PEPPE BARRA, IL MATTATORE DEL TEATRO D’AUTORE
Di Laura Caico
Una verve inesauribile. Sorprendente e coinvolgente la carica emotiva che Peppe Barra ha sprigionato sul palcoscenico del Teatro Cilea di Napoli, inaugurandone la stagione 2025/26 con il suo recital “Buonasera a tutti – Dai miei disordinati appunti”, diretto dal regista Francesco Esposito, con cui rimarrà in scena sino al 9 novembre: una sfolgorante carrellata di amarcord e flashback con cui ha percorso a ritroso 60 anni di carriera, evidenziandone i momenti più significativi, come l’imprinting artistico ricevuto dai genitori – il fantasista Giulio Barra e la moglie Concetta Grasso Barra – con cui ha vissuto il teatro sin da piccolissimo, respirando l’atmosfera dei palcoscenici, l’andirivieni degli artisti, le luci dei riflettori e l’inebriante magia degli applausi. Nel corso della rappresentazione emergono figure che hanno inciso profondamente nella sua vita e nella sua arte, dalla mitica Zietta Liù al Maestro Roberto De Simone suo mentore, accompagnati da monologhi, canzoni, incredibili variazioni di voci e personaggi: un trasformismo vocale impressionante che ha suscitato apprezzamenti ad alta voce dalla platea prontamente conquistata dalla sua bravura.
Grande protagonista, Peppe ha riempito la scena col suo immenso talento e con l’unica compagnia del pianista M° Luca Urciuolo che ha efficacemente sottolineato con la sua musica i momenti più intensi dello spettacolo che – senza alcun intervallo – ha rapito gli spettatori trascinandoli nella originalissima cavalcata teatrale, spingendoli a partecipare con cori e battimani: ironia, malinconia, guizzi di sapida irriverenza napoletana, sfottò ben congegnati, intercalati da ruvide espressioni dialettali – da lui definite sarcasticamente ‘francesismi’ – hanno punteggiato la sua esibizione, nel solco della migliore tradizione teatrale della terra di Partenope.
Pochissimi e rapidi i cambi di abito con cui ha interpretato diverse situazioni del suo passato sospese fra gioia e sofferenza, tra cadute e risalite, tra amarezze e consolazioni, spaziando tra prosa e poesia con diversi stili di recitazione, e con camaleontica abilità: nel poutpourrì di “Buonasera a tutti – Dai miei disordinati appunti” confluiscono varietà e avanspettacolo, teatro impegnato e cabaret, repertorio popolare e colto partenopeo, tradizioni napoletane e innovazioni di notevole respiro. La maschera dell’ironia filtra tutto ma lascia intravedere l’enorme sensibilità dell’artista che fa rivivere sul palco amori e dolori con le parole di Basile, Petito e Viviani, allargando e comprimendo la fisarmonica delle sue emozioni: Barra sa toccare il cuore del pubblico che non manca di ricompensarlo con calore tutto partenopeo. Mentre lo spettacolo volge al termine, arrivano immancabili le richieste di bis subito soddisfatte, sino alla chiusura in bellezza con una fantastica ‘Tammurriata nera’ con cui l’incredibile voce di Peppe Barra ha modulato i suoni di un’orchestra intera, suscitando un uragano di applausi.









