NINO 18 GIORNI: IL DOCUFILM SU NINO D’ANGELO DI TONI D’ANGELO

È stato presentato a Napoli, in  anteprima, preceduto da una conferenza stampa, il docufilm “NINO 18 GIORNI”  di Toni D’Angelo sulla vita di suo padre Nino D’Angelo, che potrà essere visto solo al cinema dal 20 novembre 2025.

Il film si intitola NINO 18 GIORNI perché prende spunto dell’episodio della nascita di Toni, figlio primogenito di Nino D’Angelo e di Annamaria Gallo ( la vera Annamaria, da non confondere con l’attrice Roberta Olivieri che ha interpretato il ruolo della fidanzata, Annamaria, Anna, Maria, di Nino D’Angelo  in tanti film ) avvenuta quando Nino era in tournée a Palermo per ben 18 giorni ( inizialmente le date dovevano essere due, ma visto l’enorme successo riscosso, furono portate a 18).

Toni nel film documentario narra con la sua voce e con le sue immagini la vita e la

carriera di suo padre.

Nel film vengono mostrate le varie abitazioni in cui Nino ha vissuto, a San Pietro a Patierno quartiere di Napoli, a Casoria ed a Roma.

È l’omaggio di un figlio al padre per ritrovare attraverso lui anche se stesso.

Infatti essere figlio d’arte, contrariamente a quel che si crede, non è semplice da gestire, e Toni l’ha ben descritto nel film. Quando era piccolo, a Toni essere figlio di Nino dava un pò fastidio, perché si sentiva  privato della sua identità e della sua libertà, per tutti era ” il figlio di Nino D’Angelo”, poi questa condizione cambiò quando andarono a vivere a Roma. Oggi il rapporto invece tra figlio e padre è bellissimo, specialmente da quando Toni è diventato padre, come dice nel film, è da allora che ha compreso tante cose che si innescano nella relazione padre/figlio e viceversa. Entrambi, Nino e Toni, sono orgogliosi l’uno dell’altro. Nino, che nel film documentario occupa un ruolo preminente, perché se la voce narrante è quella di Toni, la descrizione dei luoghi e delle persone è affidata a Nino che si rivolge nel film a Toni ed indirettamente a tutti noi.

Per coloro che conoscono la vita e la carriera di Nino si da quando sono nati, cresciuti con le sue canzoni e con i suoi film, come la scrivente, assistere alla proiezione di NINO 18 GIORNI è un regalo, perché si entra nel mondo privato di Nino, sempre descritto ma quasi mai visto.

Nel film nulla viene tralasciato, vengono descritti i momenti belli e quelli bui.

Per Nino i legami familiari sono la cosa più importante della vita.

Nino ha dichiarato che essere stato diretto da suo figlio Toni è stata una esperienza bellissima ed un privilegio.

Durante la conferenza Nino ha espresso parole d’amore per Napoli, la sua città, ed è entusiasta per il rilancio turistico che ha avuto negli anni, perché ha affermato che Napoli non è cambiata rispetto a prima, è sempre stata così, ma era offuscata.

Non sono mancati, in conferenza riferimenti alla carriera di Nino, che partendo dal basso è riuscito ad affermarsi e diventare il mito Nino D’Angelo. Nino ha dichiarato di aver attuato, al tempo del suo esordio e successivamente della sua affermazione, una rivoluzione in campo musicale, perché in quegli anni la canzone napoletana si divideva tra Mario Merola e Pino Mauro e con il repertorio canoro che li contraddistingueva, mentre con Nino la musica cambia, per melodia ed argomenti trattati.

Infine una precisazione che il Maestro Nino D’Angelo ha voluto fare, sulla parola “riscatto” che molto spesso viene attribuita sia a Napoli che a lui stesso. Nino infatti ha dichiarato che non esiste nessun riscatto per Napoli, perché, come anzidetto, Napoli è stata sempre così come oggi si dimostra; mentre riguardo il suo riscatto è una cosa che non ha più senso, in quanto Nino se ha avuto un riscatto, lo ha avuto nel momento in cui è passato da Gaetano D’Angelo a Nino D’Angelo.

Articolo e foto di Sara Buccaro

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