Terra di Lavoro Wines 2025: la Reggia di Caserta brinda alla passione per il vino
di Ezio Micillo
Tre giorni, migliaia di calici e un solo filo conduttore: l’amore per una terra che da secoli parla la lingua del vino. La quarta edizione di Terra di Lavoro Wines 2025, ospitata nella cornice maestosa della Reggia di Caserta, ha confermato ancora una volta la vitalità e il fascino del mondo vitivinicolo casertano. Oltre seimila visitatori, tra appassionati, produttori e professionisti del settore, hanno animato un evento che è molto più di una fiera, è un viaggio nel cuore identitario della Campania Felix.
Protagonisti assoluti, i vini a denominazione d’origine tutelati dal Consorzio VITICA: Aversa Asprinio DOC, Falerno del Massico DOC, Galluccio DOC, Roccamonfina IGT e Terre del Volturno IGT.
Vini che raccontano il territorio con autenticità, attraverso le voci dei produttori, i veri custodi della memoria e dell’innovazione.



”Il nostro lavoro”, ha spiegato Cesare Avenia presidente di VITICA, ”guarda al futuro senza dimenticare le radici. Le nuove misure per il prezzo medio delle uve e la riforma della cambiale agraria rappresentano passi concreti verso un mercato più giusto e trasparente”.
La manifestazione, realizzata in sinergia con la Reggia di Caserta diretta da Tiziana Maffei, ha unito degustazioni e incontri di approfondimento, ma anche performance artistiche e musicali: dal teatro di OfficinaTeatro APS alle note jazz di Ivana Muscoso Trio e Stessy’s Mood.
Un intreccio di linguaggi per raccontare il vino come espressione di cultura, territorio e bellezza condivisa.Dai cambiamenti climatici ai trend del consumo, dai mercati emergenti alle nuove tecnologie: i quattro forum tematici di Terra di Lavoro Wines hanno acceso il dibattito sul futuro della filiera.
Il professor Ettore Capri (Università Cattolica) e la professoressa Simona Vingiani (Federico II) hanno affrontato il tema dell’adattamento climatico, mentre Alessandro Marra di Slow Wine e Augusto Storti di Dolomiti Energia hanno illustrato le potenzialità di un’economia circolare e sostenibile.



Nel talk moderato da Floriana Schiano Moriello, Antonio Paparella dell’Università Federico II ha evidenziato come il consumo di vino sia cambiato profondamente:
”Siamo passati dal quartino quotidiano al calice del weekend. Ma le nuove generazioni, grazie a spumanti, rosati e prodotti a basso tenore alcolico, stanno riscoprendo il vino come esperienza culturale e sociale”.
Una sfida che si gioca anche sul piano della comunicazione: visual storytelling, enoturismo digitale e mixology diventano ponti tra la tradizione e un pubblico giovane e curioso.
Tra i momenti più attesi, il Premio Maria Felicia Brini, dedicato alla memoria della visionaria imprenditrice vitivinicola. A riceverlo, il ristorante Antica Hostaria Massa dal 1848 e la pizzeria Sunrise di Caserta, insieme alla Locanda Radici di Melizzano (BN).Emozione anche per la consegna delle pergamene “Terra di Lavoro Top Wines 2025”, che hanno incoronato le aziende VITICA premiate da guide e concorsi nazionali e internazionali: ambasciatrici del saper fare casertano nel mondo.
”Chiudiamo questa edizione con soddisfazione e gratitudine”, ha commentato Avenia, ”Terra di Lavoro Wines è ormai un laboratorio di idee, un luogo dove il vino incontra la cultura e la sostenibilità. Il nostro obiettivo è renderlo sempre più un punto di riferimento per l’Italia del vino”.
Sostenuto dal CSR Campania 2023–2027, l’evento si conferma un modello di promozione integrata tra istituzioni, imprese e territorio.Un grande brindisi collettivo, dunque, per una terra che continua a scrivere, calice dopo calice, la sua storia millenaria di passione, identità e rinascita.
Nel segno di una terra che sa raccontarsi nel bicchiere, tra tradizione e innovazione, Terra di Lavoro Wines continua a essere, quindi, un viaggio sensoriale e culturale nel cuore autentico della Campania.

© Ezio Micillo giornalista e fotoreporter
