COMUNICATO STAMPABologna, 14 novembre 2025 ‘SPES4Caregivers’ conferma ANT tra i riferimenti europei nel supporto al caregiving, all’indomani della sua partecipazione alla stesura del DDL in materia Il 14 novembre il lancio del progetto Erasmus+, di cui l’ETS bolognese è capofila, dedicato alla formazione di chi si prende cura di una persona cara anziana o malata È stato presentato venerdì 14 novembre, nella sede di Fondazione ANT a Bologna, il progetto Erasmus+ ‘Stand by Palliative and Elderly Caregivers’ (abbreviato in ‘SPES4Caregivers’), del quale l’ETS fondato nel 1978 dal prof. Franco Pannuti risulta promotore e capofila. Accanto ad esso, in qualità di partner operativi accomunati dall’impegno nella costruzione di strumenti formativi efficaci e inclusivi mirati all’alleviamento dello stress e alla tutela della qualità di vita dei caregiver familiari e professionali, la Galilee Palliative Care Unit con sede a Spata, nella provincia greca dell’Attica, i francesi degli Hospices Civils de Lyon, lo Institutul Postliceal Phoenix Associatie di Cluj Napoca, in Romania, e i connazionali dell’Università degli Studi di Padova. Il progetto, finanziato assieme a soli altri 17 su un totale di 191 candidature, si inserisce, dunque, nel solco delle attività di tutela dei caregiver culminate con la partecipazione di Fondazione ANT al tavolo interministeriale finalizzato alla stesura dell’ultimo DDL sul riconoscimento del caregiver familiare. Nel concreto, dopo una prima fase dedicata alla individuazione dei bisogni specifici della popolazione target attraverso interviste a 20 caregiver, le cinque realtà coordinate da Fondazione ANT lavoreranno, nei prossimi mesi, alla progettazione di materiali didattici ad hoc e alla messa a punto di un programma formativo articolato in tre moduli (‘Riconoscimento e consapevolezza dei sintomi del burnout’, ‘Uso dell’empatia per imparare meglio a riconoscere le emozioni proprie e altrui’ e, infine, ‘Strategie per ridurre lo stress e prevenire il burnout’). Il tutto affiancato da un costante lavoro comune di ricerca sui risultati raggiunti e di disseminazione delle buone pratiche al centro del progetto. Le risorse didattiche verranno poi proposte sotto forma di e-book, video e tracce audio disponibili sul web, per consentire un accesso facile e diretto ai contenuti da parte di più persone possibile.A livello di obiettivi pratici, invece, si distinguono:− l’ideazione di uno strumento di misurazione e valutazione quali-quantitativo peranalizzare i risultati dell’apprendimento e l’efficacia del corso− la redazione di una griglia per riportare i principali temi delle interviste e consentirecosì un’analisi tematica qualitativa;− la costruzione di un modello per riportare i vissuti e le osservazioni degli intervistatoridurante ogni intervista;− la pubblicazione di articoli scientifici nelle principali riviste del settore, il coinvolgimento e la partecipazione in importanti conferenze scientifiche europee, e la co-organizzazione, con gli altri partner, di una Conferenza/Congresso Internazionale;− la creazione, insieme con i partner clinici e i soggetti esterni interessati, di linee guida per interventi finalizzati alla prevenzione e alla promozione della salute, che possano essere facilmente utilizzati per realizzare futuri interventi o possano essere condivisi attraverso una piattaforma di co-working all’interno di iniziative simili. Il progetto Erasmus+ ‘SPES4Caregivers’, dunque, si inserisce perfettamente nel solco delle tante iniziative di “addestramento del caregiver” (inteso come un percorso di coinvolgimento e di formazione che mira a fornire ai caregiver le competenze necessarie per assistere efficacemente una persona anziana o con disabilità a domicilio, riducendo stress e ansia e migliorando la qualità di vita del paziente e della famiglia) con le quali Fondazione ANT integra da decenni i propri percorsi assistenziali. In testa alle quali figurano i corsi periodici di formazione, attivi presso quasi tutte le sedi di ANT, rivolti a tutti i cittadini che si occupino di un proprio caro sofferente di tumore o di altre patologie croniche, i cui contenuti sono riassunti all’interno del manuale “Vicino a chi sta vicino”, scaricabile dal sito ANT e disponibile in forma caracea presso le sedi. Dal punto di vista clinico, il Servizio di Psico-Oncologia ANT segue ogni anno più di 1.000 caregiver, sia durante la fase dell’assistenza al paziente oncologico sia dopo, qualora ci sia bisogno di un aiuto per l’elaborazione del lutto. Senza contare che il caregiver rappresenta poi un tema centrale anche per la ricerca di ANT, da anni impegnata in numerosi studi sui bisogni assistenziali dei caregiver allo scopo di proporre modelli di intervento innovativi e sempre più orientati all’efficacia, alla personalizzazione e alla sostenibilità. “La dimensione nazionale di ANT, lo conferma la diffusione delle nostre attività di assistenza e prevenzione, è da decenni un dato assodato. Ma da qualche tempo, grazie soprattutto alla preparazione e alla competenza della nostra unità operativa di Formazione e Ricerca, ci misuriamo con successo anche sul teatro delle collaborazioni, dei progetti didattici e dei bandi europei. Il progetto SPES, però, per la prima volta ci vede addirittura capofila di un quintetto di meritorie realtà internazionali, con l’obiettivo concreto di fornire un sostegno sempre più organico ed efficace a un portatore di interesse chiave per il mondo dell’oncologia e delle cure palliative quale è il caregiver. In questa sede, quindi, crediamo sia particolarmente opportuno rivolgerci alle istituzioni europee, attraverso i membri del Parlamento UE qui presenti, per affermare che Ant è pronta a cogliere le esigenze della nostra società e metterle a sistema. Siamo, insomma, maturi per sederci ai tavoli della Comunità Europea e per scrivere le linee guida dei prossimi bandi europei. Convinti che, per vincere le sfide che il futuro ci offre, ci sia bisogno prima di tutto delle competenze e dei talenti che in ANT non mancano”. Questo il punto di vista di Raffaella Pannuti, presidente di Fondazione ANT. “Quando parliamo di sostegni ai caregiver parliamo di servizi davvero fondamentali, tanto più in una Regione che fu la prima, nel 2014, a dotarsi di una specifica legge in materia. Ora, oltre al Fondo Regionale, servirebbe una legge nazionale che spero l’attuale Governo approvi presto, ma intanto abbiamo ANT, che come sempre si è comportata e si comporta, in relazione a questo tema, in modo straordinario. E proprio ad ANT e alla sua presidente vanno i miei complimenti per essersi meritata un finanziamento europeo, per nulla scontato, a sostegno del suo progetto di formazione dei caregiver“, ha dichiarato Stefano Bonaccini presidente del Partito Democratico ed europarlamentare. “Si tratta di un progetto molto importante, che dimostra come ANT sia una realtà di eccellenza a livello europeo e il suo “modello” debba essere replicato in tutto il continente. Non solo ANT si è dimostrata capace di vincere un bando così strutturato, ma anche di portare avanti un dialogo istituzionale a tutto tondo riguardo la stesura dell’ultimo DDL sul riconoscimento del caregiver familiare, una norma da tempo attesa”. Ha argomentato Stefano Cavedagna, deputato del Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei al Parlamento UE per Fratelli d’Italia. Del resto, la questione del caregiving in ambito di cure palliative (ma anche in altri ambiti, come l’assistenza all’anzianità e alla cronicità patologica in generale) è quantomai seria, se è vero che in Europa i caregiver informali/familiari costituiscono il 12-18% della popolazione adulta e forniscono l’80% di tutta l’assistenza a lungo termine a 30,8 milioni di individui, e si prevede che aumenterà di oltre 7 milioni di persone entro il 2050. Parlando di Italia, invece, i caregiver familiari sono circa 7 milioni, dei quali il 60% donne, spesso persone anziane e a loro volta affette da una o più patologie croniche, oppure figli che devono riuscire a trovare un equilibrio tra l’assistenza al genitore anziano e la loro vita personale, familiare e professionale. Tutto ciò, peraltro, sullo sfondo di un pesante carico fisico, psicologico, emotivo, organizzativo ed economico con quattro caregiver su dieci (41%) che dichiarano di aver sviluppato malattie croniche che prima non avevano, con in testa quelle psichiatriche seguite da quelle scheletro-muscolari, cardiovascolari e gastro-intestinali. In sintesi, il lancio di ‘SPES4Caregivers’ conferma dunque l’orizzonte continentale delle attività di Fondazione ANT, che da anni figura all’interno di numerosi network internazionali come l’International Association for Hospice & Palliative Care (IAHPC), l’European Cancer Patients Coalition (ECPC) e l’European Association for Palliative Care (EAPC) dove ANT ha recentemente fatto parte del board di esperti per la stesura dell’Atlas of Palliative Care in the European Region 2025. Mentre, per quanto riguarda i progetti Erasmus+, la ormai decennale esperienza di progettazione europea di ANT le è valsa la vittoria di vari bandi sia nella sezione dedicata all’Adult Education (rivolti quindi, prevalentemente, a pazienti, caregiver e cittadini in generale) sia nella Higher Education (finalizzata alla formazione universitaria), sia nella Vocational Education and Training and Training (per la formazione professionale).     Profilo Fondazione ANT Franco Pannuti ETSNata nel 1978 per opera dell’oncologo Franco Pannuti, dal 1985 a oggi Fondazione ANT Franco Pannuti ETS – la più ampia realtà non profit per l’assistenza specialistica domiciliare ai malati di tumore e la prevenzione gratuite – ha curato oltre 155.000 persone in 12 regioni italiane (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Marche, Campania, Basilicata, Puglia, Umbria). Ogni anno oltre 10.000 persone vengono assistite nelle loro case da équipe multidisciplinari ANT che assicurano cure specialistiche di tipo ospedaliero e socio-assistenziale, con una presa in carico globale del malato oncologico e della sua famiglia. Sono complessivamente 484 i professionisti che lavorano per la Fondazione (medici, infermieri, psicologi, nutrizionisti, fisioterapisti, farmacisti, operatori socio-sanitari etc.) cui si affiancano oltre 2.000 volontari impegnati nelle attività di raccolta fondi necessarie a sostenere economicamente l’operato dello staff sanitario. Il supporto offerto da ANT affronta ogni genere di problema nell’ottica del benessere globale del malato. A partire dal 2015, il servizio di assistenza domiciliare oncologica di ANT gode del certificato di qualità UNI EN ISO 9001:2008 emesso da Globe s.r.l. e nel 2016 ANT ha sottoscritto un Protocollo d’intesa non oneroso con il Ministero della Salute che impegna le parti a definire, sostenere e realizzare un programma di interventi per il conseguimento di obiettivi specifici, coerenti con quanto previsto dalla legge 15 marzo 2010, n. 38 per l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. ANT è inoltre da tempo impegnata nella prevenzione oncologica con progetti di diagnosi precoce del melanoma, delle neoplasie tiroidee, ginecologiche e mammarie. Dall’avvio nel 2004 sono stati visitati gratuitamente 275.000 pazienti in 88 province italiane. Le campagne di prevenzione si attuano negli ambulatori ANT presenti in diverse regioni, in strutture sanitarie utilizzate a titolo non oneroso e a bordo dei due Ambulatori Mobili – BUS della Prevenzione. I mezzi, dotati di strumentazione diagnostica, consentono di realizzare visite su tutto il territorio nazionale. ANT opera in Italia attraverso 100 delegazioni e 58 “da Cuore a Cuore – Charity Point” (luoghi rivolti alla raccolta fondi, ma anche allo sviluppo di idee, progetti e relazioni), dove la presenza di volontari è molto attiva. Alle delegazioni competono, a livello locale, le iniziative di raccolta fondi e la predisposizione della logistica necessaria all’assistenza domiciliare, oltre alle attività di sensibilizzazione. Prendendo come riferimento il 2024, ANT finanzia la maggior parte delle proprie attività grazie alle erogazioni di privati (41%) al contributo del 5×1000 (16%) a lasciti e donazioni (13%). Il 15% di quanto raccoglie deriva da fondi pubblici. Uno studio condotto da Human Foundation sull’impatto sociale delle attività di ANT, ha evidenziato che per ogni euro investito nelle attività della Fondazione, il valore prodotto è di 1,90 euro. La valutazione è stata eseguita seguendo la metodologia Social Return on Investment (SROI). L’indagine è stata ripetuta tra il 2020 e il 2021 basandosi sulla Teoria del cambiamento. La ricerca, realizzata sempre da Human Foundation, rileva come a ogni euro investito negli ODO-ANT corrispondano circa 5 euro di beneficio (stime effettuate su valori medi, per un periodo di assistenza di 4 mesi): secondo i vari indicatori, infatti, i benefici economici a favore di assistiti, caregiver e SSN sono di oltre 7 mila euro in media per assistito, a fronte di circa 1.500 euro di costo medio per ANT. |