di Ezio Micillo

La VII edizione di “Eruzioni del Gusto” alla Reggia di Portici si è confermata un’occasione centrale per mettere al centro il cibo come patrimonio culturale, salute e futuro del territorio. Un evento che intreccia promozione enogastronomica e riflessione sulle filiere alimentari, coinvolgendo istituzioni, ricerca e comunità locali.

La manifestazione è stata curata da Oronero, associazione che promuove lo scambio culturale tra i popoli in un’ottica di sviluppo economico pacifico, valorizzando in particolare coloro che vivono nelle aree vulcaniche del pianeta. Un impegno che mette al centro i valori, le peculiarità e la ricchezza ambientale delle Terre Vulcaniche e delle Aree Marine Vulcaniche, senza tralasciare tutte le realtà che con queste condividono una storia e un’identità legata alla forza della natura.

Alle ore 15, nell’aula Magna della Reggia, la sala Cinese, nota per gli affreschi che evocano un’atmosfera settecentesca e per la decorazione con porcellane, si è aperto l’incontro V.I.T.A., Valore Innovazione e Tutela Alimentare, dedicato a una comunità alimentare più consapevole e sicura. L’evento è stato moderato da Giuseppe Orefice, consigliere dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Campania e Lazio.

I lavori sono stati aperti dal presidente dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Campania e Lazio, Giovanni Vitiello, che ha evidenziato la necessità di una maggiore consapevolezza alimentare e di strumenti capaci di tutelare i consumatori e il patrimonio agroalimentare dei territori. Con il progetto V.I.T.A. l’Ordine punta a sostenere una comunità più informata, attenta alla qualità e alla sicurezza delle produzioni. ‘‘La conoscenza e la prevenzione devono rappresentare la Sicurezza della nostra alimentazione”, così la dichiarazione del presidente Vitiello. Poi ci sono stati i saluti istituzionali di Danilo Ercolini, direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II, sottolineando il ruolo strategico della formazione e della ricerca nell’evoluzione delle produzioni agroalimentari.

Gli interventi successivi hanno visto la partecipazione delle istituzioni locali e delle realtà tecniche territoriali:

Gaetano Manfredi, presidente ANCI e sindaco di Napoli, ha ribadito che ”il cibo è uno straordinario patrimonio culturale”, custode dell’identità dei popoli e fattore decisivo per il benessere dei cittadini. Ha inoltre ricordato come la terra vulcanica, pur rappresentando un pericolo, sia una ricchezza eccezionale per biodiversità e qualità dei prodotti.

Vincenzo Cuomo, sindaco di Portici, ha evidenziato il valore per la città di ospitare un evento di respiro nazionale in un luogo simbolico come la Reggia.

Giuseppe Iovane, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, ha richiamato l’importanza dei controlli e della sicurezza alimentare.

Antonio Limone, direttore generale ASL Caserta, ha sottolineato la necessità di politiche integrate per salute, cibo e territorio.

Vincenzo Caprio, amministratore dell’Agenzia di sviluppo dei Comuni dell’area nolana, ha portato l’attenzione sul ruolo delle amministrazioni locali nella tutela delle filiere.

Emiliano Michele, sindaco di Crispano, ha richiamato l’impegno dei comuni nella promozione delle produzioni identitarie.

Alessandra Malantuono, vicesindaca di Ciampino, ha rimarcato l’importanza di condividere buone pratiche tra territori diversi.

Riccardo Gull, dirigente scolastico del Liceo Jacopo Sannazaro di Napoli, e

Annamaria Orso, dirigente scolastico dell’Istituto “Andrea Torrente” di Casoria, che hanno testimoniato il ruolo decisivo della scuola nel formare cittadini più consapevoli e attenti alle proprie scelte alimentari.

La Reggia, ha riempito le proprie sale con l’esposizione e degustazione di prodotti del territorio, mostrando concretamente quanto le produzioni nate su terreni vulcanici siano uniche nel panorama italiano: vini, ortaggi e specialità che racchiudono la forza di una terra che, da millenni, trasforma la sua energia in fertilità.

Portici Reale rimane un luogo emblematico. Sede di una delle facoltà di Agraria più antiche d’Italia, rappresenta il ponte stabile tra tradizione e innovazione, tra formazione e tutela del patrimonio agroalimentare. Quale migliore occasione per ospitare “Eruzioni del Gusto”, un appuntamento che continua ad essere uno spazio di confronto e crescita, dove cibo, sostenibilità e cultura procedono insieme. Un impegno comune che passa dalla tavola, ma arriva alla qualità della vita di intere comunità.

Guardando alla forte partecipazione istituzionale e al crescente interesse del pubblico, “Eruzioni del Gusto” si conferma non solo una vetrina di eccellenze, ma un laboratorio di idee che mette in rete territori, competenze e responsabilità condivise. Il messaggio emerso a Portici parla chiaro: difendere il cibo significa difendere la cultura, la salute e le opportunità economiche delle comunità. Una sfida che passa dalle scelte quotidiane e che pone la Campania vulcanica in prima linea, trasformando la sua energia naturale in un modello di sviluppo capace di generare valore, qualità e futuro.

© Ezio Micillo giornalista e fotoreporter

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