Presentazione della Mostra “Oculus-Spei”
Questa mattina si è svolta presso la sede del Tesoro di San Gennaro la conferenza stampa di presentazione della mostra “Oculus-Spei”, un evento multimediale che promette di conquistare i cuori e le menti dei visitatori. Alla presenza del Prefetto dott. Michele di Bari, l’incontro ha riunito artisti, autorità e appassionati d’arte per celebrare questo progetto innovativo.
L’artista Annalaura di Luggo ha illustrato il concetto dell’opera, che si configura come un percorso immersivo e interattivo tra cinque Porte Sante. L’intento è quello di unire arte, tecnologia e spiritualità in un’esperienza emozionante e profonda, centrata sul tema della Speranza.
La mostra “Oculus-Spei” approda a Napoli nell’ambito delle celebrazioni di Napoli 2500, un’iniziativa promossa dal Comitato Nazionale Neapolis 2500, istituito congiuntamente dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero della Cultura. Il progetto riceve altresì il patrocinio morale del Giubileo 2025, del MAECI e del Ministero della Giustizia. Questi eventi pongono Napoli al centro di un dibattito culturale vibrante e assolutamente contemporaneo.
Dopo le sue prime tappe al Pantheon di Roma, al Museo de’ Medici di Firenze e alla Cappella della Sindone presso i Musei Reali di Torino – tutti luoghi simbolici di fede, rinascita e innovazione – “Oculus-Spei” torna a Napoli, dove nel 2024 ha avuto origine sia l’opera che l’omonimo documentario. Realizzato dall’artista con la partecipazione di quattro protagonisti con disabilità provenienti da diverse nazioni e residenti a Napoli, il documentario diventa un potente simbolo di speranza e inclusione. Francesca Ummarino, Direttrice del Museo del Tesoro di San Gennaro, ha rimarcato l’importanza storica e culturale di ospitare una mostra così significativa, che si integra perfettamente con il patrimonio unico della città.
Il curatore Ivan D’Alberto ha evidenziato il lavoro creativo che c’è dietro la realizzazione di “Oculus-Spei”, sottolineando l’interazione tra l’arte contemporanea e i temi spirituali, non solo come un riflesso della cultura italiana ma come un richiamo universale alla speranza.
La presentazione della mostra “Oculus-Spei” rappresenta un punto di svolta nel dialogo interculturale che Napoli, storicamente crocevia di culture e tradizioni, riesce sempre a incarnare. Non solo un’esposizione d’arte, ma un invito a riflettere su valori comuni, sull’inclusione e sulla resilienza umana. La presenza di figure importanti come il Prefetto Di Bari e diversi membri della comunità artistica sottolinea il sostegno delle istituzioni verso iniziative che promuovono il bene collettivo, la valorizzazione della diversità e l’importanza della speranza nelle nostre vite quotidiane.
In un mondo caratterizzato da fratture e divisioni, “Oculus-Spei” si propone come un faro luminoso, capace di avvicinare persone di ogni estrazione sociale e culturale. Grazie all’uso innovativo della tecnologia e all’approccio inclusivo dell’artista, la mostra offre un’opportunità unica di entrare in contatto con realtà diverse e di esplorare insieme l’essenza della speranza.
Rivolgo dunque un invito a tutti gli appassionati d’arte, ai curiosi e a chiunque desideri riflettere sul significato della speranza di visitare questa mostra unica. “Oculus-Spei” è un’occasione imperdibile per immergersi in un’atmosfera che è tanto un’esperienza visiva quanto un cammino interiore. Andate a scoprire come l’arte possa ispirare cambiamenti, rinnovare credenze e contribuire a costruire un futuro migliore.
Non perdete l’opportunità di vivere questo straordinario viaggio, aperto a tutti.
La mostra “Oculus-Spei” serve a catturare l’interesse del pubblico, invitando tutti a partecipare a un evento che potrà certamente lasciare un segno indelebile nella memoria collettiva e culturale della nostra amata Napoli.
La mostra sarà aperta al pubblico fino all’11 febbraio 2026, durante gli orari di visita del museo, invitando tutti a un viaggio di scoperta e riflessione, in un panorama che combina meraviglia artistica e ricerca interiore.
Gennaro D’Aria













