolo napoletano con pizzeria ad Aversa, vincitore della categoria Pizza Contemporanea. Il terzo gradino del podio è stato conquistato da Daniele Gagliotta, “napoletano d’America”, già campione assoluto 2024, trionfatore nella Pizza a Ruota di Carro. Quarto assoluto il francese Pierre James Quirin, vincitore della categoria Pizza Margherita DOC e proclamato anche Miglior Pizzaiolo Estero 2025.
Capaccio Paestum, cornice storica e fertile della dieta mediterranea, ha ospitato una kermesse che ha superato sé stessa: un’edizione record, sostenuta da Comune, Provincia, Regione Campania e Camera di Commercio di Salerno.



La direzione dell’Accademia Nazionale Pizza DOC, guidata da Antonio Giaccoli, ha saputo orchestrare una macchina complessa, competizioni, workshop, area expo con oltre 70 aziende, incontri, talk, trasformandola in un evento che unisce tradizione, business, formazione e spettacolo.
”Siamo il campionato con più competizioni al mondo’‘ ha commentato un entusiasta Giaccoli, ”e non è uno slogan, è un dato di fatto, oggi impossibile da ignorare nella geografia mondiale del food. Questa undicesima edizione non è stata soltanto un evento, è stata una dichiarazione al mondo, il settore della pizza è cresciuto, è maturo, è internazionale. Abbiamo superato ogni record in termini di partecipanti, Paesi rappresentati e categorie in gara. Ma il dato più importante non è la quantità, è la qualità umana e professionale che si è vista al NEXT. Quando vedi arrivare pizzaioli da trenta Paesi diversi, capisci che il nostro lavoro di formazione e di promozione sta portando frutti concreti. La pizza è un linguaggio universale, ma per valorizzarla servono cultura, studio e confronto. Ed è quello che l’Accademia cerca di costruire ogni anno. Il Campionato Mondiale Pizza DOC non è solo una sfida ma è un laboratorio. È un luogo dove i pizzaioli imparano, si mettono in gioco, crescono. Vederli tornare da un’edizione all’altra più maturi, più consapevoli, più tecnici, è la vera vittoria di questo progetto. Il merito non è solo mio ma della mia famiglia. Senza il loro impegno quotidiano, senza la dedizione della mia famiglia, del team dell’Accademia, un evento di questa portata non sarebbe possibile. Organizzare una macchina così complessa richiede cuore, testa e sacrificio. E la mia famiglia c’è sempre stata, ogni giorno, per undici anni. ”Quest’anno volevamo un passo avanti, qualcosa che portasse la competizione su un piano ancora più culturale. E così abbiamo pensato ad introdurre una novità, la categoria Pizza e Vino, ideata e curata magistralmente dalla giornalista Antonella Amodio. Un’idea che giustifica questo salto, la pizza quindi non è più solo un piatto, è un’esperienza gastronomica completa. Abbinarla al vino significa riconoscerle la dignità che merita.”



Questa nuova categoria Pizza e Vino è stata quindi una vera rivoluzione. Antonella Amodio ha portato un respiro nuovo, una visione che mancava. A spiegarlo è proprio lei, ”l’abbinamento del vino alla pizza non è un gioco, è cultura, è sensibilità, è dialogo tra due mondi. Poter partecipare a un evento dove la pizza incontra il vino in maniera così ragionata è un privilegio.”
Più di 100 giornalisti, foodblogger ed esperti hanno assaggiato, valutato, raccontato. Accanto alle gare, i DOC Talk, condotti da Luca Fresolone, la celebre Cucina del Presidente, hanno alternato chef stellati come Paolo Gramaglia, giornalisti, autori e influencer, fino a progetti sociali dedicati all’inclusione.
Ecco tutti i vincitori per categoria:
- Pizza Classica, ovvero la pizza specialità del concorrente: 1. Giuseppe Cutraro, 2 ex aequo Simone Magliulo e Andrea Mazzucca, 3 ex aequo Alberto Paolino e Gannaro Arrichiello;
- Pizza Margherita DOC, anche senza rispettare il disciplinare STG: 1. Qurin Pierre James, 2. Morelys Carrero, 3 ex aequo Salvatore D’Ambrosio e Cristian Nasti;
- Pizza Contemporanea, realizzata con tutte le moderne tecniche di impasto: 1. Vincenzo Abbate; 2 ex aequo Andrea Lecca e Giuseppe Pasquale Ciaburri, 3 ex aequo Cosimo Chiodi e Daniele Gagliotta;
- Pizza a Ruota di Carro, la classica pizza napoletana dal diametro tra i 35 ed i 40 cm: 1. Daniele Gagliotta, 2 ex aequo Pietro Musto e Salvatore Lo Faro; 3. Espedito Ammirata;
- Pizza in Teglia, ovvero la classica pizza a fette; 1. Vincenzo Marco Della Rocca, 2. Antonio Gargiulo, 3. Fabio Strazzella;
- Pizza in Pala, la classica pizza scrocchiarella: 1.Felice Mellone, 2. Davide Montalbano, 3. Paolo Valles;
- Pinsa Romana, famosa per la sua forma ovale: 1. Gianluca Piersanti, 2. Luigi Ontella, 3. Gabriele Ferrarese;
- Pizza senza Glutine, la pizza gluten free margherita o classica: 1. Rosa Anna Citro, 2. Paolo Valles, 3. Fabio Cartone;
- Pizza Fritta, il classico “battilocchio” o quella larga con “due pettole”: 1. Isabella De Cham, 2. Giovanni Barbieri, 3. Mario Dattilo;
- Fritti, ovvero le 3 tipologie di fritto classico e contemporaneo come il crocchè di patate, arancino e frittatina di pasta: 1. Vito Iuorio, 2. Ferdinando Gilvetti, 3. Simone Magliulo;
- Pizza Gourmet, la pizza realizzata come un piatto di alta ristorazione, sia salata che dolce: 1. Giuseppe Cutraro, 2. Carlo Cardone, 3. Durman Esquivel Quesada;
- Pizza Romana a mattarello, novità di quest’anno, ovvero la classica pizza tonda romana stesa con il mattarello: 1. Vanessa Savi, 2. Giuseppe Pompamea, 3. Mattia Di Giavannantonio ;
- Pizza Parigina, novità di quest’anno, uno dei pezzi di rosticceria più iconici della cucina napoletana: 1. Fabio Ciano di Cianò Parigine;
- Pizza in Team, con più concorrenti che possono concorrere in team anche in categorie differenti: 1. New Sud con Fabio Strazzella, Alex Muscaritolo, Angelo Buzzacchino, Gabriele Ferrarese; 2. Team Las Vegas con Antonio Mazza, Vincent Cavaleri, Cosimo Chiodi, Gianluca Abbate; 3. Cilento Pizza con Giuseppe Bonviso, Giuseppe D’Alessandro, Alberto Paolino, Gabriele Passarelli; 3 Team Romania con Iannis Antonelakis, Vlad Holicov, Simone Castaldi, Alessandro Cardone;
- Pizza a due, la collaborazione con uno chef o pasticcere o pizzaiolo: 1. Tamer Mohamed Ali, 2. Mohamed Moustafa E, 3. Veronica Matturo;
- Brand di Pizzeria, un vero e proprio mini torneo tra grandi catene di pizzerie: 1. Manuè Ristorante Pizzeria di Bergamo; 2. Da Zero di Milano; 3 ex aequo Rossanos e Al Sotto Porzio di Napoli;
- Pizza DOC School, ovvero il concorso dedicato agli istituti scolastici alberghieri: Istituto scolastico “Ancel Keys” di CastelNuovo Cilento a vincere il primo premio;
- Free Style, il vero spettacolo acrobatico tra pizza e pizzaiolo: 1. Francesco Valente, 2. Alex Muscarutolo, 3. Rodny Lopez;
- Pizza più larga, la pizza dal diametro più lungo: 1.Susana Sanchez Cruz, 2. Walter Di Natale, 3. Giovanni Lisa;
- Pizza più veloce, la pizza stesa nel minor tempo possibile: 1. Alfio Cavallaro, 2. Luigi Pappacena, 3. Giovanni Lisa;
- Trofeo Panuozzo DOC, dedicata ad un vero e proprio fratello della pizza: 1. Fabio Strazzella, 2 Nunzio Mascolo, 3. Flavio Di Martino;
- Trofeo Pizza e Vino, novità di quest’anno, dove si celebra e si premia il pairing tra pizza e calice di vino: 1. Cosimo Chiodi, 2. Francesco Pio Comune, 3 Michele Friello
- Trofeo Pizza e Drink, novità di quest’anno, ovvero il pairing tra pizza e cocktail: 1. Michele Friello, 2. Balazs Attila, 3. Mario Libero;
- Pizza DOC Lovers, la categoria per i pizzaioli amatoriali: 1. Antonio Castiello, 2. Alessandro Memoli, 3. Massimo Esposito.
Tra le tante menzioni speciali, ricordiamo:
- Miglior Pizzaiolo Estero 2025 – Pierre James Quirin
- Miglior Pizzaiola Doc 2025 – Isabella De Cham
- Pizza DOC Special 2025 – Giuseppe Cutraro
E mentre al NEXT si spengono lentamente i forni e le luci, resta l’eco di una competizione che continua a crescere, a unire, a innovare. E soprattutto resta un messaggio chiaro: la pizza, oggi più che mai, è un patrimonio mondiale. E Napoli continua a esserne il cuore pulsante.

