Una serata per la pace: “Make Pizza Not War”
Il 20 ottobre 2025, il Gran Caffè Gambrinus di Napoli ha ospitato una conferenza stampa che ha anticipato un evento davvero speciale: la presentazione del progetto “Make Pizza Not War”. Dietro a questa iniziativa si cela un’idea semplice ma potente: utilizzare la pizza, simbolo di convivialità e amore, come strumento di pace e comunicazione tra le culture. Ieri sera, presso la pizzeria “Le Figlie di Iorio”, il progetto ha preso vita attraverso un incontro che ha riunito amici, appassionati della buona cucina e sostenitori della pace.
La serata è stata illuminata dalla presenza di Alfonso Pecoraro Scanio, figura di spicco nel panorama politico e ambientale italiano, il quale ha abbracciato l’iniziativa con entusiasmo. Il suo intervento ha messo in luce l’importanza di promuovere valori di solidarietà e unità anche attraverso qualcosa di apparentemente semplice come la pizza. “Non esiste un linguaggio universale più accessibile e accogliente di quello del cibo”, ha affermato Scanio, sottolineando come la tradizione gastronomica italiana possa fungere da ponte tra diversi popoli e culture.
La pizzeria Le Figlie di Iorio, conosciuta per la sua autenticità e dedizione alla tradizione, ha messo in campo un menu che rifletteva non solo le radici napoletane, ma anche una visione globale di pace. Ogni pizza servita era non solo una delizia per il palato, ma un messaggio di speranza e amicizia. Dalla Margherita classica alla specialità con ingredienti autentici e genuini del nostro ricco territorio, ogni portata raccontava una storia di unione e condivisione.
Il profumo della pasta appena cotta si mescolava all’aroma del vino novello della cantina Tizzano, che ha accompagnato perfettamente i piatti. Le risate e i brindisi hanno risuonato tra i tavoli, creando un’atmosfera di festa e accoglienza. Gli ospiti non erano semplici commensali, ma partecipanti attivi a una celebrazione della vita e della fratellanza. La serata ha dimostrato che la cucina può essere un atto politico, capace di rompere le barriere e favorire il dialogo.
“Make Pizza Not War” non è solo un gioco di parole; è un invito a riflettere. In un mondo sovente diviso da conflitti e tensioni, la possibilità di unirsi attorno a un tavolo, per condividere cibo e storie, rappresenta un gesto potente. Durante la serata, discussioni opinioni ed interventi hanno evidenziato come la pace non sia semplicemente l’assenza di guerra, ma uno stato di benessere collettivo costruito su basi solide di rispetto e cooperazione.
Quest’incontro ha fatto molto più che celebrare un progetto; ha ridato slancio alla convinzione che le piccole azioni quotidiane possano contribuire a un cambiamento globale. La pizza, simbolo di unità e convivialità, ha assunto un nuovo significato alla luce di questa iniziativa, diventando ambasciatrice di pace e solidarietà.
Mentre il sipario calava sulla serata, gli ospiti lasciavano la pizzeria con il cuore gonfio di speranza e il desiderio di continuare a sostenere cause nobili. “Make Pizza Not War” non sarà solo un progetto da ricordare, ma una chiamata all’azione per tutti noi, affinché possiamo continuare a lavorare insieme per un futuro migliore, dove la pace regna sovrana, proprio come una pizza ben condita: calda, accogliente e ricca di sapore.
Riflettendo su quest’esperienza unica, non posso fare a meno di pensare che ogni fetta di pizza sia una fetta di sogno, un passo verso un domani più luminoso, ricco di esperienze da condividere e relazioni da costruire. E chissà, forse un giorno, il mondo intero può imparare a fare la stessa scelta: “Make Pizza Not War”.
Foto e articolo Gennaro D’Aria








