Roma, Sala Regina – A volte, le stanze del potere sanno trasformarsi in luoghi di coscienza. È successo nei giorni scorsi, quando il cuore della Camera dei Deputati ha smesso per un attimo di battere al ritmo delle leggi e ha accolto invece il battito spezzato di chi è vittima della violenza relazionale. Una folla attenta, composta, partecipe – oltre duecento persone tra rappresentanti delle istituzioni, forze dell’ordine, accademici e cittadini – ha gremito la Sala Regina per la presentazione di “Quando l’amore uccide”, un libro corale curato dalla Dott.ssa Antonella Cortese, che ha saputo dare forma e dignità narrativa a uno dei drammi più taciuti e devastanti della nostra epoca: la violenza di genere.
Durante l’incontro che ha visto la presenza di oltre 200 persone, tra cui rappresentanti delle istituzioni, delle Forze dell’Ordine, del mondo accademico e della società civile, è stato conferito un premio speciale a Maria Carla Palermo e Angelo Cannavacciuolo per il loro contributo significativo all’opera.
Il riconoscimento, consegnato dalla Dott.ssa Stefania Castricone, Segretaria Nazionale del SINAFI, ha voluto premiare l’impegno dei due autori nel dare voce, attraverso la scrittura e la comunicazione professionale, a tematiche complesse e urgenti che toccano profondamente la nostra società. Entrambi sono giornalisti iscritti all’Ordine dei Giornalisti della Campania e da decenni operano nel campo della comunicazione, contribuendo con sensibilità e competenza a promuovere cultura, informazione e riflessione sul mondo della violenza relazionale, della prevenzione e della tutela delle vittime.
La loro partecipazione all’opera ha aggiunto un valore letterario e umano di grande spessore, rendendo ancora più potente il messaggio del volume: educare all’amore autentico, riconoscere i segnali della violenza, costruire relazioni sane e consapevoli.
Il riconoscimento è stato accolto con commozione e gratitudine dai due autori, che hanno ribadito la necessità di continuare a parlare, scrivere e sensibilizzare sul tema della violenza relazionale, promuovendo il rispetto e la cultura dell’ascolto.
L’evento si è chiuso con un messaggio forte e condiviso: solo attraverso la cultura, la prevenzione e l’educazione è possibile costruire una società più giusta e libera dalla violenza.

© Ezio Micillo giornalista e fotoreporter
